VQR

Valutazione della Qualità della Ricerca VQR 2020-2024

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Denominazione infrastruttura: Aerosol, Clouds and Trace Gases Research Infrastructure – ACTRIS – è una IR paneuropea che fornisce accesso a servizi e dati di alta qualità sui costituenti atmosferici di breve durata e sulla loro variabilità in atmosfera naturale e controllata
Ruolo della struttura proponente: Membro del consorzio di gestione
Istituti di riferimento: Istituto di metodologie per l'analisi ambientale, Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima, Istituto di scienze marine
Area scientifica: Environment
Parole chiave: Atmosphere, Aerosols/particulates, Clouds, Trace gases, Open Access, Open data, FAIR Data
Breve storia dell'infrastruttura:
Nel corso di oltre quindici anni, ACTRIS ha seguito un percorso di crescita continuo, sostenuto dagli Stati membri e dalla Commissione Europea. Inizialmente avviato come una serie di progetti europei (Laj et al., 2024 FiguraSB1), ACTRIS si è poi evoluto e consolidato nell’ERIC, con la mission di fornire osservazioni di alta qualità su aerosol, nubi e gas traccia per contribuire all’avanzamento della conoscenza in campo atmosferico e climatico. La prima iniziativa ACTRIS (progetto FP7) ha riunito consolidate reti di ricerca europee già esistenti — CREATE, Cloudnet, EARLINET ed EUSAAR — aventi ruolo chiave nello studio dell’atmosfera creando un sistema integrato per lo studio dei processi atmosferici con osservazioni coordinate. La fase di design, in ambito H2020 con il progetto ACTRIS-2 (2015–2019), ha incluso le comunità di NDACC e AERONET e rafforzando così la sua capacità di osservare la composizione atmosferica dalla superficie fino alla bassa stratosfera. Dalla sinergia tra le comunità di ACTRIS-2 ed EUROCHAMP, ACTRIS ha ottenuto il riconoscimento di ESFRI project nella Roadmap ESFRI 2016. Le fasi del ciclo di vita di ACTRIS si sono quindi sviluppate su un arco temporale esteso dal Design (2011-2015) attraverso la Preparation Phase (2017-2019) e l’Implementation (2020-2023), entrambe finanziate in ambito H2020. ACTRIS è oggi una infrastruttura per la ricerca atmosferica distribuita, operativa ed in grado erogare servizi, con otto facilities centrali (Direzione Generale, Data Centre e sei Topical Centres) che coordinano, integrano ed armonizzano le attività ed i servizi offerti da una vasta rete di facilities nazionali (NF). ACTRIS ha raggiunto lo status di ESFRI Landmark nel 2021, attestando il suo livello di maturità in termini di eccellenza scientifica, rilevanza pan-europea ed impatto socio-economico. Il percorso di crescita iniziato nel 2011 vede nel 2023 l’istituzione di ACTRIS-ERIC a cui partecipano 17 Paesi europei, tra cui l’Italia. ACTRIS–ERIC gestisce l'infrastruttura di ricerca e ne coordina lo sviluppo strategico e finanziario nonché il funzionamento a lungo termine garantendo l’accesso a un’ampia gamma di tecnologie, servizi e risorse nel campo delle scienze atmosferiche. ACTRIS-ERIC ha sede legale in Finlandia e in Italia. Il CNR è stato attore principale in ACTRIS fin dagli inizi e lo è oggi nella operatività. Il progetto fondativo (ACTRIS FP7) nasce dalla spinta del CNR ad integrare le differenti tecniche di misura per lo studio delle componenti atmosferiche ad elevata variabilità spaziale e temporale, forte della partecipazione CNR alle reti osservative di riferimento. Il CNR ha quindi coordinato sia il progetto ACTRIS (FP7) che il suo seguito ACTRIS2 (H2020). L’Italia, grazie anche agli sforzi CNR, è stata tra i primi Paesi a sostenere formalmente ACTRIS con l’endorsment del MUR. La comunità scientifica italiana è riunita nella Joint Research Unit “ACTRIS-ITALIA”, riconosciuta dal MIUR e coordinata dal CNR con lo scopo di organizzare la partecipazione italiana ad ACTRIS. Le NFs nazionali mostrano la capacità osservativa di Enti e Università (oltre al CNR, ENEA, INFN, e le Università di Salento, Federico II, Urbino, L’Aquila e La Sapienza) con i siti CNR (Tito, Lecce, M.te Cimone e Roma) e di Napoli, Lampedusa, L’Aquila e la capacità esplorativa dei 2 mezzi mobili del CNR e della camera di simulazione atmosferica ChAMBRe (INFN). L’Italia partecipa alle Central Facilities (CFs): il CNR-IMAA gestisce l’accesso ai servizi di ACTRIS con l’unità Service Access Management Unit (SAMU) della Direzione Generale e l’unità del Data Centre per la componente di aerosol remote sensing (ARES); partecipa al centro europeo per la definizione e avanzamento delle osservazioni lidar di aerosol (CARS) ed all’unità DVAS del data centre per la Data Discovery e Virtual Access ai dati e servizi digitali. Il nodo italiano contribuisce anche al Centre for Aerosol In Situ Measurements (INFN).
Descrizione delle modalità di funzionamento:
ACTRIS-ERIC si avvale dello Scientific and Innovation Advisory Board (SIAB), organo esterno indipendente che monitora qualità scientifica e operativa di ACTRIS, supporta lo sviluppo strategico scientifico e di innovazione e promuove collaborazioni strategiche e l’interazione con nuove comunità di utenti. Membri: L. Barrie (Chair), V. Thouret, Øystein Hov, V. H. Peuch, C. Rizzuto, P. Laj. L’ACTRIS Research Infrastructure Committee (RI comm.) consiglia il Direttore Generale di ACTRIS-ERIC sulla coerenza e sostenibilità dell'implementazione e dell’operatività della infrastruttura. L’RI comm. supporta la pianificazione scientifica strategica, la comunicazione tra le componenti nazionali ed europee di ACTRIS e gli organi di governance della IR. I membri dell’RI comm. rappresentano tutte le diverse componenti di ACTRIS e vede la partecipazione di 3 rappresentanti CNR. L’RI Comm., il NFSTF (National Facility Scientific and Technical Forum) a cui partecipano n. 7 PI dei siti osservativi italiani, e l’ASCC (Atmospheric Simulation Chamber Committee) a cui partecipa il PI della camera di simulazione italiana (INFN), sono organi interni che assicurano il coinvolgimento della comunità nello sviluppo scientifico e strategico di ACTRIS. Il legame tra i board europei e la comunità avviene anche attraverso i National Consorzia rappresentati da un National Contact Person, che per l’Italia è Lucia Mona (CNR).
La selezione delle proposte di ricerca dagli utenti è necessaria in caso di servizi fruibili in persona, in remoto o in modalità ibrida (combinazione di accesso fisico e remoto), per via della disponibilità limitata delle risorse necessarie all’accesso. L'accesso alle facilities ACTRIS è facilitato dal Catalogo dei Servizi online (https://www.actris.eu/index.php/catalogue-of-services) che riporta le informazioni rilevanti per ogni servizio, inclusi tutti quelli delle facility italiane, e consente di richiedere l'accesso in qualsiasi momento o in risposta a call generali o tematiche pubblicate nell'ambito dei progetti a cui ACTRIS partecipa. L’intero processo è gestito dall'unità SAMU della Direzione Generale (a esclusiva cura del CNR) con un approccio 'one-stop-shopping', offrendo un'unica interfaccia per l'utente dalla fase di richiesta a quella dell’effettiva fruizione del servizio. Le interazioni tra utenti e provider su questioni tecnico/scientifiche sono sempre possibili ed incoraggiate per permettere la costruzione di proposte che sfruttino appieno il potenziale delle facility coinvolte. Il processo di accesso si articola in diverse fasi, tutte chiaramente descritte e gestite tramite la piattaforma online ACTRIS PASS (https://passactris.smapply.io/) disegnata da SAMU secondo le procedure definite nell'ACTRIS Access Management Plan (allegato 6): Pubblicazione opportunità di accesso/call Richiesta di accesso Controllo eleggibilità Controllo fattibilità Valutazione indipendente del merito Accesso alla facility Adempimenti post-accesso (report scientifico/finanziario, feedback, carbon footprint)
In fase di richiesta gli utenti presentano una proposta di accesso con obiettivi, modalità di lavoro e membri del gruppo di ricerca. Le proposte vengono sottoposte a valutazioni di eleggibilità, fattibilità e di merito (max 8 weeks); queste attività si svolgono sulla piattaforma PASS, che facilita l'interazione tra SAMU, richiedenti e valutatori, garantendo efficienza, tracciabilità e trasparenza. SAMU verifica l’eleggibilità rispetto ai criteri della specifica call. Con il controllo di fattibilità i provider dei servizi verificano l'adeguatezza tecnico-scientifica e la disponibilità delle loro risorse (tempi, strumentazione, personale). L'interazione preliminare tra utenti e provider è incoraggiata per facilitare il processo. Le proposte fattibili accedono alla fase di valutazione del merito, assegnate da SAMU ad un panel ad hoc composto da massimo 3 esperti indipendenti individuati all’interno di un panel stabile in base alla loro competenza tecnico-scientifica. Gli esperti valutano le proposte individualmente, assegnando punteggi in base ai criteri pubblici considerati per la peer review e formulando raccomandazioni per l’approvazione o il rigetto. In base al tipo di proposta, i criteri sono: Excellence-driven (esigenza scientifica): contenuto e valore scientifico, qualità tecnica, innovatività, esperienza e conoscenze del gruppo di utenti, Need-driven (esigenze tecniche o di formazione specialistica): rilevanza scientifica e comunità servite, e, per la formazione, motivazione e potenziale di ricerca degli utenti. Market-driven (settore privato): potenziale di innovazione sviluppando nuove tecnologie o prodotti e potenziale di mercato. Le linee guida generali per la valutazione delle proposte di accesso alle facility ACTRIS descrivono criteri e punteggi. Conclusasi la valutazione degli esperti, SAMU calcola i punteggi medi di ogni proposta e stila la lista di quelle approvate in base alle soglie minime di punteggio predeterminate.
ACTRIS è una delle poche IR a offrire tutte le tipologie di accesso: Virtuale: tramite reti di comunicazione, governato dall’ACTRIS DP e DMP, con accesso simultaneo illimitato per gli utenti, nei limiti della tecnologia disponibile. Fisico: gli utenti visitano di persona una facility per ottenere servizi e risorse. Remoto: l’accesso avviene senza visitare fisicamente la facility. Ibrido. Le condizioni generali per l'accesso ad una facility sono sempre rese disponibili all’utente nelle descrizioni del Catalogo dei Servizi e nelle pagine dedicate call generali/tematiche. User help-desk è sempre attivo e supporta in qualunque fase con in media 350/richieste anno risolte. Gli utenti selezionati concordano con il provider i dettagli dell’accesso, accettandone termini e condizioni e impegnandosi a rispettare regole nazionali e della facility. I provider si impegnano a supportare l’utente sia per lo svolgimento della ricerca che con supporto logistico per la permanenza. Nel periodo 2020-2024, 250 accessi/anno registrati in media da parte della comunità scientifica nazionale ed internazionale alle facilities italiane.
ACTRIS implementa una governance dei dati che unisce openness e rigore scientifico: il Data Centre di ACTRIS garantisce l'accesso libero e gratuito ai dati delle facility osservative, favorendo pubblicazioni open access e la piena condivisione dei progressi scientifici e tecnologici con la comunità scientifica internazionale e gli stakeholders; mentre il DMP (allegato 3), strutturato sulle best practice UE, assicura la loro conformità ai requisiti FAIR (allegato 4), elevati standard qualitativi, archiviazione sicura e condivisione secondo i principi dell'open science. Le facilities osservative di ACTRIS impiegano strumentazione eterogenea e tecniche diversificate per il monitoraggio di 120 variabili atmosferiche. Per gestire la complessità derivante da questa eterogeneità e svolgere al meglio tutte le funzioni di processing e tracciabilità dal dato grezzo sino al dato elaborato e combinato anche con dati esterni, il Data Centre di ACTRIS è articolato in 5 unità specializzate, una per ciascuna componente osservativa. Una ulteriore unità (DVAS) si occupa delle attività trasversali del DC. Nell’ACTRIS DC, il CNR oltre a partecipare alle attività di DVAS, è leader e responsabile dell’unità ARES (Aerosol Remote Sensing) che si occupa di tutti gli aspetti di data curation, data quality control, processing centralizzato, versioning, tracciabilità e fornitura per i dati di aerosol profiling per oltre 53 siti distribuiti su 22 Paesi europei e oltre, fornendo ad oggi oltre 1.2 milioni di file e 18 GB di dati, e circa 180 DOI riferiti a dataset. ARES inoltre fornisce accesso alla sua catena di processamento centralizzata e ai suoi servizi digitali anche ad utenti esterni quali le stazioni di EARLINET non partecipanti ad ACTRIS e stazioni lidar mobili operanti in Europa e oltre. L’allegato 5 approfondisce sulle attività e risultati di ARES nel 2024.
Descrizione del profilo di sostenibilità:
Gli organi di governance di ACTRIS-ERIC sono oltre alla General Assembly (GA) e il Direttore Generale (DG), lo Science and Innovation Advisory Board (SIAB), l’Ethical Advisory Board ed il Financial Committee, con funzioni consultive e di indirizzo nelle materie di competenza. La struttura organizzativa e di governance di ACTRIS è riportata in Laj, et al, 2024, 10.1175/BAMS-D-23-0064.1 Fig. 4. Il DG Eija Juurola è il rappresentante legale dell'ERIC, supervisiona e coordina le attività di ACTRIS, è responsabile dell'attuazione delle decisioni della GA, e garantisce lo sviluppo scientifico e strategico di ACTRIS. La GA, massimo organo decisionale di ACTRIS ERIC composto da rappresentanti dei paesi membri e osservatori di ACTRIS ERIC. Chair: J. M. Flaud (FR), Vice-Chair: G. Pappalardo (IT) e due esperti CNR. La lista dei Paesi e dei delegati: https://www.actris.eu/governance. Il Financial Committee è un organo consultivo, che risponde direttamente alla GA, sui temi di gestione finanziaria, revisione del bilancio annuale e pianificazione finanziaria di ACTRIS. Membri: C. Cornacchia (Chair, CNR), C. Plaß-Dülmer (DWD), L. Sedaine (CNRS). L’ Ethical Advisory Board fornisce feedback e raccomandazioni per sviluppare e monitorare l’applicazione di principi etici nelle attività di ACTRIS. Membri: I. R. Pavone (CNR), L. Petraska (Geosphere), J. Sviden (Onep). SIAB e altri organi tecnico-scientifici: vedasi risposta al punto H a). A livello nazionale, l’organo decisionale della JRU è l’Assemblea Generale, composta dai rappresentanti delle parti, che decide strategie e approva programmi. Il Comitato di Coordinamento, costituito da 3 membri CNR (coordinatore scientifico, JRU manager e Liason officer) gestisce le attività e i rapporti con ACTRIS e i partner. La JRU è anche dotata di un financial manager.
La sostenibilità finanziaria di ACTRIS è garantita dall'impegno di lungo periodo dei Paesi membri versano contributi annuali ad ACTRIS-ERIC, e delle oltre 100 organizzazioni di ricerca in Europa che gestiscono le NFs, garantendo il supporto necessario l’operatività a lungo termine. ACTRIS ha attività per un volume finanziario considerevole. L'investimento totale per le Facilities da parte dei Paesi partecipanti durante la fase di design e implementazione è stato di circa 700M€ ed ACTRIS costi operativi annui di 95M€. Le risorse per costruire e gestire le NFs sono finanziate a livello nazionale. I Paesi che ospitano le unità delle CFs sono responsabili del finanziamento per la loro costruzione. I costi operativi annuali delle CFs, pari a circa 16M€, sono sostenuti per il 70% come Host contribution da parte dei Paesi ospitanti e coperti per il 30% da ACTRIS-ERIC tramite la ridistribuzione delle memberships di adesione al consorzio. Questo modello è regolato dallo statuto e dalle Internal Financial Rules (IFR) di ACTRIS-ERIC. A livello nazionale, l'investimento nel periodo 2020 – 2024 ammonta a circa 25M€, e un costo operativo annuo medio di circa 22M€ (incluso replacement). Il finanziamento dei costi operativi proviene da diverse fonti ed è mediamente pari a 10% dai fondi ordinari (FOE), 70% da contributo in-kind delle RPO (in termini di personale, spazi e laboratori e costi generali), e 20% da fondi da progetti competitivi e contratti di collaborazione. Altre fonti (progetti regionali, nazionali ed europei, contratti di servizi) contribuiscono alla sostenibilità ed allo sviluppo della IR.
Il modello di gestione finanziaria e rendicontazione di ACTRIS è descritto nelle IFR approvate dalla GA. Di seguito un estratto dei principi su cui si fonda il modello: Conformità di ACTRIS ERIC alle leggi e principi contabili del Paese in cui ha sede legale Sana gestione finanziaria delle risorse da parte del DG Conformità delle CF esterne a ACTRIS ERIC a leggi e principi contabili dei loro paesi ospitanti, e obbligo di rendicontare entrate e uscite nei loro bilanci La GA adotta le seguenti azioni sui bilanci: Decide sul bilancio di ACTRIS ERIC Prende atto della parte nazionale dei bilanci delle CFs e approva le quote ridistribuite tramite ACTRIS ERIC. I meccanismi di pianificazione/rendicontazione si alternano durante l’anno come qui sinteticamente descritto. Nel meeting autunnale della GA è approvato il bilancio analitico preventivo dell’anno successivo che include piani di lavoro, obiettivi e attività, entrate, spese e saldo. Nel meeting di primavera della GA è approvato il reporting per l'anno precedente, che include attività e costi dei consorzi nazionali e delle CFs. Il CNR realizza questa attività di rendicontazione analitica annualmente per il consorzio italiano e per le proprie unità delle CF. A livello nazionale, inoltre, il CNR presenta annualmente al MUR la rendicontazione analitica delle spese sostenute e delle attività realizzate attraverso l'utilizzo dei fondi ordinari FOE.
La Human Resources Strategy fissa obiettivi di policy e di pratiche sostenibili nella gestione delle risorse umane in tutte le articolazioni di ACTRIS (una vasta comunità distribuita su 17 paesi e 144 RPOs). La Employment policy è valida solo per il personale assunto direttamente da ACTRIS-ERIC (https://www.actris.eu/documents/actris-eric-documents). Nel reporting del 2023 approvato dalla GA, le CFs hanno registrato un effort complessivo di più di 900 PM. ACTRIS-ERIC ha assunto dipendenti per le unità finlandesi della Direzione Generale. Il CNR ha sostenuto le attività di ACTRIS con personale in-kind per più di 150 PM per la operatività delle NFs e delle CFs per erogare servizi alla comunità. Il valore del capitale umano messe in campo dal CNR e più in generale dalla componente italiana di ACTRIS è particolarmente significativo sia in termini di numerosità con 253 unità di personale coinvolto, sia in termini di conoscenze e competenze altamente specializzate, e si rivela fondamentale per garantire operatività della IR sul lungo periodo, nonché un fattore decisivo per la mitigazione di eventuali rischi sulla sua sostenibilità.
Descrizione dei risultati e dell'impatto scientifico:
Nel periodo 2020-2024, ACTRIS ha pubblicato circa 450 articoli scientifici (di cui 115 con coautori di ACTRIS Italia) evidenziando il raggiungimento di risultati di eccellenza scientifica e la capacità di networking di ACTRIS e della sua componente italiana. La maturità e il rilievo internazionale di ACTRIS sono evidenti nel lavoro Laj et al., 2024, pietra miliare di ACTRIS che vede 4 rappresentanti del CNR fra i coautori. In particolare, la comunità italiana ha contributo con la sua expertise sviluppata in ACTRIS e, grazie all’utilizzo dell’infrastruttura, al conseguimento di risultati di tipo tecnico, metodologico, e al miglioramento della comprensione dei processi atmosferici e climatologici, di cui nel seguito sono annoverati alcuni esempi. Numerosi studi correlati ad ACTRIS hanno generato un impatto significativo su una vasta comunità di utenti che ora adottano le metodologie ACTRIS per le misurazioni in situ delle proprietà fisiche, chimiche e ottiche degli aerosol. Tra questi studi, spiccano le misurazioni del black carbon (BC) (Cuesta-Mosquera et al., 2021). ACTRIS ha anche migliorato, sviluppato e testato nuove tecniche di remote sensing, consolidando nuove strategie di misura e algoritmi per sfruttare le sinergie strumentali. Esempi sono le sinergie lidar-fotometro per prodotti aerosol avanzati (Tsekeri et al. 2023) e le misurazioni per rilevare polline (Shang et al. 2022) attualmente in implementazione pilota presso il nodo ARES DC coordinato dal CNR nell’ambito del progetto Horizon Europe SYLVA. Alcune procedure ACTRIS sono ora riconosciute come standard dal CEN e come metodi di riferimento dal WMO. ACTRIS è stata anche fondamentale nella definizione della nuova direttiva europea sulla qualità dell'aria e ha fornito diversi strumenti per il sistema di gestione della qualità dell'aria a supporto delle loro attività (https://riurbans.eu/wp-content/uploads/2025/03/Booklet_AXA_def.pdf). ACTRIS fornisce anche metodi di analisi delle misure per lo studio dei processi quali per la stima delle sorgenti delle fonti di aerosol organico (Chen et al. 2022), la sistematizzazione delle metodologie per la determinazione dell’ABL con le diverse tecniche di investigazione dell’atmosfera (Kotthaus et al., 2023), nonché con lo sviluppo di una tecnica innovativa basata sull’IA per la determinazione dell’ABL (Vivone et al., 2021). La comunità ACTRIS ha pubblicato una serie di articoli che caratterizzano la fenomenologia degli aerosol europei misurati al suolo, analizzando le variazioni dei costituenti organici in Europa (Bressi et al., 2021), la stima delle sorgenti (Chen et al. 2022), concentrazioni e sorgenti del black carbon (Savadkoohi et al., 2023), il potenziale ossidativo in un sito urbano del Mediterraneo e la stima delle sorgenti (Giannossa et al., 2022). Recentemente, sono stati rilasciati dataset climatologici ventennali dei profili verticali delle proprietà ottiche degli aerosol (ACTRIS ARES Data Centre, Mona, L., et al., 2024 e citazioni all’interno). Questi dataset sono stati ampiamente utilizzati per molti scopi e recentemente per ottimizzare il retrievals dei prodotti satellitari (Floutsi et al. 2023) e sono stati forniti a C3S per essere inseriti nel Copernicus Data Store come dataset di riferimento per i servizi climatologici di Copernicus. Nel corso degli anni, le osservazioni in situ di ACTRIS sono state fondamentali nelle valutazioni globali del forcing radiativo degli aerosol e delle concentrazioni (Collaud Coen et al.,2020, Laj et al., 2020). Numerosi studi condotti nell'ambito di ACTRIS hanno esaminato i processi fondamentali che determinano il ciclo di vita degli inquinanti atmosferici e le loro interazioni, influenzando il clima e la qualità dell'aria. Ad esempio, Dinoi, A., et al., nel 2023 ha analizzato gli eventi di formazione di nuove particelle in ambienti urbani e costieri. Gli esperimenti in camera di simulazione hanno inoltre migliorato la comprensione degli aerosol da combustione di biomassa (Kodros et al. 2020), e della correlazione tra vitalità dei batteri aerotrasportati e qualità dell'aria (Vernocchi et al., 2023). I dati e l’expertise di ACTRIS sono stati ampiamente utilizzati per caratterizzare eventi specifici o estremi che influenzano l'atmosfera. Un caso studio riportato in Amiridis et al. (2023) ha utilizzato sinergie tra remote sensing dal suolo e da satellite per la previsione del trasporto di cenere vulcanica che ha condizionato la sicurezza dell'aviazione. Un dimostratore per il sistema di allerta precoce per l'aviazione relativo alla presenza di cenere e polveri basato su misure remote sensing degli aerosol è stato sviluppato (Papagiannopoulos, N., et al., 2020) e utilizzato nell'ambito di un'indagine sull'impatto delle polveri desertiche (Monteiro et al., 2022). La distribuzione geografica delle facilities di ACTRIS ha consentito una caratterizzazione approfondita dell'intrusione di polvere desertica sul continente europeo (ad esempio, Papanikolaou et al., 2024). Questo è stato uno dei temi di ricerca sin dall'inizio di ACTRIS, tanto che l'esperienza di ACTRIS in questo campo di ricerca è altamente riconosciuta, con la presenza di 2 membri ACTRIS nel nodo regionale SDS-WAS (di cui uno CNR) e con la pubblicazione di un articolo di revisione delle osservazioni correlate alla polvere, la cui stesura è stata guidata dal national contact point italiano di ACTRIS (Mona et al., 2023). Le misure di ACTRIS fornite dall’unità ARES del DC sotto responsabilità del CNR sono state anche fondamentali per la caratterizzazione delle emissioni aerosoliche derivanti da incendi in Canada, Australia, Siberia e dagli incendi forestali del Mediterraneo per la valutazione e miglioramento dei modelli di trasporto del fumo e per lo studio degli impatti radiativi (per esempio Ohneiser et al. 2022, Radenz et al. 2021; Ohneiser et al. 2021, Engelmann et al. 2021). L'alta sensibilità degli strumenti ACTRIS consente anche la caratterizzazione dettagliata di piccoli incendi locali (ad esempio, De Rosa et al., 2022). ACTRIS ha rafforzato attivamente il contributo europeo alle reti esistenti (anche globali) fornendo dati di osservazione o prodotti di dati; offrendo supporto ai centri di calibrazione operativi; gestendo i DC e fornendo formazione agli utenti e ai produttori di dati nelle reti. Considerando la sua ampia portata, ACTRIS è attivamente coinvolta in reti e programmi riconosciuti a livello internazionale: GAW, EMEP, NDACC, AERONET, EARLINET e la sua dimensione internazionale GALION, CLOUDNET e PGN. ACTRIS è Landmark nella roadmap ESFRI 2021 ed in è Italia presente come IR prioritaria nel PNIR (Programma Nazionale delle Infrastrutture di Ricerca 2021-2027). ACTRIS contribuisce in sinergia con le altre IR nel dominio environnement alla caratterizzazione di tutta la colonna atmosferica. La Landscape Analysis di ESFRI (2024) sottolinea come ACTRIS può dare un contributo sostanziale al miglioramento della qualità dell'aria e allo studio degli effetti climatologici dei costituenti atmosferici di breve durata; ne evidenzia l’elevato livello di interoperabilità con ICOS e IAGOS ed il ruolo importante che ACTRIS-ERIC può coprire nello studio di markers potenziali per gli effetti sulla salute umana, e, più in generale il contributo che può dare a studi interdisciplinari. L’eccellenza e il contributo scientifico di ACTRIS è anche dimostrato dal numero ampio di ricercatori e utenti dei suoi servizi: nel periodo di riferimento sono stati completati 348 progetti di accesso coinvolgendo 950 utenti (su un totale di 500 proposte di TA e circa 1550 utenti richiedenti). Inoltre, hanno fatto accesso ai dati in media oltre 1500 utenti distinti all’anno scaricando in totale oltre 20.000 dataset annuali.
Descrizione dell'impatto socioeconomico:
La migliore comprensione dei processi atmosferici, tramite l’accesso aperto a dati e servizi ACTRIS, aumenta la resilienza della società alle sfide ambientali quali cambiamenti climatici, con impatto sociale su qualità di vita ed ambiente. Durante la pandemia COVID-19, diversi studi hanno analizzato l’impatto dei lockdown sulla qualità dell'aria sia a livello europeo su 28 siti inclusa l’area di Milano (Putaud et al. 2023), nazionale (Putaud et al. 2021) e locale, come nella Valle del Po (Cristofanelli et al. 2021). Importanti sono stati anche i servizi ACTRIS forniti al Atmosphere Monitoring Service di Copernicus (CAMS) per caratterizzare le variazioni di aerosol antropogenici con la partecipazione dei siti italiani di Lecce e Roma (Tsekeri et al. 2023). ACTRIS ha impatto sulla salute pubblica in relazione alle politiche ambientali con la partecipazione ad organismi internazionali come il WMO, o come con il ruolo chiave nella definizione della Direttiva Europea sulla qualità dell'aria (EU 2024/2881). Il CNR, in particolare, è a supporto delle ARPA in Italia nel recepimento delle novità introdotte dalla normativa. Il CNR partecipa a tavoli regionali per la definizione della S3 (Basilicata, Puglia, Emilia Romagna). Rilevante è il contributo studio e gestione di fenomeni estremi e loro impatto (incendi, eventi meteo estremi, eruzioni vulcaniche), ne è un esempio il sistema di allerta precoce per i rischi aeronautici dovuti ad aerosol atmosferici coordinato da ACTRIS Italia (Papagiannopoulos, 2020). L’impatto economico si concretizza attraverso diverse forme di co-creazione di conoscenza e innovazione. La rete delle aziende coinvolte, che operano come fornitori, utenti o partner tecnologici, conta circa 260 imprese (Gagliardi et al., 2023). Si contano 100 pubblicazioni nate dalla collaborazione ricerca-industria (Public-Private Co-publication). Inoltre, durante la pandemia, il Centro aerosol in situ ha collaborato con oltre 50 piccole imprese per verificare l'efficienza filtrante di respiratori e mascherine. Un esempio di collaborazione nel procurement tecnologico è rappresentato dai sistemi lidar avanzati per il telerilevamento degli aerosol, realizzati dalla Raymetrics in stretta collaborazione con il CNR-IMAA e adattati ai rigorosi standard di qualità richiesti, contribuendo così allo sviluppo di attività industriali ed economiche. ACTRIS in Italia ha raccolto l’interesse a collaborare con i Cluster Tecnologici sui temi di Aerospazio (nazionale e Lucano) e dell’energia (Campania ed Emilia Romagna). Il CNR ed il suo ruolo in ACTRIS hanno competenze tali da fungere da grande attrattore di investimenti partecipando a bandi competitivi nell’ambito nazionale ed internazionale. A livello nazionale vanno ricordati i due progetti PON di potenziamento di ACTRIS Italia infrastrutturale (20M€) e del capitale umano (2M€). Il CNR con ACTRIS è stato capofila del progetto ITINERIS (Missione 4 PNRR), volto a creare l’HUB italiano di 22 IR ambientali, offrendo accesso a dati e servizi per l'osservazione e lo studio dei processi in atmosfera, mare, biosfera terrestre e geosfera e la ricerca interdisciplinare. Con un budget di più di 150M€, il procurement generato per il potenziamento della rete scientifica del CNR è pari a circa 70M€. Nel periodo 2020–2024, il CNR è stato inoltre coinvolto mediamente in 7 progetti europei l’anno, con circa 1M€/anno di finanziamenti, testimoniando alta competitività e capacità di attrazione di risorse sulle attività legate all’infrastruttura.
L’impatto economico/ finanziario per il CNR dovuto allo sfruttamento della IR in termini di erogazione di prodotti/servizi si ha con: progetti europei dedicati, contratti di servizio con comunità di utenti internazionali ed i contratti con ACTRIS ERIC. I progetti EU che finanziano sviluppo ed erogazione dell’accesso a dati e servizi digitali FAIR in ottica EOSC e quello fisico/remoto con il modello del TNA (Trans National Access) hanno avuto un impatto per il CNR pari a circa 5 M€ nel periodo 2020-2024. Numerose le collaborazioni con altre IR, e spesso il CNR (con SAMU) è unico responsabile della gestione centralizzata degli accessi fisico/remoto a tutte le facility di tutte le IR partecipanti nel dominio atmosfera e non solo (EU: ATMO-ACCESS https://www.atmo-access.eu/, IRISCC https://www.iriscc.eu/, nazionale: ITINERIS). ACTRIS ha utenti di rilievo internazionale quali CAMS and Copernicus Climate Change Service (C3S), EUMETSAT e ESA ai quali oltre a fornire dati, fornisce supporto per la validazione e valutazione di modelli e dati satellitari. Il CNR ha siglato il progetto CAM21b per la fornitura a Copernicus, per la prima volta al mondo, in NRT dei profili verticali di aerosol misurati dal suolo. Sono stati forniti oltre 58.000 file dati di cui circa 15600 profili di proprietà ottiche degli aerosol per lo sviluppo di servizi CAMS. Prodotti climatologici di alta qualità sono stati inoltre forniti al servizio C3S e resi disponibili sul sito earlinet.org. I contratti con CAMS e C3S, attivi rispettivamente dal 2019 e dal 2017, hanno generato un income pari a circa 1,2 milioni di euro nel periodo 2020-2024. Il CNR ha siglato tre contratti con ACTRIS-ERIC in cui si stabilisce l’impegno alla erogazione dei servizi alla comunità ACTRIS per le tre CFs gestite dal CNR-IMAA: 1. SAMU per garantire l’erogazione dei servizi, gestione armonizzata e centralizzata del processo di accesso e fungere da unico punto di acceso per gli utenti; 2. DATA CENTER per l’accesso e download dei meta(dati) e ai servizi e gli strumenti digitali (DVAS), per fornire servizi di data curation, data processing e data access per i dati di remote sensing di aerosol provenienti da osservazioni lidar e fotometri (ARES). Sono inclusi elaborazione centralizzata, tracciabilità, armonizzazione e versioning dei dati, oltre al controllo di qualità, archiviazione e fornitura dei dati secondo i principi FAIR e open data. 3. Centre for Aerosol Remote Sensing (CARS) per offrire servizi di quality assurance, training, test e calibrazione di strumentazione LIDAR per lo studio degli aerosol. L’unità CNR-IMAA costituisce un unicum con sistemi lidar fisso e mobile di riferimento per aerosol e di un laboratorio per il test di configurazioni lidar. Queste attività di servizio cubano circa 1,6M€/anno di cui parte è resa disponibile come in kind dal CNR e parte viene retribuito dall’ERIC generando un income medio annuo di circa 500.000€.
Eventuali indicatori attestanti l'impatto:
L’operatività di ACTRIS ERIC e dei Topical Center e del Data Center vengono valutate regolarmente, per accertare che le attività siano costantemente allineate con la visione e la missione di ACTRIS e con la strategia a lungo termine. I risultati della valutazione supportano il GA nello sviluppo di ACTRIS, ma utilizzate anche per le valutazioni di organismi esterni quali ESFRI. Di seguito i risultati in merito ai key impact indicators definiti: • ACTRIS visibility (nel 2023: n. 12 eventi di promozione internazionale, n. 2 Meetings con i NCPs, n. 4 ACTRIS newsletters pubblicate, n. 11 campagne social media), • Numero di pubblicazioni ACTRIS-correlate (450 peer-reviewed nel periodo di interesse), • Diversi accordi di partneriato strategico in negoziazione e uno già siglato • I dati di ACTRIS sono stati usati come riferimento per policy makers nelle azioni per la qualità dell’aria e il cambiamento climatico (e.g. EMEP, IPCC, UNFCCC), • Diverse partecipazioni in attività internazionali di standardizzazione ed armonizzazione: e.g. WMO, GEO, GCOS. • Continue e fruttuose collaborazioni con alter infrastrutture di ricerca nel dominio ambientale e non solo. La valutazione dell’impatto scientifico e socioeconomico adottato da ACTRIS si basa su un sistema multilivello di indicatori di performance, armonizzato con gli standard europei di ESFRI e della Commissione Europea, e articolato in più livelli: indicatori esterni o di impatto, indicatori interni o operational (sia per le CFs che per i consorzi nazionali. A livello nazionale, il CNR-IMAA contribuisce al monitoraggio anche attraverso un sistema integrato di autovalutazione, in linea con le priorità del PNIR e coerente con i criteri ANVUR per la VQR. Sulla base di una revisione delle pratiche valutative e in linea con le raccomandazioni europee dell’ESFRI (2019 e 2023), il CNR-IMAA ha sviluppato un framework metodologico adattabile al ciclo di vita della IR, in cinque macro-aree principali: Eccellenza scientifica (produzione e diffusione della conoscenza scientifica); Innovazione e trasferimento tecnologico (collaborazioni industriali e sviluppo tecnologico); Capitale umano e formazione (sviluppo di competenze e formazione di ricercatori); Impatto sulle politiche pubbliche (contributo a normative e politiche ambientali); Impatto sociale (divulgazione e sensibilizzazione pubblica). È stato valutato il valore economico diretto e indiretto prodotto delle attività scientifiche, tecnologiche e di servizio della struttura proponente. Di seguito, l’elenco degli indicatori di breve, medio e lungo periodo ritenuti pertinenti e significativi per la stima dell’impatto scientifico e socioeconomico nel periodo 2020-2024. Impatto Scientifico • Numero pubblicazioni scientifiche: 450, di cui 115 con coautori con affiliazione italiana, su riviste internazionali peer-review • Indice medio di citazioni/documento: 13,3 a conferma della qualità e della rilevanza della produzione scientifica • Sviluppo del network: oltre il 60% delle pubblicazioni realizzate in collaborazione internazionale • Numero di progetti di accesso: 348 con il coinvolgimento diretto di 950 utenti scientifici • Numero medio di utenti/anno acceso ai dati: oltre 1.500 utenti, con più di 20.000 download/anno • Numero di DOI assegnati a dataset FAIR-compliant: oltre 180, tramite l’unità ARES del Data Centre (CNR) • Quantità di dati distribuiti da ARES (CNR): oltre 1,2 milioni di file e 18 GB di dati elaborati • Utilizzo dei dati in report e standard internazionali: Rapporti IPCC, WMO e standard tecnici CEN • Integrazione scientifica con reti e programmi internazionali: GAW, EMEP, AERONET, EARLINET, NDACC, GALION • Consolidamento del ruolo italiano nella produzione di dataset, sviluppo di algoritmi e standardizzazione metodologica a livello internazionale • Contributo della ricerca su eventi estremi, cambiamenti climatici, qualità dell’aria, impatti sulla salute, e applicazioni interdisciplinari (ambiente, aviazione, meteorologia, sanità pubblica) Impatto tecnologico e innovazione • Numero di fornitori e imprese coinvolti: 260 aziende, in crescita costante nel periodo 2020–2024 • Numero di accessi (TNA): mediamente il 10% del totale annuo per test, consulenze tecnologiche, validazione strumenti e sviluppo prototipi • Numero di pubblicazioni con partner industriali: 100 co-pubblicazioni • Tipologie di collaborazione industriale (analisi qualitativa): Co-sviluppo strumentale (lidar, sensori ottici); Servizi di test e validazione (filtri, camere ambientali); Consulenze su standard internazionali (CEN, ISO); Formazione tecnica congiunta per aziende e tecnologi • Innovazioni tecnologiche: sviluppo congiunto di sistemi lidar avanzati per il telerilevamento atmosferico del CNR in collaborazione con l’azienda Raymetrics. Collaborazioni con aziende internazionali quali Arista Networks, DELL e PaloAlto Networks per l’integrazione di nuove tecnologie ICT • Innovazioni di processo: procedure di testing rapide per materiali filtranti, usate in oltre 50 collaborazioni con PMI italiane durante la pandemia COVID-19; sviluppo di sistema di Early Warning per l’aviazione basato su osservazioni di aerosol remote sensing Impatto sulle politiche pubbliche • Partecipazione a comitati e organismi istituzionali: è presente 1 esperto della comunità ACTRIS del CNR nello steering group del SDS WAS del WMO per il nodo NAMEE, 1 nello Scientific Advisory Group on Aerosols del WMO e 1 è co-chair della rete GALION del WMO • Contratti e consulenze tecnico-scientifiche: CAMS, C3S, ESA e EUMETSAT per l’integrazione di dati e validazione di modelli e dati satellitari; • collaborazione con le ARPA italiane • Partecipazione a partenariati pubblico/privati: Cluster Tecnologici Aerospazio (nazionale e Regione Basilicata) e Energia (Regioni Campania ed Emilia-Romagna), supporto scientifico a ASI e Leonardo per la realizzazione nuova missione satellitare • Contributo alla definizione dei programmi di finanziamento: partecipazione a consultazioni per i programmi HE e LIFE • Partecipazione ai tavoli regionali: Basilicata, Puglia ed Emilia-Romagna • Cambiamenti normativi e impatti diretti: Direttiva 2024/2881 sulla qualità dell’aria. Capitale umano e formazione • Numero di persone formate annualmente: circa 1.500 partecipanti/anno tra ricercatori, dottorandi, tecnologi e tecnici, attraverso programmi formativi offerti dalle CFs • Numero di sessioni formative: in media 65 (44 training +21webinar) eventi/anno, comprendenti attività su strumenti di misura, tecniche di calibrazione, analisi dati, standard internazionali e gestione FAIR di cui 11 organizzati dall’Italia • Numero di posizioni attivate in Italia: 35 ricercatori formati tramite il programma CIR (di cui 24 al CNR); 44 posizioni attivate (tra ricercatori, tecnologi e tecnici) nel contesto del progetto ITINERIS; 12 borse di dottorato associate alle attività ACTRIS Impatto sociale • Numero di visitatori alle facilities (osservatori e laboratori aperti al pubblico): oltre 2.000 visitatori, tra studenti, cittadini, docenti e stakeholder locali • Numero di iniziative di outreach: più di 80 eventi tra open day, incontri pubblici e festival scientifici • Attività divulgative con scuole: oltre 250 studenti coinvolti in visite e lezioni • Materiale divulgativo prodotto e diffuso: più di 10.000 download • Temi: salute e inquinamento, educazione ambientale, impatti locali dei cambiamenti climatici Impatto economico-finanziario • Valore economico generato da progetti EU per l’erogazione di servizi FAIR (dati e accesso): circa 5 milioni di euro nel periodo 2020–2024 • In-come derivanti da contratti di servizio con utenti internazionali strategici (CAMS e C3S): circa 1,2M€ per fornitura e validazione di dati atmosferici nel periodo 2020–2024 • Contratti con ACTRIS-ERIC per l’erogazione di servizi delle CFs (ARES, SAMU, CARS): ~500.000 €/anno come in-come medio al CNR • Procurement tecnologico nazionale (PNRR): ~70M€ per il potenziamento della rete del CNR
Eventuali pubblicazioni riferibili all'infrastruttura:
1. ACTRIS Stakeholder Handbook 2025 – Questa pubblicazione contiene informazioni generali su ACTRIS: cos'è ACTRIS, come è strutturato ACTRIS e perché è fondamentale per la Comunità Europea nell'affrontare sfide globali come il cambiamento climatico, la qualità dell’aria. Fornisce un aggiornamento sull'implementazione e sulla pre-operatività di ACTRIS. ACTRIS Stakeholder Handbook fornisce anche le informazioni più recenti sui profili nazionali dei paesi coinvolti in ACTRIS. https://zenodo.org/records/15102083 2. ACTRIS Business Plan 2023 - L'obiettivo di ACTRIS è di fornire un accesso aperto e facile a risorse e servizi a una vasta comunità di utenti in tutto il mondo per condurre ricerca di eccellenza, promuovere l'innovazione e fornire informazioni affidabili ai decisori per affrontare le sfide sociali legate alla qualità dell'aria, ai cambiamenti climatici e alla salute. ACTRIS è una delle rare infrastrutture di ricerca distribuite nel settore ambientale che fornisce accesso virtuale, remoto e fisico alle sue strutture di ricerca avanzate. Questo documento definisce obiettivi, strategie, processi, politiche di ACTRIS in una visione di medio periodo nonché ne descrive l’approccio economico-finanziario. https://zenodo.org/records/8398517 3. ACTRIS Data policy – La DP fornisce linee guida e descrive i principi generali per l'uso, la condivisione, lo sfruttamento e l'accesso ai dati e agli strumenti digitali di ACTRIS. ACTRIS Data Management Plan (DMP). L’ACTRIS DMP documenta gli elementi chiave del ciclo di vita della gestione dei dati ACTRIS e i workflow per i dati raccolti, elaborati e/o generati. L'obiettivo del DMP è descrivere la struttura, le attività e gli obiettivi del Data Center di ACTRIS, descrivere le soluzioni tecniche adottate durante la fase di implementazione, rendere accessibili le informazioni sugli oggetti digitali ACTRIS FAIR e delineare la strategia e lo sviluppo necessari per rendere sempre più i dati ACTRIS FAIR. Il DMP è un documento online aggiornato regolarmente, fruibile tramite macchina come parte dell'ecosistema di dati FAIR. Attualmente è utilizzata GitHub come piattaforma per la collaborazione sul DMP. Questo consente a tutti gli attori che lavorano con o all'interno di ACTRIS di contribuire direttamente e suggerire modifiche al documento. Inoltre, l'ACTRIS Data Management Plan segue il glossario di terminologia e definizioni utilizzato in ACTRIS. https://github.com/actris/data-management-plan/blob/master/DMP/ACTRIS-DMP.md 4. The FAIRness of ACTRIS - Questo rapporto presenta l'implementazione dei principi FAIR da parte di ACTRIS Data Center nel periodo gennaio 2019 – febbraio 2023 https://zenodo.org/records/10363190 5. ACTRIS Aerosol REmote Sensing Data Centre Unit (ARES) – Attività 2024 technical report. 6. ACTRIS Access Management Plan (AMP) – L’AMP è un documento fondamentale sulla gestione degli accessi, che descrive regole, procedure e flussi di lavoro dettagliati per mettere in pratica i principi di accesso stabiliti nella politica di accesso di ACTRIS. L’AMP stabilisce modalità e termini per soddisfare l'esigenza di efficacia operativa in un'infrastruttura distribuita geograficamente come ACTRIS, in cui l'accesso a una gamma di risorse, dati e servizi diversi è fornito da una rete di strutture in diversi paesi. 7. Documento a supporto della lettura con referenze e citazioni per esteso e la lista degli acronimi Ulteriori documenti di riferimento: https://www.actris.eu/documents/actris-eric-documents

Denominazione infrastruttura: Archivio storico dell’Istituto Italiano di Studi Germanici
Ruolo della struttura proponente: Coordinatore dell'infrastruttura
Area scientifica: Digit-data, computing, digital infrastructure, Social and Cultural Innovation
Parole chiave: Germanistica, Scandinavistica, Patrimonio archivistico, Tutela, Valorizzazione, Digitalizzazione, Promozione, Descrizione archivistica, Storia delle istituzioni, Storia culturale italo-tedesca
Breve storia dell'infrastruttura:
L’archivio dell’Istituto Italiano di Studi Germanici (IISG) è progressivamente evoluto da una struttura di conservazione tradizionale a un’infrastruttura di ricerca sempre più orientata alla digitalizzazione e alla condivisione del patrimonio documentale. Sin dalla sua fondazione, l’archivio ha rappresentato un punto di riferimento per la ricerca germanistica in Italia, custodendo documenti, corrispondenze e materiali bibliografici di rilevanza storica. Per molti anni, l’accesso ai documenti è stato limitato alla consultazione in sede, con modalità di fruizione riservate a studiosi specializzati. Tuttavia, a partire dagli ultimi anni, l’IISG ha reso il proprio archivio più accessibile e funzionale alle esigenze della ricerca contemporanea. A partire dal 2016, grazie alle nuove disposizioni normative per la semplificazione delle attività degli EPR, si è avviata una fase di riorganizzazione e valorizzazione delle risorse archivistiche. Questa prima fase ha posto le basi per una maggiore fruibilità del materiale documentale, con l'implementazione di progetti mirati alla digitalizzazione. L’archivio dell’IISG ha iniziato a dotarsi di strumenti per la conservazione digitale, la gestione più efficace dei documenti e la possibilità di avviare progetti di ricerca basati sull’analisi e la catalogazione di fonti in formato elettronico (https://studigermanici.archiui.com). Nel 2019 ha preso avvio una fase più strutturata dell’infrastruttura archivistica. Il progetto BiGDigit – Bibliografia Germanistica Digitalizzata (www.studigermanici.it/bi-g-digit/#1707919357969-574456a7-f105) ha rappresentato un punto di svolta, introducendo una piattaforma destinata alla raccolta e alla consultazione digitale di materiali bibliografici e documentali di interesse germanistico. L’archivio ha ampliato la propria capacità di conservazione digitale, con una particolare attenzione ai documenti rari e ai materiali di difficile reperibilità. Parallelamente, nel 2022, è stata inaugurata una nuova sede dell’IISG a Berlino, in Droysenstraße 1, destinata ad accogliere un centro di studio e un archivio-biblioteca, intitolato alla memoria del prof. Luigi Reitani. In questo spazio è stato collocato un importante fondo librario di oltre 15.000 volumi, insieme a materiali archivistici di rilievo per la ricerca germanistica. Nel 2023, con l’attivazione del progetto HORIZON-DIGICHer (www.studigermanici.it/digicher-progetto-horizon/), il processo di digitalizzazione ha compiuto un ulteriore passo avanti. L’integrazione dell’archivio con piattaforme internazionali per la condivisione del patrimonio documentale ha favorito una maggiore apertura dell’infrastruttura a studiosi e ricercatori di tutto il mondo. In parallelo, l’archivio dell’IISG ha avviato un processo di potenziamento dei servizi di document delivery e riproduzione digitale, facilitando l’accesso remoto ai materiali conservati. Nel triennio 2025-2027, il piano strategico dell’IISG prevede il completamento del processo di digitalizzazione e la piena integrazione dell’archivio con le piattaforme di ricerca europee. La progressiva adesione a reti di condivisione come H2IOSC, DARIAH-IT e Internet Culturale consentirà di ampliare la visibilità del patrimonio archivistico, rendendolo accessibile a un pubblico più vasto e supportando nuovi approcci di ricerca interdisciplinare. In parallelo, la migrazione del sistema gestionale della biblioteca dall’infrastruttura SBNWeb a SBNCloud garantirà un’organizzazione più efficiente delle risorse archivistiche, migliorando le modalità di ricerca e consultazione. L’archivio dell’IISG si colloca oggi in una fase avanzata del proprio ciclo di vita ed è in pieno sviluppo. Il passaggio da una struttura archivistica tradizionale a un’infrastruttura digitale orientata alla collaborazione internazionale segna un’evoluzione significativa, consolidando il ruolo dell’IISG come centro di riferimento per la ricerca sulla germanistica e sulle relazioni culturali italo-tedesche.
Descrizione delle modalità di funzionamento:
L’archivio dell’Istituto Italiano di Studi Germanici (IISG) rappresenta un’infrastruttura essenziale per la conservazione, la ricerca e la valorizzazione del patrimonio documentale legato alla germanistica e alle discipline affini. Il suo funzionamento è regolato da procedure strutturate che ne garantiscono il controllo scientifico e tecnico, la gestione delle richieste di accesso e l’applicazione di standard internazionali per la conservazione e la condivisione dei dati. La supervisione dell’infrastruttura archivistica è affidata a tre livelli di controllo. La Responsabile delle infrastrutture di ricerca, la Dott.ssa Eleonora De Longis, coordina le attività di gestione e sviluppo, assicurando la qualità delle risorse documentali e la loro accessibilità per i ricercatori. Il Consiglio Scientifico dell’IISG definisce le linee guida per l’utilizzo dell’archivio e valuta l’idoneità delle richieste di accesso in relazione alla missione scientifica dell’Istituto. Infine, il Consiglio di Amministrazione (CdA), nella persona del Presidente e del Direttore Amministrativo, approva le strategie di gestione, assicura la sostenibilità dell’infrastruttura e verifica il rispetto delle normative di riferimento.
Per accedere ai materiali archivistici dell’IISG, i ricercatori devono presentare una richiesta formale che segue un iter strutturato. Il primo passo consiste nell’invio della proposta attraverso un modulo disponibile sul sito dell’Istituto, nel quale devono essere specificati l’ambito della ricerca, le fonti di finanziamento e il periodo di utilizzo dell’archivio. La proposta deve includere una descrizione dettagliata del progetto, con l’indicazione dei documenti richiesti e della metodologia di analisi prevista. Una volta ricevuta la richiesta, la Responsabile delle infrastrutture di ricerca effettua una valutazione preliminare per verificare la disponibilità del materiale e la compatibilità della ricerca con le risorse archivistiche. Se questa prima fase viene superata, la proposta viene sottoposta all’attenzione del Comitato Scientifico, che ne valuta il valore scientifico, e successivamente al CdA, che approva formalmente l’accesso all’archivio.
La selezione delle richieste di accesso avviene attraverso una doppia valutazione. Sul piano tecnico, la Responsabile delle infrastrutture di ricerca verifica la fattibilità del progetto, assicurandosi che i documenti richiesti siano effettivamente disponibili e in condizioni di essere consultati. Inoltre, viene analizzata la sostenibilità dell’accesso in termini di spazi fisici o strumenti digitali necessari alla fruizione dei materiali. Parallelamente, il Comitato Scientifico procede con la valutazione scientifica, determinando la rilevanza accademica della proposta e il suo contributo alla ricerca in germanistica e nelle discipline umanistiche. Vengono esaminati il rigore metodologico del progetto, il suo impatto potenziale e l’aderenza agli obiettivi dell’IISG. Solo le richieste che superano entrambe le fasi vengono approvate e ammesse all’accesso all’archivio.
Una volta ottenuta l’approvazione, i ricercatori possono accedere ai materiali archivistici dell’IISG attraverso diverse modalità, a seconda della natura del documento e della loro ubicazione. Per chi necessita di consultare materiali fisici, l’accesso è consentito presso la sede di Roma o presso l’archivio-biblioteca di Berlino, previa prenotazione tramite il sistema di gestione dell’archivio. L’IISG garantisce uno spazio attrezzato per la ricerca, assicurando condizioni adeguate alla consultazione di documenti storici e manoscritti. Per i materiali già digitalizzati, l’archivio mette a disposizione sia un’infrastruttura online propria, collegata all’archivio, sia la presenza sul portale di Lazio ‘900, in fase di integrazione con piattaforme di ricerca internazionali come DARIAH-IT, H2IOSC e Internet Culturale, per la consultazione remota. Questo sistema è pensato per facilitare l’accesso ai documenti da parte di studiosi internazionali e per favorire il lavoro a distanza senza compromettere l’integrità dei materiali. Oltre all’accesso diretto, l’IISG offre un servizio di document delivery, che consente di richiedere la riproduzione digitale di specifici documenti. Questo servizio è regolamentato da precise norme di tutela del diritto d’autore e di protezione dei dati, garantendo che la diffusione del materiale avvenga nel rispetto della normativa vigente. Tutti i ricercatori che accedono all’archivio sono tenuti a rispettare un codice di condotta che prevede l’uso corretto delle risorse, la tutela dell’integrità dei documenti e il rispetto delle procedure di consultazione. Il mancato rispetto delle regole può comportare la revoca dell’accesso o altre sanzioni disciplinari.
L’archivio dell’IISG adotta il modello FAIR per garantire la gestione ottimale dei dati e dei risultati scientifici generati dalla ricerca. La rintracciabilità delle risorse archivistiche è assicurata da un sistema di catalogazione avanzata, che utilizza metadati standard per indicizzare i documenti nei principali database nazionali e internazionali. Questo approccio consente ai ricercatori di individuare rapidamente le risorse di interesse attraverso strumenti di ricerca avanzata. L’accessibilità ai dati è garantita attraverso una piattaforma digitale che regola l’accesso in modo trasparente e controllato. Gli studiosi possono consultare i materiali online nei limiti stabiliti dalle normative sulla privacy e sul diritto d’autore, assicurando che le informazioni sensibili siano protette. Per migliorare l’interoperabilità, l’archivio dell’IISG utilizza formati aperti e standardizzati che ne permettono l’integrazione con altre infrastrutture di ricerca. Un aspetto fondamentale della gestione dei dati riguarda la loro riutilizzabilità. I risultati delle ricerche condotte presso l’archivio vengono archiviati in repository digitali con licenze aperte, permettendo ad altri studiosi di accedere e riutilizzare le informazioni in nuovi progetti. Questa strategia promuove la disseminazione scientifica, favorisce la collaborazione internazionale e contribuisce alla crescita della comunità accademica. L’infrastruttura archivistica dell’IISG è dunque progettata per garantire un equilibrio tra conservazione del patrimonio documentale e innovazione digitale, assicurando al contempo un accesso regolamentato ed efficace per i ricercatori. L’adozione di standard internazionali per la gestione dei dati e la costante integrazione con piattaforme di ricerca avanzate confermano il ruolo dell’IISG come centro di riferimento per la germanistica e le discipline umanistiche.
Descrizione del profilo di sostenibilità:
L'Istituto Italiano di Studi Germanici (IISG) adotta un modello di governance articolato in tre organi principali: il Consiglio di Amministrazione, il Collegio dei Revisori dei Conti e il Consiglio Scientifico. Il Consiglio di Amministrazione definisce le strategie generali dell'ente e ne supervisiona l'attuazione. Il Collegio dei Revisori dei Conti garantisce la correttezza e la trasparenza della gestione finanziaria. Il Consiglio Scientifico, composto da esperti di alto profilo, assicura la coerenza scientifica delle attività di ricerca e orienta le scelte strategiche nel settore accademico e culturale.
L'IISG si sostiene attraverso finanziamenti strutturali pubblici e privati, tra cui il Fondo Ordinario per gli Enti di Ricerca (FOE) e il programma FISR 2020-2024. Inoltre, l'Istituto partecipa a bandi competitivi a livello nazionale, europeo e internazionale, ottenendo risorse aggiuntive per lo sviluppo di progetti di ricerca e innovazione. Tra le fonti di finanziamento si annoverano anche collaborazioni istituzionali con università e centri di ricerca, che garantiscono ulteriori opportunità di crescita e consolidamento.
Il modello di gestione finanziaria dell'IISG si basa su un sistema di contabilità finanziaria ed economico-patrimoniale integrata. Le attività dell'Istituto sono organizzate nell'ambito del bilancio dell'ente attraverso specifiche missioni e programmi. La trasparenza e la tracciabilità delle risorse sono garantite dall'adozione di procedure di rendicontazione rigorose, conformi alle normative vigenti per gli enti pubblici di ricerca.
L'IISG impiega un team di personale qualificato, comprendente ricercatori di vario livello, personale tecnico e amministrativo, nonché collaboratori esterni. Le risorse umane sono articolate tra dipendenti fissi, personale comandato e ricercatori associati, garantendo così una combinazione di stabilità e flessibilità operativa. Il Piano del Personale prevede ulteriori assunzioni per rafforzare le competenze in ambito scientifico e tecnologico, con particolare attenzione alla digitalizzazione e alle infrastrutture di ricerca. Risorse umane impiegate: Dott.ssa Eleonora De Longis (Responsabile, Prima tecnologa) Dott.ssa Alexandra Paschetta (Borsista di ricerca, fino al 31.12.2021) Dott.ssa Elena Almangano (Assegnista di ricerca, fino al 31.12.2024) Dott.ssa Lisa Antonello (Assegnista di ricerca) Dott.ssa Chiara Carosi (Borsista di ricerca)
Descrizione dei risultati e dell'impatto scientifico:
Nel periodo 2020-2024, l’archivio dell’Istituto Italiano di Studi Germanici ha consolidato il proprio ruolo come infrastruttura essenziale per la ricerca, contribuendo significativamente alla produzione di risultati scientifici di rilievo internazionale. La sua crescita ha seguito un processo di evoluzione costante, caratterizzato da un crescente utilizzo da parte della comunità accademica e da una sempre maggiore integrazione con reti di ricerca nazionali ed europee. Grazie a un’attenzione particolare alla digitalizzazione e all’accessibilità delle fonti, l’archivio è diventato un punto di riferimento per studiosi impegnati in indagini storiche, letterarie e filosofiche legate alla germanistica e alle relazioni culturali italo-tedesche. Uno dei principali sviluppi in questo periodo è stato il progetto BiGDigit – Bibliografia Germanistica Digitalizzata (www.studigermanici.it/bi-g-digit/), avviato nel 2021, che ha reso possibile la creazione di un database strutturato e accessibile, raccogliendo e organizzando materiali bibliografici essenziali per la ricerca. L’infrastruttura ha inoltre sostenuto numerosi progetti scientifici, tra cui la digitalizzazione della Arbeiter-Illustrierte-Zeitung, una fonte storica di straordinaria importanza (www.studigermanici.it/digitalizzazione-aiz/), e il progetto HORIZON-DIGICHer, finalizzato alla valorizzazione del patrimonio archivistico legato alle minoranze linguistiche e culturali (www.studigermanici.it/digicher-progetto-horizon/). Il supporto fornito dall’archivio a queste iniziative ha reso possibili studi di ampio respiro, che senza l’accesso alle risorse dell’IISG non avrebbero potuto essere realizzati. Parallelamente, l’archivio ha favorito la creazione di nuove collaborazioni scientifiche, rafforzando la rete di cooperazione tra istituzioni italiane ed europee. L’integrazione con la rete DARIAH-IT, per esempio, ha migliorato l’interoperabilità tra archivi digitali e facilitato la condivisione di dati tra studiosi di diverse discipline. Il legame con il Deutsches Literaturarchiv Marbach e la Klassik-Stiftung Weimar nell'ambito di ambiziosi progetti di ricerca filologici e storiografici (cfr. www.studigermanici.it/philosophische-gruppe-berlin/#1707919357969-36c380b7-5752 nonché www.studigermanici.it/goethes-venezianische-epigramme-kritische-digitale-edition/) ha permesso un confronto continuo sulle metodologie di conservazione e sulle strategie per la valorizzazione del patrimonio documentale. Nel panorama della ricerca archivistica, l’infrastruttura dell’IISG si distingue per la sua specificità e complementarità rispetto ad altre istituzioni. Mentre esistono numerosi archivi specializzati sulla cultura tedesca o su singoli autori, quello dell’IISG si caratterizza per un approccio mirato alle dinamiche culturali tra Italia e Germania, offrendo una prospettiva unica che ha attirato l’attenzione di studiosi internazionali. L’incremento dell’uso dell’archivio in questi anni è stato significativo. Dal 2020 al 2024 sono state ricevute 175 richieste di accesso, di cui 120 approvate, portando alla realizzazione di 95 progetti completati. Il numero di ricercatori coinvolti ha raggiunto quota 210, un dato che riflette l’interesse crescente verso le risorse archivistiche dell’IISG. La possibilità di accedere a materiali digitalizzati, oltre alla consultazione diretta in sede, ha favorito una partecipazione più ampia da parte della comunità accademica, facilitando il lavoro di ricerca anche per studiosi che operano fuori dall’Italia. Nel complesso, il periodo 2020-2024 ha segnato una fase di crescita e consolidamento per l’archivio dell’IISG. L’ampliamento delle risorse disponibili, l’introduzione di strumenti digitali avanzati e la partecipazione a reti di ricerca internazionali hanno rafforzato la sua posizione nel panorama scientifico europeo. La capacità di attrarre un numero crescente di studiosi e di supportare progetti innovativi dimostra il valore dell’infrastruttura non solo come luogo di conservazione, ma anche come motore per la produzione di nuova conoscenza. Guardando al futuro, il rafforzamento della digitalizzazione e della connettività con altre piattaforme di ricerca rappresenterà un ulteriore passo verso una più ampia diffusione e fruizione del patrimonio archivistico, rendendo l’IISG un punto di riferimento sempre più solido nel campo degli studi germanistici e delle scienze umane.
Descrizione dell'impatto socioeconomico:
L'IISG ha promosso una maggiore accessibilità alle risorse culturali attraverso la digitalizzazione di archivi e biblioteche, in collaborazione con le piattaforme ArchiUI, Lazio ‘900, il progetto BiGDigit e con la collaborazione del programma di formazione DicoLab. Questo processo ha permesso a un pubblico più ampio, inclusi studiosi e cittadini, di accedere a documenti storici e materiali di valore, contribuendo alla diffusione della conoscenza e al rafforzamento della consapevolezza storica. BiGDigit, in particolare, ha permesso la digitalizzazione e l’indicizzazione di una vasta bibliografia germanistica, rendendo le ricerche più efficienti e approfondite. DicoLab ha offerto formazione specialistica per migliorare le competenze digitali nel settore della cultura, contribuendo alla creazione di un ecosistema innovativo per la gestione e la fruizione delle risorse digitalizzate. Dal punto di vista economico, le iniziative dell'IISG hanno stimolato l'innovazione tecnologica e creato opportunità lavorative nel settore della gestione e manutenzione delle piattaforme digitali, oltre a incentivare il turismo culturale attraverso la valorizzazione del patrimonio regionale.
L'integrazione delle tecnologie digitali ha permesso all'IISG di consolidare la propria posizione come centro di eccellenza nella ricerca storica e culturale. L'ampliamento dell'accesso ai materiali archivistici ha attratto nuovi finanziamenti da enti pubblici e privati, contribuendo alla sostenibilità economica dell'Istituto. L'utilizzo di BiGDigit ha rafforzato la capacità dell’Istituto di gestire e diffondere materiali scientifici e documentali, mentre la formazione erogata tramite DicoLab, con cui collaboriamo, ha migliorato la professionalità del personale coinvolto nelle attività di digitalizzazione e ricerca. Questi strumenti digitali hanno reso l'IISG più competitivo a livello internazionale, favorendo la partecipazione a progetti di grande rilievo e consolidando collaborazioni accademiche strategiche.
Eventuali indicatori attestanti l'impatto:
Il nucleo documentario dell'archivio IISG, messo a disposizione degli studiosi, è articolato in fondi dotati della seguente consistenza e in sviluppo: - Archivio Istituto Italiano di Studi Germanici, 1931–oggi, Documentazione istituzionale parziale: atti fondativi, corrispondenza, attività scientifica, convegni, biblioteca, rivista 'Studi Germanici' = 55 buste (~8,5 ml) - Giuseppe Gabetti, 1863–1949, Corrispondenza, carte di studio e materiali professionali legati a IISG, attività universitaria, Enciclopedia Italiana 27 buste (~4 ml) - Paolo Chiarini, 1955–2009, Corrispondenza, attività scientifica, didattica e istituzionale, scritti propri e altrui 19 buste (~2,5 ml) - Max Koch, 1871–1931, Carte personali legate al lascito librario originario dell’Istituto, 5 buste (~1 ml) - Centro Thomas Mann, 1957–1989, Atti, corrispondenza, manifesti, fotografie di attività culturali legate alla DDR, 45 buste (~5,5 ml) - Alberto Spaini, [1910]–2009, Articoli giornalistici, traduzioni, saggi, fotografie, corrispondenza, 28 buste (~3,5 ml) - Laura Farina Moschini, 1950–1964, Romanzi, poesie, articoli pubblicati, 4 buste (~0,5 ml) - Lorenzo Gabetti, 1949–2014, Documenti professionali, convegni, mostre, memoria del padre Giuseppe Gabetti, 29 buste (~4 ml) - Giuseppe Chiarini, 1859–1907, Corrispondenza con letterati e patrioti, appunti su autori tedeschi, 4 buste (~0,5 ml) Nel periodo 2020-2024 vi sono state 175 richieste di accesso all'Infrastruttura, di cui 120 approvate; 95 progetti completati; 210 ricercatori coinvolti nelle varie attività dell'Infrastruttura. Il progetto Bi.G.Digit – Bibliografia Germanistica Digitalizzata, svolto in collaborazione con l'Università degli Studi di Trento (www.studigermanici.it/bi-g-digit/) e finanziato dal Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca (FISR, v. allegato), ha condotto alla digitalizzazione quasi integrale della rivista Studi Germanici, la più antica e prestigiosa d'Italia in ambito germanistico e realizzata in seno a IISG. Finora sono stati digitalizzati anzitutto i 22 fascicoli più antichi della rivista, risalenti agli anni dal 1935 al 1944 (cfr. www.studigermanici.it/category/riviste/sg-1935-1944) e in un secondo momento gli 81 fascicoli della Nuova Serie risalente agli anni dal 1963 al 2011 (www.studigermanici.it/category/riviste/sg-nuova-serie). Di particolare interesse risulta anche la collaborazione avviata con la Fondazione Gramsci per la digitalizzazione della rivista "Arbeiter Illustrierte Zeitung" – AIZ (www.studigermanici.it/digitalizzazione-aiz/). Attualmente è in fase di finalizzazione la digitalizzazione di circa 1662 pagine, di formato 44 cm di altezza per 31 cm di larghezza, con tecnologia OCR in lingua tedesca e scansioni ad alta definizione con profondità colore a 24 bit RGB. Tale intervento consentirà un più ampio utilizzo della rivista, facilitando studi transnazionali su un'importante testata europea del Novecento. Sul versante qualitativo, le sinergie stabilite con le piattaforme ArchiUI e Lazio ‘900 hanno notevolmente aumentato la fruibilità e la diffusione dei materiali d’archivio dell’IISG. In particolare, Lazio ‘900 ha integrato inventari e immagini digitalizzate, favorendo un’ampia diffusione delle risorse storiche regionali e incrementando significativamente l'utenza raggiunta. Altro indicatore qualitativo fondamentale riguarda la collaborazione con il programma formativo "DicoLab", parte del Piano Nazionale di Digitalizzazione del Patrimonio Culturale (PNRR Cultura 4.0). Nello specifico, l’IISG ha contribuito alla progettazione e realizzazione del percorso formativo "Data Management Plan", composto da un webinar sincrono e da un corso asincrono, rivolto ai dipendenti del MiC e di altri enti pubblici. Questi corsi hanno fornito competenze avanzate sulla gestione, documentazione e diffusione dei dati digitali, garantendo metodi efficaci per la sostenibilità dei progetti di digitalizzazione. L'impatto economico delle iniziative intraprese dall'Istituto è stato altrettanto importante, come testimonia la capacità di attrarre nuove risorse finanziarie da enti pubblici e privati, conseguenza diretta del rafforzamento della propria posizione scientifica e culturale. Le numerose collaborazioni avviate (ad esempio con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, la Fondazione Bruno Kessler, la Sapienza Università di Roma e il Deutsches Literaturarchiv Marbach) confermano la solidità e il prestigio acquisiti dall'Istituto nel panorama internazionale. Infine, l'offerta formativa e le attività di terza missione realizzate con il Goethe Institut-Italia, tra cui corsi avanzati in modalità e-learning di lingua e cultura germanica, hanno significativamente elevato le competenze digitali e interdisciplinari di ricercatori e professionisti delle Digital Humanities.
Eventuali pubblicazioni riferibili all'infrastruttura:
Eleonora De Longis – Tiziana Mancinelli, PERCORSO: DATA MANAGEMENT PLAN. LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DEL PIANO DI GESTIONE DEI DATI, in DicoLab: Cultura al digitale (v. allegato) La sub-infrastruttura BI.G.Digit è stata sottoposta alla valutazione nel quadro del FISR – Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca. Il progetto, operativo dal 2021, è stato valutato dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR), che lo ha finanziato (v. allegato) Altri siti utili per comprendere le articolazioni della Infrastruttura: https://studigermanici.archiui.com/ https://www.lazio900.it/oggetti/300299-istituto-italiano-di-studi-germanici/ https://www.studigermanici.it/bi-g-digit/

Denominazione infrastruttura: EPOS ERIC, European Plate Observing System European Research Infrastructure Consortium
Ruolo della struttura proponente: Coordinatore dell'infrastruttura
Istituti di riferimento: Osservatorio Etneo, Osservatorio Nazionale Terremoti, Osservatorio Vesuviano, Sezione Irpinia, Sezione di Bologna, Sezione di Milano, Sezione di Palermo, Sezione di Pisa, Sezione di Roma 1, Sezione di Roma 2
Area scientifica: Digit-data, computing, digital infrastructure, Environment, Physical Sciences and Engineering
Parole chiave: Solid Earth science, Europe, Scientific excellence, Innovation, Community Building, Open Science, Open Access, FAIR Data, Access Policy, User-oriented strategies
Breve storia dell'infrastruttura:
EPOS è un’infrastruttura di ricerca distribuita che integra le infrastrutture europee per le Scienze della Terra Solida per creare opportunità e capacità per comprendere la dinamica del sistema Terra. EPOS Rappresenta il primo e unico esempio di approccio federato alle Infrastrutture di ricerca per le scienze della Terra solida in Europa raccogliendo la necessità delle numerose comunità di creare un'unica infrastruttura di ricerca in Europa. Dal 2007 EPOS è inserita nella roadmap italiana delle infrastrutture di ricerca e, dal 2008, nella Roadmap ESFRI. Nel 2010, la comunità ha sottomesso il progetto (FP7 EPOS-PP, 22 beneficiari, 18 paesi) per la fase preparatoria (2010-2014) determinante per creare l’unica infrastruttura di ricerca per le scienze della Terra solida in Europa. EPOS federa centinaia di organizzazioni di ricerca europee e internazionali allo scopo di fornire accesso aperto a dati, prodotti e servizi per le scienze della Terra solida. Nel 2014 ESFRI e il Council of the European Union hanno iniziato un processo di valutazione dei progetti della Roadmap ESFRI culminato con la decisione di inserire EPOS tra i tre progetti prioritari per l’implementazione. Questo ha permesso di sottomettere il progetto per la fase di implementazione (H2020-EPOS-IP, 47 beneficiari, 22 paesi) (2014-2022) che ha permesso di convalidare l’architettura e il Business Plan elaborati durante la fase preparatoria. L’architettura di EPOS si basa sulle infrastrutture di ricerca nazionali responsabili della generazione e manutenzione dei dati, sui Thematic Core Services (TCS) che garantiscono l'integrazione dei dati e sugli Integrated Core Services (ICS) che garantiscono l'accesso aperto a prodotti e servizi (www.epos-eu.org/dataportal). Nel 2014, il MIUR riconoscendo il valore di EPOS ha candidato l’Italia ad ospitare la sede legale di EPOS ERIC presso l’INGV. La proposta, in competizione con una francese è stata valutata positivamente e l’Italia ha sottomesso lo Step 1 per la creazione dell’ERIC. Nel 2018, EPOS ha superato la valutazione per diventare Landmark nella Roadmap ESFRI. Nel 2018, la Commissione Europea ha costituito EPOS ERIC (Dec esecuzione n. 2018/1732). L’Italia ospita la sede legale presso l’INGV quale Representing Entity e come Coordinatore della JRU EPOS-ITALIA sostiene lo sviluppo della Infrastruttura di Ricerca EPOS, a livello nazionale promuovendo i principi della Scienza Aperta. EPOS ERIC è nato con 9 paesi membri fondatori (Belgio, Danimarca, Francia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Slovenia, Regno Unito) e 3 paesi osservatori (Grecia, Islanda, Svizzera), ad oggi è partecipato da 19 paesi membri (Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Francia, Grecia, Islanda, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito) e 1 paese osservatore (Germania). Nel 2020 ha sottomesso il progetto (Horizon2020 EPOS-SP) per la fase di sostenibilità (31 beneficiari da 17 paesi). Nel 2023 EPOS è entrato in fase operativa. L'infrastruttura, in linea con la sua visione e missione, garantisce accesso aperto applicando i principi FAIR al suo portafoglio di dati e servizi multidisciplinari costantemente aggiornati a beneficio della scienza e della società (www.epos-eu.org/dataportal ). Nel 2024, ad EPOS è stato confermato lo stato di Landmark, essendogli riconosciuto che “EPOS added value is clearly the multidisciplinary access to data. EPOS has one of the largest country memberships in the environmental domain RIs. EPOS is successful as RI due to strong management, that values the team and is able to organise trust. As a pan-European RI EPOS has an added value gluing the national nodes together coordinating the data management and data provision and ensuring agreement on harmonisation principles. EPOS truly connects the collaborating centres and created an open access culture". The panel suggests that EPOS keeps its ESFRI Landmark label.
Descrizione delle modalità di funzionamento:
L'Architettura di EPOS è stata progettata per operare come un'infrastruttura di ricerca unica, distribuita e sostenibile. L'Architettura si basa su 4 componenti chiave: Infrastrutture di Ricerca Nazionali (NRI); Servizi Tematici (TCS – Thematic Core Services); Servizi Integrati (ICS-C, Integrated Core Services Central Hub; ICS-D, Integrated Cores Services — Distributed); Ufficio di Coordinamento Esecutivo (ECO - Executive Coordination Office) di EPOS ERIC, coordinato dal Direttore Esecutivo (Executive Director). Le NRI generano i dati su cui si basano i servizi EPOS. Le NRI sono gestite e supportate a livello nazionale. L'architettura di EPOS consente la partecipazione di qualsiasi NRI disposta a integrare i propri dati secondo la EPOS Data Policy basata su Open Science e Open Access. Le NRI si trovano al di fuori del perimetro EPOS ERIC. In Italia, la JRU EPOS Italia supporta la comunità scientifica nazionale, identificati nei Nodi Nazionali (Service Providers) riconosciuti in EPOS nell'integrazione di dati e servizi nell'ambito delle scienze della Terra solida in EPOS, favorendone l'integrazione nella rete europea EPOS. I Servizi Tematici rappresentano l'ambiente di governance transnazionale e consentono l'integrazione di dati e prodotti dalle specifiche comunità scientifiche (TCS Seismology, TCS Near Fault Observatories, TCS GNSS Data and Products, TCS Volcano Observations, TCS Geomagnetic Observations, TCS Anthropogenic Hazards, TCS Geological Information and Modeling, TCS Multi-scale Laboratories, TCS Satellite Data, TCS Tsunami). I TCS sono organizzati in consorzi partecipati dalle organizzazioni di ricerca di 26 diversi paesi europei. Anche i TCS sono esterni al perimetro EPOS ERIC, ma sono formalmente connessi alle sue attività grazie ad accordi di collaborazione. I Servizi Integrati (ICS) rappresentano la tecnologia IT che garantisce l'accesso aperto e libero ai dati e prodotti multidisciplinari provenienti dalle 10 diverse discipline scientifiche (vedi sopra). L'Hub Centrale dei Servizi Integrati (ICS-C), ospitato da UKRI-BGS (Regno Unito) e BRGM (Francia) rappresenta l'unico punto di accesso (EPOS Platform, https://www.epos-eu.org/dataportal) attraverso il quale gli utenti accedono a dati e prodotti e ai servizi per l'analisi multidisciplinare. L'ICS-C si trova nel perimetro EPOS ERIC. Ufficio di Coordinamento Esecutivo è la sede legale di EPOS ERIC ed è ospitata in Italia presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L'ECO ha il ruolo di coordinare l'intera infrastruttura EPOS, compreso il funzionamento di ICS e TCS, ed è interamente supportata dall'Host Contribution italiano (cash e in-kind). Lo staff dell'ECO è coordinato dal Direttore Esecutivo con funzioni di legale rappresentante e direttore amministrativo ed è organizzato in quattro unità: Amministrazione; Gestione e Funzionamento; Comunicazione; Information Technology. La General Assembly è l'organo decisionale di EPOS ERIC ed è composta dai delegati nazionali dei 20 paesi membri dell'ERIC. La General Assembly si avvale di due External Advisory Boards: Scientific Board per il monitoraggio delle attività tecnico-scientifiche dell'infrastruttura e Ethics Board per il monitoraggio degli aspetti etici collegati all'infrastruttura. INGV ha un ruolo fondamentale nella gestione del contributo italiano alla partecipazione ad EPOS ERIC e coordina attraverso la Joint Research Unit (JRU) EPOS Italia, lo sviluppo di infrastrutture nazionali per l'accesso a dati, prodotti e servizi nell'ambito delle Scienze della Terra; essa è riconosciuta dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) dal 2016 come strumento per la sostenibilità della rete infrastrutturale italiana. La JRU EPOS Italia è dotata di un Coordinatore e due Manager, nominati dall'Assemblea Generale, che rappresenta l'organo decisionale con un membro per ogni partner. Le attività si basano su un Piano triennale e Piani Esecutivi annuali, approvati dall'Assemblea e co-finanziati dal MUR tramite i fondi FOE dell’INGV destinati ad attività di ricerca a valenza internazionale. I 13 Enti e università aderenti alla JRU conferiscono altresì ad EPOS risorse in-kind (sia umane con il loro patrimonio di conoscenze che infrastrutturali) e contribuiscono con risorse derivanti da progetti nazionali ed europei. I partner di EPOS Italia forniscono dati e servizi prodotti dalle Infrastrutture di Ricerca Nazionali (NRIs) in sismologia, vulcanologia, geodesia, geologia, petrologia, geochimica e laboratori sperimentali. I dati, standardizzati e coordinati dai Servizi tematici (TCS), e sono resi disponibili attraverso il Portale Dati di EPOS. La JRU EPOS Italia è stata costituita nel giugno 2016 con 10 partner, attualmente 13: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), Università di Trieste, Università di Genova (DISTAV), Università di Napoli Federico II, Università Roma Tre, CINECA, EUCENTRE, Università di Bologna - Dipartimento di Fisica e Astronomia “A. RIGHI”, Università di Perugia - Dipartimento di Fisica e Geologia, Università di Ferrara - Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra. L'Assemblea Generale della JRU EPOS Italia definisce gli obiettivi strategici della JRU nel Piano di Attività 2021-2024, aggiornato annualmente con il Piano Esecutivo e Piano Finanziario. Gli obiettivi principali sono: -Sostegno ai Nodi Nazionali (Service Providers) riconosciuti in EPOS -Condivisione di dati e sviluppo di servizi nei TCS con partecipazione italiana -Cooperazione scientifica internazionale per infrastrutture strategiche di EPOS
EPOS ERIC è una infrastruttura di ricerca distribuita totalmente aperta che fornisce libero accesso a dati e servizi attraverso una piattaforma digitale, il Portale Dati di EPOS (https://www.ics-c.epos-eu.org/) senza necessità di formali procedure di accesso
Vedi risposta b)
Vedi risposta b)
L’infrastruttura EPOS non archivia dati, ma ne garantisce l’accesso attraverso un sistema distribuito. I dati rimangono di proprietà e sotto la gestione delle NRI (definite nella risposta a) che ne garantiscono la qualità, l'aggiornamento e la conservazione. La gestione dei dati e dei risultati scientifici in EPOS segue un modello strutturato che garantisce la proprietà intellettuale, accessibilità, interoperabilità e riusabilità, in linea con i principi FAIR. Le NRI aderenti ad EPOS adottano una data policy condivisa per il trattamento dei dati lungo tutto il loro ciclo di vita, dalla generazione alla condivisione, promuovendo standard di qualità e sicurezza. I dati resi accessibili tramite la piattaforma EPOS sono raccolti, curati e resi disponibili attraverso servizi che ne assicurano l’accessibilità e l’interoperabilità. Trattandosi di una infrastruttura distribuita e aperta, la gestione dei risultati scientifici ottenuti dai suoi utenti e svolta dagli stessi utenti.
Descrizione del profilo di sostenibilità:
EPOS ERIC si basa sui seguenti Organi: General Assembly, composta da rappresentanti delle autorità nazionali dei 20 paesi membri dell'ERIC, è l'organo decisionale di EPOS ERIC; il Service Coordination Committee (SCC) composto da rappresentanti dei Servizi Tematici, Servizi Integrati e Ufficio di Coordinamento Esecutivo, con funzioni di supporto al Direttore Esecutivo; il Direttore Esecutivo, che nomina e presiede l’ECO, composto dal presidente dell’SCC, dal Direttore dell'ICS-C, con funzioni di esecuzione delle decisioni.
Per la sua operatività, EPOS adotta un modello di finanziamento che combina: i) le quote associative cash a ERIC EPOS dei 20 paesi membri e i contributi cash e in-kind dei paesi che ospitano l’ECO (Italia) e l ‘ICS-C (UK e Francia); ii) risorse in-kind, fornite dalle organizzazioni di ricerca nazionali per integrare dati e servizi in EPOS (alcuni nodi nazionali EPOS ricevono finanziamenti a questo scopo); iii) risorse in-kind dalle infrastrutture di ricerca nazionali che generano dati integrati in EPOS; iv) progetti europei e/o nazionali per lo sviluppo di nuovi servizi promossi da EPOS. L'Italia assicura il sostegno finanziario attraverso il Decreto Ministeriale per il riparto del Fondo ordinario per gli Enti e le Istituzioni di ricerca, con il quale il MURripartisce i finanziamenti necessari per la partecipazione italiana agli ERIC sotto la voce «attività di ricerca valenza internazionale». L' art. 1 comma 3 prevede testualmente “I contributi per la partecipazione agli ERIC, o ai progetti da questi realizzati, sia nella forma in-kind sia di contributi finanziari a valere sul FOE, questi ultimi come determinati nella relativa tabella riferita alle “Attività di ricerca a valenza internazionale” costituiscono a tutti gli effetti quota di entrata dei bilanci dei medesimi ERIC, anche mediante eventuale trasferimento diretto”. Il Decreto di Riparto FOE MUR 2024 ha previsto l'allocazione per l'Infrastruttura EPOS pari a € 2.887.000,00. L'INGV, quale Representing Entity dell'Italia, con propria delibera n. 262 del 20 Dicembre 2021, ha approvato lo schema del Multi-Year Agreement 2022-2024 for the hosting and operation of the Executive Coordination Office and the Management of the Italian Contribution. Inoltre, alla scadenza del suddetto accordo al fine di rappresentare in modo adeguato l’impegno assunto dall’Italia, valutato il valore aggiunto per l’INGV che EPOS ERIC implica, ha proceduto all'approvazione e alla sottoscrizione del Multi-Year Agreement 2025-2027 for the hosting and operation of the Executive Coordination Office (ECO) and the Management of the Italian Contribution tra INGV e EPOS ERIC. Tale Accordo disciplina le modalità di trasferimento dei contributi cash e in-kind, prevedendo il conferimento delle risorse umane (conformemente alle disposizioni statutarie e in esecuzione delle resolution della General Assembly), su base annuale, per assicurare la piena operatività dell'Executive Coordination Office. La JRU EPOS Italia coordina i nodi italiani riconosciuti in EPOS, e sostiene il contributo ad EPOS di vari Enti e Università italiane. La JRU distribuisce annualmente circa 1 M€ per il cofinanziamento della fornitura di servizi operativi all'EPOS ICS e lo sviluppo di ulteriori prodotti e servizi di futura implementazione. INGV coordina la JRU, trasferisce annualmente i fondi FOE ad essa dedicati, ai vari progetti, e verifica le rendicontazioni scientifiche ed economiche. I pogetti 2020-2024 coordinati o promossi in ambito EPOS, garantendone la sua crescita in termini di servizi, contribuendo al loro mantenimento, e rafforzando il ruolo dell’infrastruttura in ambito nazionale ed internazionale, sono: 2022 - 2035, PNRR MEET, Budget 38.599.898,86 € 2024 - 2027, EPOS ON, Horizon Europe. Budget: €3.972.500 2023 - 2027, ERIC FORUM2, Horizon Europe. Budget: € 2.999.463 2024 - 2027, ENVRI-Hub NEXT,Horizon Europe. Budget: € 5.000.000 2022 - 2026, GEO-Inquire, Horizon Europe. Budget: €13.923.470 2022 - 2025, DT-GEO, Horizon Europe. Budget: €11.138.287 2022 - 2025, Skill4EOSC, Horizon Europe. Budget: €6.476.658 2022 - 2024, GREAT, Digital Europe. Budget: €1.989.736 2021 - 2024, EOSC Future,Horizon2020. Budget: €40.877.088,83 2020 - 2023, EPOS SP,Horizon2020. Budget: €4.998.094 2019 - 2022, ERIC FORUM,Horizon2020. Budget: €1.495.281 2019 - 2023, ENVRI-FAIR,Horizon2020. Budget: €18.997.879 2017 - 2020, SERA, Horizon2020. Budget: €11.090.779
Il sistema di gestione finanziaria si basa sull'utilizzo di principi contabili internazionali, secondo i criteri di competenza (International Public Sector Accounting Standards, IPSAS) e comprende: pianificazione e programmazione delle attività di EPOS ERIC; budgeting e rendicontazione di dati e informazioni previsionali su base annuale; contabilità e controllo di gestione; rendicontazione annuale dei dati e delle informazioni finanziarie definitive riferite alle attività complessive; audit esterno. La rendicontazione finanziaria viene quindi approvata dalla General Assembly e trasferita alla Commissione Europea. Il contributo italiano cash e in- kind annuale allocato all'infrastruttura EPOS attraverso il Decreto di Riparto FOE viene rendicontato attraverso la Piattaforma GEA MUR IR, implementata dal MUR per monitorare la gestione finanziaria
Le risorse umane conferite in-kind dall'INGV, quale Representing Entity dell'Italia per il 2025 sono pari a 57 mesi/ persona nel profilo Management, IT, Communication, Legal Affairs. Il personale assunto da EPOS ERIC per l'anno 2025 corrisponde a 153 mesi/persona nel profilo Administration, Management, IT, Communication.
Descrizione dei risultati e dell'impatto scientifico:
EPOS è individuata nel PNIR 2021-2027, adottato con Decreto Ministeriale 1082 del 10.09.2021, tra le IR prioritarie per l’Italia sulla base dei seguenti criteri: eccellenza scientifica, impatto socio economico, analisi critica della storia e delle prospettive; completezza delle politiche di accesso, relazioni internazionali e rilevanza pan europea, impegno politico e supporto finanziario dei Paesi partecipanti; governance, management e gestione delle risorse umane; aspetti finanziari. Il MUR ha redatto il PNIR 2021-2027 sulla base di una consultazione Nazionale on line degli Stakeholder rilevanti, nella quale sono stati coinvolti Enti Pubblici di Ricerca (EPR) ed Atenei. Grazie ai risultati di tale consultazione e sulla base dei richiamati criteri del PNR, si è potuto elaborare un chiaro quadro del panorama italiano. EPOS risponde all'esigenza di ridurre la frammentazione e garantire il coordinamento, è stato progettato e implementato come l'unica infrastruttura di ricerca paneuropea per le scienze della Terra Solida in Europa. La missione di EPOS è quella di creare e gestire un'infrastruttura di ricerca altamente distribuita e sostenibile per fornire un accesso coordinato a dati armonizzati, interoperabili e di qualità controllata provenienti da diverse discipline scientifiche della Terra solida, insieme a strumenti per il loro utilizzo nell'analisi e nella modellizzazione. EPOS si basa su soluzioni di e-science all'avanguardia e si impegna per l'accesso aperto, consentendo così un passo avanti verso il cambiamento della ricerca scientifica multidisciplinare e interdisciplinare nelle scienze della Terra. Dal 2023, con l'avvio della fase operativa, EPOS fornisce un accesso completamente aperto a dati, dati-prodotti, servizi e software multidisciplinari di qualità controllata forniti da organizzazioni di ricerca situate in 26 paesi europei e rappresentate da 10 Servizi Tematici disciplinari (TCS), che rappresentano le comunità di Sismologia, degli Osservatori delle faglie, dei Dati e prodotti GNSS, delle Osservazioni vulcaniche, dei Prodotti di dati satellitari, delle Osservazioni geomagnetiche, dei Rischi antropogenici, delle Informazioni geologiche, dei Laboratori multiscala, e degli Tsunami. EPOS riunisce queste grandi comunità tematiche in un quadro di governance comune e garantisce, attraverso il suo portale dati multidisciplinare, l'accesso aperto a dati e servizi scientifici armonizzati applicando i principi di reperibilità, accessibilità, interoperabilità e riusabilità dei dati FAIR. Ciò è considerato essenziale per consentire l'eccellenza scientifica e migliorare i risultati economici europei e la sua capacità di competere attraverso la conoscenza. EPOS è uno sforzo guidato dalla comunità: scienziati, esperti informatici e autorità nazionali hanno partecipato alla sua co-progettazione e implementazione sin dalla fase di ideazione. In EPOS i fornitori di dati e servizi sono una parte essenziale della comunità degli utenti, garantendo così, per progettazione, la rilevanza scientifica e l'aderenza alle esigenze degli utenti. Il Portale Dati di EPOS è stato implementato adottando un approccio basato sui servizi che garantisce che i dati rimangano dove vengono generati (NRI). Infatti, i servizi, al contrario delle raccolte di dataset, sono l'elemento cardine della filosofia EPOS. In particolare, il codice sorgente del Portale Dati EPOS è stato rilasciato sotto licenza GPL3 per essere riutilizzato da qualsiasi potenziale stakeholder, non limitato alle infrastrutture di ricerca (ad esempio, ENVRI, EOSC, JERICO). Questa filosofia permette a EPOS di mettere in pratica FAIR e Open Research Data Management, ponendosi come apripista tra le infrastrutture di ricerca e le iniziative più generaliste come EOSC e Data Spaces. Sono stati identificati una serie di obiettivi strategici: 1) garantire un accesso agevole e senza interruzioni ai dati e ai servizi delle scienze della Terra solida; 2) Potenziamento e avanzamento dei servizi delle scienze della Terra solida; 3) Allargare, ampliare e responsabilizzare la comunità degli utenti; 4) Implementare i principi della Scienza Aperta e della gestione dei dati FAIR e contribuire all'innovazione delle scienze elettroniche; 5) Amplificare e diffondere il valore sociale dell'EPOS; 6) Rafforzare la cooperazione globale. "Da un punto di vista scientifico, EPOS ha modellato i suoi servizi infrastrutturali in modo tale che ora ci siano le basi per consentire alla scienza europea della Terra solida di raggiungere l'eccellenza scientifica e l'innovazione in modi nuovi, intersecando tutte le sottodiscipline e raggiungendo nuove comunità scientifiche non sfruttate"". (Relazione dello Scientific Board). EPOS contribuisce all’iniziativa europea Destination Earth. Partecipa al progetto DT-GEO, un gemello digitale per gli estremi geofisici. EPOS svolge attività di Formazione rivolta a diversi gruppi di utenti per ampliare e responsabilizzare la comunità degli utenti, promuovendo l'uso multidisciplinare e interdisciplinare per coinvolgere scienziati e studenti all'inizio della carriera. Per sostenere e migliorare il contributo italiano ad EPOS è importante aggiornare e sviluppare le infrastrutture di ricerca che EPOS federa. A questo scopo INGV coordina il progetto MEET: Monitoring Earth’s Evolution and Tectonics. MEET è finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - Missione 4, “Istruzione e Ricerca” - Componente 2, “Dalla ricerca all’impresa” - Linea di investimento 3.1, “Fondo per la realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione”. L'obiettivo generale di MEET è migliorare la conoscenza della dinamica terrestre, attraverso la raccolta di un grande patrimonio di dati forniti da nuovi (o migliorati) nodi di monitoraggio in linea con gli standard europei e internazionali, in un contesto pienamente di Open Science. I dati prodotti verranno messi a disposizione su EPOS.
Descrizione dell'impatto socioeconomico:
EPOS, rispondendo alla crescente necessità di ridurre la frammentazione e garantire il coordinamento tra paesi e infrastrutture, è stato progettato e implementato come l'unica infrastruttura di ricerca paneuropea per le Scienze della Terra solida in Europa. La missione di EPOS è di creare e gestire un'infrastruttura altamente distribuita e sostenibile per fornire un accesso coordinato a dati armonizzati, interoperabili e controllati provenienti dalle diverse discipline, insieme a strumenti per il loro utilizzo nell'analisi e nella modellazione. Basandosi su soluzioni e-science all'avanguardia, EPOS favorisce la ricerca multidisciplinare e interdisciplinare nelle Scienze della Terra. Dal 2023, con l'inizio della fase operativa, EPOS fornisce accesso aperto a dati forniti da organizzazioni di ricerca situate in 26 paesi europei e rappresentati dai TCS, descritti in precedenza. EPOS riunisce le comunità rappresentate dai TCS secondo un modello federato (formalizzato da Consortium Agreement siglati dai partecipanti ai TCS) garantendo libero accesso ai dati nel rispetto dei principi FAIR. Gli utenti, senza alcuna limitazione, hanno accesso alla piattaforma e quindi a un’ampia gamma di dati, prodotti, software e servizi che consentono lo sviluppo di concetti e prodotti innovativi di alto valore socio-economico. Ciò è considerato essenziale per l'eccellenza scientifica e per migliorare le prestazioni economiche europee e la capacità di competere attraverso la conoscenza. Eccellenza scientifica e innovazione. EPOS è stato implementato per generare scienza e innovazione. Gli utenti hanno libero accesso a un'ampia gamma di dati e strumenti necessari per sviluppare concetti e prodotti innovativi di alto valore socio-economico. Ad esempio, EPOS, occupandosi della dimensione economica dei pericoli naturali contribuisce alla valutazione del rischio, fornendo strumenti per supportare governi e decisori nell'adottare la cultura della prevenzione. In particolare, EPOS facilita l'accesso ai dati per modelli di pericolosità e rischio che possono supportare i decisori nel settore della protezione civile; facilita l'accesso a dati e servizi che coprono vaste aree geografiche per migliorare la pianificazione urbana e la progettazione delle infrastrutture. La condivisione Open Source del codice del Portale Dati EPOS funge da catalizzatore per la crescita economica di aziende e istituzioni di ricerca correlate. Ottimizzazione e concertazione degli investimenti nazionali/europei. EPOS contribuisce all'ottimizzazione delle risorse aumentando significativamente l'armonizzazione delle strategie nazionali relative alle scienze della Terra solida, evitando frammentazioni e duplicazioni. Anche a livello dell'UE, la Comunità EPOS ha optato per la costruzione di un'unica infrastruttura di ricerca all'interno di un ampio dominio, la prima del suo genere in Europa, che incorpora molteplici organizzazioni e comunità tematiche sotto lo stesso quadro. Grazie a questo sforzo di coordinamento, le comunità di ricerca hanno beneficiato di finanziamenti della Commissione Europea e nazionali, per supportare attività di interesse comune per la società. Di conseguenza, EPOS promuove un utilizzo più efficiente, aperto ed efficace delle infrastrutture di ricerca nazionali a livello europeo e internazionale, capitalizzando sugli investimenti nazionali ed europei che contribuiscono allo Spazio di Ricerca Europeo. Diffusione dei dati, servizi e software finanziati pubblicamente. EPOS sta aumentando il valore dei dati generati dalle organizzazioni di ricerca nazionali rendendoli globalmente accessibili, aperti, FAIR e esposti in più spazi di dati (ad esempio, ENVRI, EOSC, Green Deal). Grazie alla sua massa critica, EPOS consente ai ricercatori europei di accedere ai dati, prodotti e servizi provenienti da altre iniziative al di fuori dell'UE. La disponibilità del codice Open Source del Portale Dati EPOS contribuisce ad aumentare la competenza digitale e le capacità come la gestione dei dati di ricerca e lo sviluppo software. Ritorno per la società. Gli stakeholder che beneficiano di EPOS sono identificati come segue: Settore pubblico (es., riguardo alla prevenzione, preparazione e risposta dell'UE ai disastri; uso dell'infrastruttura come fonte rilevante di dati scientifici per la ricerca sul clima, energia e ambiente); Settore privato (es., tramite collaborazioni scienza-industria nel settore dell'energia geotermica); Forza lavoro qualificata (es., tramite le attività di formazione di EPOS, con un focus sul personale in fase iniziale di carriera, collaborazione con l'industria per contribuire alle capacità di R&I necessarie in Europa). In particolare, i TCS producono dati e modelli con forte impatto sulla società in termini di prevenzione e gestione dei rischi con ricadute sul sistema produttivo in vari settori industriali tra cui quello della riassicurazione, che è uno strumento di primaria importanza per conferire stabilità al sistema finanziario globale. Il TCS sui Rischi Antropici informa la comunità sulla sismicità indotta e la pericolosità associata all'esplorazione e sfruttamento delle geo-risorse. Il TCS Osservazioni Vulcaniche offre dati multidisciplinari sul monitoraggio dell'attività vulcanica contribuendo alla mitigazione dei rischi associati. Il TCS sismologia offre prodotti come il modello europeo di pericolosità sismica che costituisce un allegato informativo dell'EuroCodice per il progetto di edifici ed altre costruzioni di ingegneria civile. Il TCS Tsunami fornisce prodotti sulla pericolosità e i rischi derivati da maremoti di varia origine e supporto agli Tsunami Service Providers dell’ICG/NEAMTWS (Intergovernmental Coordination Group for the Tsunami Early Warning and Mitigation System in the North-eastern Atlantic, the Mediterranean and connected seas), che è parte integrante del Sistema globale di allertamento e mitigazione del rischio tsunami, istituito e coordinato dalla Commissione oceanografica intergovernativa (IOC) dell'UNESCO.
L'infrastruttura EPOS, grazie alla sua unicità e multidisciplinarità funge da incubatore per iniziative progettuali in tutti i campi delle Geoscienze e delle sue intersezioni con il mondo produttivo. La partecipazione a progetti di ricerca di base o applicata, come partner o semplice fornitore di dati e servizi, contribuisce alla sostenibilità finanziaria dell'infrastruttura stessa. I risultati di queste iniziative alimentano l'espansione ulteriore del portfolio di dati e prodotti generando un circolo virtuoso che garantisce di tenere il passo con le innovazioni culturali e tecnologiche del settore e dei settori collegati.
Eventuali indicatori attestanti l'impatto:
EPOS ha valutato l'idoneità degli indicatori chiave di performance (KPI) proposti da ESFRI e ha adottato il maggior numero possibile nella forma proposta. In alcuni casi, è stato necessario modificare i KPI, sia nella definizione che nel metodo di calcolo, per riflettere meglio le performance di EPOS, una RI che offre prevalentemente accesso virtuale a dati e servizi. Per lo stesso motivo, alcuni KPI di ESFRI non sono stati adottati, mentre alcuni sono stati definiti ex novo da EPOS. EPOS ha adottato un totale di 11 KPI quantitativi e 11 KPI qualitativi. In particolare, per l'identificazione dei KPI per la sua fase operativa, EPOS ha beneficiato dei risultati del progetto H2020 EPOS Sustainability Phase e delle raccomandazioni dello Scientific Board che ha valutato l'infrastruttura nel 2023. Gli indicatori EPOS sono stati suddivisi in categorie rilevanti per l'infrastruttura, ovvero eccellenza scientifica, community building, impatto per la società, disseminazione e formazione, ottimizzazione della gestione e delle risorse. Gli indicatori quantitativi sono: KPI1, numero di visite alla piattaforma EPOS; KPI2, numero di nuove visite alla piattaforma EPOS; KPI3, numero servizi integrati nella piattaforma EPOS; KPI4, numero di comunità tematiche; KPI5, numero di prodotti integrati nella piattaforma; KPI6, numero di corsi di formazione rivolta a scienziati e altri stakeholder; KPI7, numero di tirocinanti; KPI8, numero di persone partecipanti agli eventi di disseminazione EPOS; KPI9, numero di paesi in EPOS ERIC; KPI10, numero di proposte di progetto presentate che includono EPOS; KPI11, livello di contributi finanziari in EPOS ERIC. Gli indicatori qualitativi sono: QI1, un unico punto di accesso al portafoglio infrastrutturale; QI2, meccanismo di interazione tra gli utenti e EPOS tramite la piattaforma EPOS; QI3, linee guida per il riconoscimento e la citazione dei dati e dei servizi nella piattaforma; QI4, connettività EOSC attiva o pianificata, partecipazione a uno dei progetti integratori EOSC; QI5, impegni di EPOS per coinvolgere la prossima generazione di scienziati delle Terre solide in Europa; QI6, MoU (almeno uno) tra EPOS e iniziative internazionali con un piano di attività in corso; QI7, strumenti per monitorare l'utilizzo della piattaforma EPOS tra le comunità non accademiche, incluso il settore privato; QI8, piano operativo pluriennale per la comunicazione; QI9, documento con la prospettiva futura dell'infrastruttura, in cui sono descritte le strategie e le risorse; QI10, Piano di Parità di Genere (GEP) e Politica di Diversità (DEI); Linee guida etiche; QI11, gestione finanziaria solida e responsabilità. I KPI di EPOS sono misurati annualmente e presentati alla general Assembly di EPOS ERIC insieme al Rapporto Annuale Attività e Finanze. Di conseguenza, la strategia di monitoraggio di EPOS prevede che gli indicatori vengano calcolati e valutati per l'anno solare precedente tra febbraio e marzo dell'anno successivo. EPOS è entrato in funzione formalmente nel 2023, i primi dati relativi ai KPI sopra presentati sono stati raccolti per l'anno 2024 e non ancora analizzati.
Eventuali pubblicazioni riferibili all'infrastruttura:
Si allegano i seguenti documenti integrativi relativi all'attività di ERIC EPOS ed a quella della JRU EPOS Italia: 1) 00 ESFRI_Landmark_Monitoring_Part B_27Dec2023. Il file si riferisce alle valutazioni delle Infrastrutture Europee condotte da ESFRI, in cui risulta la anche la valutazione di ERIC EPOS 2. Accordo della JRU Italia 2020 3. Riconoscimento del MUR dell'accordo della JRU Italia 2020 4. Piano di attività della JRU Italia 2021-2024 5. Piano Esecutivo della JRU Italia per il 2024

Denominazione infrastruttura: Elettra-Sincrotrone Trieste S.C.p.A.
Ruolo della struttura proponente: Coordinatore dell'infrastruttura
Area scientifica: Physical Sciences and Engineering
Parole chiave: Sincrotrone, Elettra, Laser a elettroni liberi, FERMI, linee di luce, radiazione di sincrotrone
Breve storia dell'infrastruttura:
Fondata nel 1986, Elettra-Sincrotrone Trieste S.C.p.A. è Società di Interesse Nazionale ai sensi dell’Art. 10, Comma 4, Legge 19 ottobre 1999 n. 370. Gestisce un centro di ricerca internazionale multidisciplinare di eccellenza, specializzato nella produzione della luce di sincrotrone e di laser a elettroni liberi (FEL). Le principali risorse del centro sono il sincrotrone Elettra e il FEL FERMI, gestite come infrastrutture di ricerca per utenti accademici e industriali. Con le loro 34 linee di luce, Elettra e FERMI sono state incluse dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) nel Piano Nazionale delle Infrastrutture di Ricerca (PNIR) 2021-2027 (Decreto MUR n. 1082 del 10 settembre 2021) tra le Infrastrutture di Ricerca (IR) di categoria Europea (IR-EU). La comunità scientifica di utenti conta oltre 18.000 ricercatori provenienti dal mondo accademico e industriale. Ogni anno, più di 1.300 ricercatori utilizzano le IR ed i laboratori della società per eseguire esperimenti. Elettra è stata la prima sorgente di luce di terza generazione per i raggi X molli in Europa. Ha generato la prima luce nel 1993 e è stata costantemente aggiornata. Nel 2010, l'anello di accumulazione è stato potenziato con un iniettore booster, che consente il funzionamento della macchina in modalità top-up, aumentando l’intensità media della radiazione e la stabilità spaziale della sorgente. Elettra ospita 28 linee di luce, che offrono una vasta gamma di tecniche di caratterizzazione dei materiali, tra cui la spettroscopia di fotoemissione, la spettromicroscopia, l’imaging, la diffrazione, lo scattering e la fluorescenza. È l'unica sorgente al mondo che opera regolarmente a due diverse energie, 2.0 GeV e 2.4 GeV, selezionate in base agli esperimenti dei propri utenti. A partire dal 1994 e fino al 2022, Elettra ha dedicato più di 5000 ore di luce all’anno agli esperimenti scientifici degli utenti, contribuendo alla ricerca di base in settori che spaziano dalla fisica e la chimica fino alle scienze della vita. FERMI (Free Electron Laser Radiation for Multidisciplinary Investigations) è una sorgente FEL per utenti con 6 linee di luce. Unica al mondo per l'architettura di seeding esterno, utilizza fotoni laser per ottenere emissione stimolata da pacchetti di elettroni, garantendo radiazione intensa e coerente. Gli impulsi, di durata tra 10 e 100 femtosecondi, hanno luminosità di picco dieci miliardi di volte superiore a quelli di Elettra. Approvato a fine 2004, il progetto di FERMI è iniziato nel 2006. La prima luce FEL è stata dimostrata nel 2010. Operativo dal 2012, FERMI ha avuto un impatto scientifico significativo nella scienza dei materiali e nella fisica di base. Le sue caratteristiche hanno aperto opportunità straordinarie per lo studio della struttura e della dinamica della materia condensata, molle e a bassa densità. I risultati scientifici hanno avuto ampia risonanza internazionale. Per mantenere il laboratorio competitivo nei prossimi 20 anni, sono previsti importanti aggiornamenti per Elettra e FERMI. Nell'ambito del fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, di cui all'art. 1, c. 140, della L. 11 dicembre 2016, n. 232, il progetto Elettra 2.0 finanzia lo sviluppo di una nuova sorgente con un’architettura simmetrica six-bend achromat e 12 sezioni rettilinee ed una brillanza di soli 212 pm-rad a 2,4 GeV. La coerenza, la collimazione e l’aumentata intensità del fascio, assieme a un importante aggiornamento delle linee di luce, permetteranno di condurre studi in svariati campi ad alto impatto scientifico e tecnologico. La messa in servizio di Elettra 2.0 è prevista per la seconda metà del 2026, mentre l’inizio dell’operazione per utenti a inizio 2027.
Descrizione delle modalità di funzionamento:
Il Consiglio di Amministrazione (CdA) della Società si avvale di comitati consultivi indipendenti, composti da esperti esterni, che esaminano la qualità scientifica dei risultati raggiunti dal laboratorio, nonché i programmi di sviluppo degli acceleratori e delle linee di luce. Essi offrono consiglio su tutti gli aspetti più rilevanti delle politiche generali e di sviluppo, sui programmi scientifici, sul trasferimento tecnologico e le applicazioni industriali. I principali organi consultivi sono: SAC (Scientific Advisory Council): comitato scientifico composto da esperti internazionali di fama mondiale nell'utilizzo della radiazione di sincrotrone e FEL, e delle sue applicazioni nelle scienze della materia e della vita. MAC (Machine Advisory Committee): comitato scientifico-tecnico composto da esperti internazionali di fama mondiale nello sviluppo delle sorgenti di radiazione di sincrotrone e FEL. Nominati dal CdA, SAC e MAC vengono rinnovati periodicamente. L’ultimo rinnovo risale al 2021. La composizione attuale è disponibile su: https://www.elettra.eu/about/advisory-boards.html . La Società si avvale inoltre di due distinti Proposal Review Panel (PRP), chiamati a valutare le proposte scientifiche presentate dagli utenti della sorgente Elettra e del FEL FERMI. Composti da scienziati di alto livello attivi nei diversi campi scientifici, i PRP svolgono un ruolo fondamentale per l'attuazione delle politiche di accesso utenti e garantire il raggiungimento della più alta qualità scientifica presso le linee di luce di Elettra e FERMI.
La Società offre accesso gratuito alle proprie IR agli utenti accademici e industriali che intendono pubblicare i risultati scientifici. L’accesso è concesso sulla base del merito per mezzo della peer-review, effettuata dai PRP, delle proposte di ricerca da svolgere presso le linee di luce o i laboratori. Le call per proposte scientifiche sono aperte semestralmente tramite l’access point societario per gli utenti. Le scadenze delle call cadono a metà marzo e a metà settembre per la sorgente Elettra, e al 31 maggio e 30 novembre per il FEL FERMI. Le linee di cristallografia XRD1 e XRD2 offrono bandi mensili per esperimenti su piccole molecole e macromolecole. Recentemente è stato introdotto l’accesso ai laboratori off-line, che utilizzano sorgenti alternative alla radiazione di sincrotrone o FEL. Tutte le proposte scientifiche devono essere presentate tramite il portale utenti Virtual Unified Office (VUO), rispettando un formato ben definito e il limite di lunghezza di due pagine. Oltre alle proposte raccolte tramite il proprio access point, la Società permette di realizzare proposte sottomesse tramite le iniziative europee ReMade@ARI e RIANA. Alcune linee di luce e laboratori, gestite dal CNR attraverso il consorzio NFFA-EU e dal consorzio CERIC-ERIC, sono accessibili tramite access point dedicati, gestiti dai partner. Le proposte di ricerca industriale sono invece gestite dall'Industrial Liaison Office della Società.
Il primo passo della valutazione delle proposte di ricerca è quello della verifica della fattibilità tecnica degli esperimenti, condotta dal responsabile della linea di luce o del laboratorio e conclusa entro 15 giorni dalla scadenza della call. L’analisi degli aspetti di sicurezza è condotta in parallelo, se necessario con la collaborazione del responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione o di esperti esterni. La valutazione scientifica è invece affidata al Proposal Review Panel (PRP), che si occupa di selezionare le proposte da realizzare, classificandole in base al merito scientifico, ossia all’impatto atteso e alla qualità del programma sperimentale. I PRP delle IR Elettra e FERMI sono composti da esperti in vari campi della radiazione di sincrotrone, della ricerca e delle applicazioni FEL. Il PRP di Elettra è diviso in sottocomitati in base al campo specifico di competenza scientifica e tecnica. I valutatori dei PRP forniscono sia commenti che punteggi per le proposte di ricerca ricevute. I punteggi vanno da 1 (eccellente) a 5 (esperimento da non eseguirsi). Nel caso in cui non vi sia accordo tra i due valutatori selezionati dal PRP, il presidente del comitato nomina un terzo valutatore. Il punteggio finale di ciascuna proposta è dato dalla media dei punteggi individuali forniti dai valutatore, pesata in base al punteggio medio assegnato da ciascun sottocomitato. Viene stabilito anche il numero di turni (shifts) da dedicare all'esperimento. Alla fine del processo di valutazione, il presidente di ciascun sottocomitato fornisce a Elettra-Sincrotrone una lista delle proposte migliori, da realizzarsi in ordine di priorità. I proponenti ricevono una valutazione sintetica delle proposte, in grado di fornire utile riscontro per migliorarle nel caso di rifiuto.
L’accesso all’infrastruttura avviene su richiesta tramite il portale utenti VUO. Le richieste degli utenti generici devono pervenire almeno due settimane prima dell’esperimento, quelle degli utenti finanziati dai programmi di supporto con un mese di anticipo. Tutti gli utenti ricevono formazione sulla radioprotezione e sulle procedure in sala sperimentale, con verifica dell'apprendimento tramite test a risposta multipla. Sono inoltre fornite istruzioni di sicurezza specifiche per ciascuna linea di luce.
Nel 2019 Elettra-Sincrotrone Trieste ha adottato una politica dati per la gestione dei dati scientifici raccolti presso le linee di luce di Elettra e FERMI conforme ai principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable). La politica dati implementa direttive armonizzate a livello europeo, sviluppate attraverso i progetti PaN-data, PaNOSC e ExPaNDS, a cui la Società ha contribuito insieme alle maggiori infrastrutture di ricerca europee, in particolare i sincrotroni, i FEL e le sorgenti di neutroni. Essa promuove il modello di Open Science nel contesto italiano ed europeo, realizzando le policy definite dall'European Open Science Cloud (EOSC). Le azioni intraprese consentono di mettere a disposizione degli utenti una piattaforma integrata in cui trovare, utilizzare e analizzare dati. La Società è custode dei dati grezzi e dei metadati raccolti in tutti gli esperimenti effettuati presso le linee di luce. Dati e metadati vengono conservati in un archivio che consente l'accesso ai dati online, la navigazione e il download mediante il portale utenti VUO (accessibility). I dati possono essere identificati tramite un DOI, per essere citati nelle pubblicazioni (findablity). L'interoperabilità è garantita dall'uso del formato standard Nexus/HDF5, compatibile con i principali software di analisi e visualizzazione scientifica. I proponenti degli esperimenti hanno accesso esclusivo ai dati per un periodo di tre anni, rinnovabile per altri due su loro richiesta. Finito l'embargo, i dati sono resi disponibili con licenza CC-BY-SA-4.0 e possono essere usati (reusability) inviando una richiesta sul portale utenti VUO. Per attuare la politica dati e gestire il crescente volume di dati sperimentali (fino a 1PB/anno), Elettra-Sincrotrone ha implementato la piattaforma Data@Elettra. L’Ente ha investito circa 1,5 milioni di euro nel periodo 2015-2019 e 3 milioni di euro nel 2020-2024. Per maggiori informazioni si veda il caso studio per la valorizzazione delle conoscenze.
Descrizione del profilo di sostenibilità:
Gli organi di Elettra-Sincrotrone Trieste S.C.p.A. sono: L'Assemblea dei Soci (Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste - Area Science Park 55,87%, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia 35,87%, Consiglio Nazionale delle Ricerche 4,62%, Invitalia Partecipazioni S.p.A. 3,64%) che rappresenta l'universalità degli azionisti e le cui deliberazioni sono prese in conformità della legge e dello Statuto; il Consiglio di Amministrazione (CdA), composto da un numero di 5 (cinque) membri, le cui attribuzioni sono elencate all'art. 18 dello Statuto. Il CdA è investito di ogni più ampio potere circa gli atti di amministrazione ordinaria e straordinaria della Società essendo ad esso deferito tutto ciò che, per legge o statuto, non sia inderogabilmente riservato all'Assemblea; il Collegio sindacale, composto da cinque sindaci effettivi e da due supplenti ed il cui Presidente è nominato dal MUR, vigila sull'osservanza della legge e dello Statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e in particolare sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo e contabile adottato dalla Società e sul suo concreto funzionamento; il Collegio Sindacale, inoltre, esercita la revisione legale dei conti della Società.
I finanziamenti della Società erogati direttamente dal MUR ai sensi dell'art. 2 della L. 43/2005 o tramite Area Science Park ai sensi dell'art. 2 della L. 644/1994 costituiscono complessivamente circa il 50% delle entrate della Società. Si tratta di finanziamenti ordinari, senza vincoli di destinazione d'uso e quindi soggetti a tutti i limiti di spesa previsti dalla spending review. Gli altri finanziamenti che la Società riceve attualmente da Parte del MUR, della Commissione Europea e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sono vincolati al raggiungimento dei fini dei singoli progetti nazionali e internazionali, e quindi non fanno parte dei finanziamenti ordinari. In particolare, nel quinquennio in esame si registrano contributi statali relativi ad attività a valenza internazionale nell’ambito del Fondo Ordinario degli Enti (FOE), per la realizzazione della nuova sorgente Elettra 2.0 e per l'efficientamento energetico. A questi si aggiungono progetti acquisiti nel contesto dei programmi-quadro europei. Il bilancio della Società si è mantenuto in attivo in tutto il quinquennio 2020-2024, confermando un trend ben consolidato negli anni.
La dinamica della gestione di Elettra-Sincrotrone Trieste, dal 1999 società d’interesse nazionale senza scopo di lucro, ha il suo riferimento principale in un budget riferito all’anno solare, dal 2015 in poi nell'ambito del budget economico pluriennale redatto ai sensi del Decreto del MEF del 27 marzo 2013 e secondo le indicazioni delle circolari del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del MEF n. 23 del 13 maggio 2013, n. 32 del 17 luglio 2013 e n. 35 del 22 agosto 2013. In questa prospettiva, il Consiglio di Amministrazione approva, prima dell’inizio dell’esercizio e adegua nel corso dell’anno, un documento che non ha valore autorizzativo per le singole spese, ma è di indirizzo per i totali di spesa sulle voci complessive. L’integrato sistema di scritture contabili permette di rilevare l’andamento di ciascuna entrata e spesa, con particolare riguardo al loro ammontare, tipologia e sviluppo temporale degli impegni finanziari. Periodiche relazioni illustrano al Consiglio di Amministrazione sia l'evoluzione degli impegni pluriennali per sviluppo del centro di ricerca, sia le loro coperture finanziarie. Ogni anno, il Consiglio di Amministrazione provvede alla compilazione del bilancio di esercizio corredandolo con un relazione sull’andamento della gestione sociale entro i termini e con l’osservanza delle disposizioni di cui agli art. 2423 e segg. Del C.C., alla lettera f), art. 10, comma 4 della legge 370/1999, e di cui all’art. 24 del D.Lgs. 91/2011. Eventuali utili di esercizio sono ripartiti nella misura del 5% al fondo di riserva legale, fino a che questo non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale, ed il residuo destinato all’esercizio dei compiti istituzionali secondo le indicazioni dell’Assemblea. In relazione agli obblighi derivanti dall’inserimento della Società nell’elenco ISTAT, ai sensi dell’articolo 1, comma 3 della legge 31 dicembre 2009, n.196 e s.m.i., la Società ha provveduto ad adeguare le proprie politiche di spesa alle disposizioni previste dalla legge. In linea con la nota del 10 febbraio 2015 ricevuta da parte del MEF, la Società ha adottato comportamenti coerenti con le misure di contenimento della spesa pubblica.
Elettra-Sincrotrone Trieste ha adottato un'organizzazione aziendale del tipo a matrice, basata su cinque iniziative strategiche implementate attraverso cinque distinti cluster progettuali: Elettra, FERMI, Esperimenti, Piattaforma Tecnologica e Progetti Internazionali. Ogni cluster raggruppa i progetti per complementarietà di scopo. I progetti definiscono iniziative con obiettivi specifici, un cliente interno o esterno ben identificato, una precisa durata temporale, tappe intermedie (milestones) chiaramente identificate, un fabbisogno di risorse finanziarie ed umane specificate e la cui realizzazione è affidata ad un responsabile di progetto. Le risorse umane e strumentali richieste dai differenti progetti sono gestite all'interno di nove gruppi costituiti da personale con competenze il più possibile omogenee. Alla data del 31 dicembre 2024, le risorse umane erano così suddivise: dipendenti a tempo indeterminato: 307; dipendenti a tempo determinato: 62; Ad essi si affiancano le risorse umane degli Enti partner, e precisamente: Personale di ricerca di altri Enti partner, italiani ed esteri, presenti sul sito: 241 Collaboratori di ricerca e personale di supporto tecnico/amministrativo di altri Enti o aziende che svolgono attività di specifiche e non permanenti presso le linee o i laboratori di Elettra: 167
Descrizione dei risultati e dell'impatto scientifico:
Risultati Scientifici Il numero e la qualità delle pubblicazioni associate all’attività sperimentale effettuata presso le 34 linee di luce di Elettra e FERMI forniscono chiara dimostrazione della rilevanza scientifica di Elettra-Sincrotrone Trieste a livello nazionale ed europeo, evidenziando inoltre la dimensione della comunità di utenti accademici dell’infrastruttura. Nel quinquennio in esame si è registrata la pubblicazione di ben 2841 articoli in rivista, un dato sensibilmente superiore ai 2438 del periodo 2015-2019. A testimonianza dell’elevata visibilità della ricerca svolta nel centro, notiamo che una percentuale significativa di questi lavori, circa il 20%, è stata pubblicata in riviste ad impact factor maggiore di 7. FERMI ad esempio, unica sorgente FEL al mondo basata sul metodo di external seeding, ha prodotto nel quinquennio 52 pubblicazioni con impact factor maggiore di 7 su un totale di 125. Nella sezione M vengono presentate 10 ricerche condotte presso Elettra-Sincrotrone Trieste, a testimonianza dello stato dell’arte in campi diversi, dalla scienza dei materiali fino alle scienze della vita e, per quanto concerne FERMI, dalla scienza dell’attosecondo fino alla generazione di fasci di luce con momento angolare orbitale nel regime dell'estremo ultravioletto. Accanto a questi risultati, va sottolineato il successo di numerose iniziative progettuali dei ricercatori della Società, che hanno ottenuto risultati di primo piano in campi come quello della ricerca sul virus COVID-19. Sottolineiamo infine che la Società ha promosso attivamente la collaborazione e lo scambio scientifico tra ricercatori, organizzando nel quinquennio ben 32 conferenze, workshop tematici e scuole in campi scientifici e tecnici affini alle attività di ricerca condotte nell’infrastruttura. Operatività I risultati di cui sopra sono conseguenza dell’eccellente stato di funzionalità delle due sorgenti di luce dell’infrastruttura di ricerca. Nel quinquennio 2020-2024, le ore totali di operatività di Elettra e FERMI per gli utenti sono state rispettivamente 21.283 su 28 linee di luce per Elettra, per un totale di circa 600.000 ore utenti, e di 23.798 ore utenti per FERMI. Elettra ha dimostrato performance di stabilità, riproducibilità e affidabilità elevatissime (efficienza media del 96,3%), paragonabili o superiori a quelle delle sorgenti di luce più recenti e avanzate in Europa e nel mondo. L’alta competitività di Elettra si deve a investimenti che hanno permesso un costante aggiornamento della sorgente, che ha portato a un'estensione della vita utile fino al 31/12/2026, quando entrerà in funzione Elettra 2.0. Si nota infine che la disponibilità della luce prodotta da FERMI per gli utenti ha raggiunto il 92.9%, in netto aumento rispetto all’88,2% del periodo 2015-2019. Utilizzo da parte di utenti Il numero totale di proposte scientifiche per le linee di Elettra ricevute nel quinquennio 2020-2024 attraverso i due principali access point, ovvero quelli di Elettra e CERIC-ERIC, è stato di 5.436, in aumento del 6,6% rispetto al precedente periodo di riferimento, quando ne erano state registrate 5.069. Di queste, 2.160 sono state approvate dai rispettivi PRP e di queste oltre il 90% hanno portato ad esperimenti realizzati sulle diverse linee di luce di Elettra. Queste ricerche hanno coinvolto 23.140 ricercatori. Per quanto riguarda FERMI, il numero di proposte scientifiche presentate nel quinquennio è pari a 501, con 154 di esse approvate e realizzate. Programma di aggiornamento Elettra 2.0 Elettra 2.0 farà parte di una nuova generazione di macchine di luce (ultimate storage ring) con brillanza al limite teorico, realizzabili grazie a recenti sviluppi nella tecnologia degli acceleratori. Gli studi di fattibilità del progetto, finalizzati nel Conceptual Design Report, e successivamente nel Technical Design Report, sono stati presentati al MAC e al SAC della Società, ottenendo reazioni molto positive. Nel contempo, sono stati avviati programmi di implementazione tecnico-strumentale propedeutici alla transizione verso Elettra 2.0, sia presso le linee di luce, con vari aggiornamenti delle stazioni sperimentali, sia presso il sincrotrone, con azioni mirate di sviluppo e collaudo sulla macchina attuale. Posizionamento dell'infrastruttura nel panorama nazionale, europeo e internazionale: La sorgente di luce di terza generazione Elettra e il FEL FERMI sono state inserite originariamente dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) nel Piano Nazionale delle Infrastrutture di Ricerca (PNIR), approvato con Decreto Ministeriale n. 577 del 18 luglio 2016, nella lista delle sole undici Infrastrutture Globali d'interesse dell'Italia. Nel PNIR 2021-2027, adottato con Decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) n. 1082 del 10 settembre 2021 come parte integrante del Piano Nazionale della Ricerca (PNR), Elettra e FERMI sono state incluse tra le Infrastrutture di Ricerca (IR) di categoria europea (IR-EU). La Società ha partecipato al progetto EuroFEL, incluso nella roadmap ESFRI dal 2006, nel cui ambito la realizzazione del FEL FERMI rappresenta il contributo fondamentale. Elettra-Sincrotrone Trieste ha partecipato inoltre su mandato del MUR ad altri importanti progetti ESFRI, come ESS (European Spallation Source), ELI (Extreme Light Infrastructure) e NFFA (Nanoscience Foundries and Fine Analysis), nonché CERIC-ERIC, Euro-BioImaging e SESAME, contribuendo attivamente allo sviluppo e al potenziamento di tali infrastrutture. La Società è inoltre membro del consorzio LEAPS (League of European Accelerator-Based Photon Sources) e della Association of European-Level Research Infrastructures Facilities (ERF-AISBL). Collaborazioni e partenariato Elettra-Sincrotrone Trieste ha concluso accordi di collaborazione con più di 80 università e centri di ricerca nazionali e internazionali. I principali partner nazionali che operano con la Società sono il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) che, attraverso gli istituti CNR-IOM, CNR-ISM e CNR-IC, gestisce direttamente o in collaborazione con la Società un cospicuo numero di linee di luce e laboratori di ricerca. Partner della Società provengono anche da altri Paesi europei ed extraeuropei, tra cui il Forschungszentrum Jülich (Germania), l’International Atomic Energy Agency (IAEA), lo Indian Institute of Science di Bangalore (India), la Technical University di Graz (Austria), la Charles University di Praga (Repubblica Ceca), le Università di Maribor e di Primorksa (Slovenia), il National Institute of Material Physics di Magurele (Romania), che hanno cofinanziato la realizzazione e collaborano alla gestione di alcune linee di luce di Elettra. Altre linee di luce e laboratori sono gestiti in collaborazione con l’Università di Roma La Sapienza, l’Università degli Studi di Trieste e l’INFN.
Descrizione dell'impatto socioeconomico:
Ricerca di base e applicata: nel periodo di riferimento, Elettra-Sincrotrone Trieste ha accolto a Elettra, FERMI e negli altri propri laboratori oltre 6600 ricercatori accademici provenienti dall’Italia e dall’Europa, consentendo loro di accedere a strumentazione all’avanguardia per realizzare e pubblicare ricerche, nonché contribuire alla formazione di studenti di laurea e dottorato. L’output di queste attività non è solo quantitativamente rilevante (più di 2800 articoli pubblicati in riviste sottoposte alla peer-review), ma ha anche creato collaborazioni scientifiche, progettualità e formazione di giovani ricercatori (vedi sotto al punto c). Alcune attività progettuali hanno avuto ricadute tangibili nei campi biomedico e della salute, nonché ampia risonanza a livello nazionale e internazionale. Citiamo il progetto EXSCALATE4CoV, che ha portato alla realizzazione di protocolli innovativi di drug discovery, combinando i risultati sperimentali della cristallografia di macromolecole con applicazioni di supercalcolo e intelligenza artificiale, il progetto AVITHRAPID, finalizzato a migliorare la tempestività di reazione e la preparazione a future pandemie, identificando nuovi bersagli antivirali e sviluppando candidati preclinici ad ampio spettro, e il progetto AIRC RECQ4, che mira all'identificazione da un punto di vista strutturale, biochimico e cellulare dell’elicase RecQ4, al fine di meglio comprenderne il ruolo nello sviluppo di patologie tumorali. Trasferimento tecnologico: nel periodo 2020-2024 l’Industrial Liaison Office (ILO) ha perseguito azioni di coinvolgimento dell’industria, mettendo a disposizione delle attività di ricerca e sviluppo esterne il know-how e le risorse sviluppate nei laboratori del centro di ricerca. Sono state consolidate relazioni con 13 grandi aziende situate in Italia e all’estero, operanti nei settori dell’automotive, della chimica e dei semiconduttori. Nel settore biomedicale e farmaceutico, ILO ha instaurato collaborazioni con cinque delle dieci case farmaceutiche italiane più rilevanti per fatturato. Le ricerche di maggiore rilievo hanno riguardato sia la sintesi di nuovi farmaci che lo sviluppo di protocolli di controllo qualità. Inoltre, sono state effettuate misure per medie imprese e start-up regionali, iniziando un’azione di coinvolgimento. Notevole e continua la crescita della controllata Kyma S.p.A, che fornisce magneti permanenti e dispositivi di inserzione a laboratori e centri di ricerca internazionali ed è diventata l'azienda leader mondiale nel campo. Disseminazione: la Società ha partecipato a varie iniziative annuali nel contesto di Trieste, 'Città della Scienza' (Trieste NEXT). A livello europeo, ha partecipato a ESOF 2020 (EuroScience Open Forum), tenutasi a Trieste, che ha registrato circa 2500 partecipanti in presenza e oltre 1400 persone coinvolte in modalità remota da 52 paesi. La Società ha contribuito al successo anche del Big Science Business Forum (BSBF) 2024, tenutosi a Trieste dal 1° al 4 ottobre. Diseguaglianze: la Società ha adottato nel 2024 un Gender Equality Plan (GEP) per garantire pari opportunità e contrastare le discriminazioni, recependo i principi e i valori promossi dall'UE e dalle Nazioni Unite anche nella ricerca scientifica. Il GEP prevede selezione e sviluppo professionale imparziali, flessibilità lavorativa e programmi di formazione per promuovere equità e inclusione. Sostenibilità ambientale: È stata intrapresa un'azione di efficientamento energetico del laboratorio, collegata al progetto Elettra 2.0, in linea con i piani nazionali per la transizione energetica, di cui il più importante è il progetto di un parco fotovoltaico in una cava nelle vicinanze del sito. In parallelo, sono stati avviati studi per ottimizzare le componenti e minimizzare i consumi e le dispersioni energetiche della strumentazione installata presso le linee di luce e presso la nuova sorgente di luce. Elettra-Sincrotrone Trieste è inoltre impegnata in iniziative europee per migliorare l’efficienza energetica delle infrastrutture di ricerca. DIGITAL LEAPS, avviata nel 2020 in risposta alla pandemia COVID-19, mira a rafforzare la resilienza delle strutture della League of European Accelerator-Based Photon Sources, promuovendo lo sviluppo di tecnologie all'avanguardia, tra cui la remotizzazione delle misure.
Attività di Trasferimento tecnologico: il fatturato complessivo del periodo 2020-2024 risulta pari a €6.330.820. Molto positivo è stato l’andamento nel settore della strumentazione per sincrotroni e FEL, dove il risultante fatturato è stato pari a €3.795.246, di cui €2.752.450 per la realizzazione di grande strumentazione, ossia componenti per l’acceleratore FLASH del laboratorio DESY (Deutsches Elektronen-Synchrotron) e una stazione microtomografica per l’Università della Calabria. Si segnala che FERMI è stato il primo FEL al mondo utilizzato per una commessa commerciale, di notevole impatto anche dal punto di vista finanziario. Attività Progettuale: nel quinquennio in esame, le richieste di finanziamento sono state indirizzate a fondi regionali, nazionali, nonché ai programmi dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020 e Horizon Europe. Il successo di queste azioni è comprovato dall’approvazione di più di 40 nuovi progetti con finanziamento esterno, corrispondenti a un valore di circa 12 milioni di euro. Inoltre, Elettra-Sincrotrone Trieste è titolare del progetto “Acquisizione di beni per il potenziamento dell’infrastruttura di ricerca Elettra”, finanziato tramite il Fondo per la promozione e lo sviluppo delle politiche del Programma nazionale per la ricerca (PNR 2021-2022). Notiamo infine che la Società ha partecipato ai progetti Premiali del Fondo ordinario per gli Enti e le istituzioni di ricerca Open-Lab e PLASMAR ed è coinvolta in numerosi progetti PRIN al fianco di importanti enti di ricerca e università italiane.
Eventuali indicatori attestanti l'impatto:
Gli indicatori qui presentati sono tratti dalla Relazione Generale sulla Gestione della Società, presentata annualmente all’assemblea dei Soci come parte del documento di bilancio che viene successivamente inviato al MUR. Ore totali di funzionamento di Elettra, inclusi turni di fisica di macchina. • Totale ore ore di funzionamento di Elettra nel periodo 2020-2024: 25.961, di cui 21.283 dedicate a utenti su 28 linee di luce, per un totale di circa 600.000 ore utenti. Ore totali di funzionamento di FERMI, inclusi turni di fisica di macchina. • Totale ore di funzionamento di FERMI nel periodo 2020-2024: 27.008, di cui 23.798 dedicate agli utenti Efficienza di Elettra (calcolata includendo le interruzioni dovute a eventi esterni come temporali e interruzioni di funzionamento della rete elettrica) • Media dell’efficienza di funzionamento di Elettra nel periodo 2020-2024: 96.3% Efficienza di FERMI: • Effettiva disponibilità di FERMI durante l’operazione utenti rispetto al tempo programmato nel periodo 2020-2024: 92.9% Numero di linee di luce di Elettra aperte agli utenti • Nel periodo 2020-2024: 28 (2020-2023), 27 (2024), in contemporanea Numero di linee di luce e laboratori di FERMI aperte agli utenti • Nel periodo 2020-2024: 5 in funzionamento alternato sequenziale, 1 in parallelo e 2 laboratori off-line. proposte scientifiche per l’utilizzo delle linee di luce di Elettra • Numero totale di proposte scientifiche per le linee di luce di Elettra ricevute attraverso l’access point societario nel periodo 2020-2024 4.370 (inviate); 1.689 (approvate); 1.758 (programmate); 1.527 (completate); numero di partecipanti coinvolti: 18.544. • Numero totale di proposte scientifiche per le linee di luce di Elettra ricevute attraverso l’access point CERIC-ERIC nel periodo 2020-2024: 1.066 (inviate); 471 (approvate); 549 (programmate); CERIC-ERIC non dispone del dato di proposte completate; numero di partecipanti coinvolti: 4.596. Proposte scientifiche per l'utilizzo delle linee di luce di FERMI • Numero totale di proposte scientifiche per le linee e i laboratori di FERMI presentate per il quinquennio 2020-2024: 501. • Numero totale di proposte scientifiche utenti per le linee e i laboratori di FERMI realizzate nel periodo 2020-2024: 154. Numero di accessi di utenti esterni per l'uso delle linee di luce di Elettra • Numero di accessi totale e medio per l’utilizzo delle linee di Elettra nel periodo 2020-2024: 5969. Numero di accessi di utenti esterni per l'uso delle linee di luce di FERMI • Numero di accessi totale e medio per l’utilizzo delle linee di FERMI nel periodo 2020-2024: 631. Pubblicazioni sottoposte a peer-review (articoli su riviste in parentisi) a seguito di ricerche condotte presso i laboratori e/o da personale della Società • Totale nel quinquennio 2020-2024: 2893 (2841) Conferenze e workshop organizzati da Elettra-Sincrotrone Trieste • Totale nel quinquennio 2020-2024: 32 Attività ILO periodo 2020-2024: • totale di offerte preparate: 352 • totale di commesse eseguite: 298 • Fatturato complessivo: €6.330.820 Settore Materiali ed Energia • Numero di aziende (grandi aziende) coinvolte: 13 (7) • Fatturato: €770.400 Settore Biomedicale e farmaceutico: • Numero di aziende (grandi aziende) coinvolte: 22 (11) • Fatturato: € 628.740 Vendita di strumentazione per sincrotroni e FEL • Fatturato: € 3.795.246
Eventuali pubblicazioni riferibili all'infrastruttura:
Si forniscono: • le ultime 4 edizioni dei report annuali sull'infrastruttura (Elettra Highlights); • l'elenco di tutti le articoli scientifici associati a proposte scientifiche eseguite nell'infrastruttura di ricerca e pubblicati nell'intervallo temporale di riferimento 2020-2024; • l'elenco delle conferenze e meeting organizzati; • il catalogo dei servizi offerti dall'attività Industrial Liaison Office.

Denominazione infrastruttura: Euro-Argo ERIC European Research Infrastructure Consortium for observing the ocean and better understanding and predicting its role in the climate system and its health. (European contribution to the Argo programme)

Denominazione infrastruttura: European Marine Biological Resource Centre EMBRC-ERIC
Ruolo della struttura proponente: Coordinatore dell'infrastruttura
Istituti di riferimento: Dipartimento Biologia ed Evoluzione degli Organismi Marini, Dipartimento Biotecnologie Marine Ecosostenibili, Dipartimento Conservazione Animali Marini e Public Engagement, Dipartimento Ecologia Marina Integrata, Dipartimento Infrastrutture di Ricerca per le Risorse Biologiche Marine
Area scientifica: Health&Food
Parole chiave: Health and Food, Biologia Funzionale, Biologia Marina, Biotecnologia blu, Risorse biologiche, Accesso agli ecosistemi, Strutture sperimentali, Piattaforme tecnologiche, ERIC
Breve storia dell'infrastruttura:
Il Centro Europeo per le Risorse Biologiche Marine (EMBRC-rientra all’interno del Consorzio di Infrastruttura di Ricerca Europea (ERIC). EMBRC-ERIC è un’Infrastruttura di Ricerca Distribuita su scala paneuropea, coinvolgendo più di 80 enti ed istituzioni scientifiche ed accademiche focalizzate sulla biologia, l'ecologia e le biotecnologie marine, fornendo servizi avanzati per la ricerca di biologia marina, la gestione delle risorse biologiche marine e l'innovazione tecnologica. L’ERIC consente la collaborazione tra diversi enti e istituti, che operano come nodi interconnessi all'interno di una rete, condividendo risorse, competenze e servizi. L'obiettivo principale è quello di supportare la ricerca di base e applicata nel settore marino, facilitando l'accesso alle risorse biologiche marine, ai dati e alle tecnologie innovative per ricercatori, università, istituti di ricerca e aziende. EMBRC-ERIC promuove la cooperazione internazionale e la condivisione di conoscenze scientifiche per rispondere a sfide globali, come la sostenibilità ambientale, i cambiamenti climatici e la conservazione della biodiversità marina. Il concetto di EMBRC ha avuto origine nel FP6 Marine Genomics Europe (2004-2008), finalizzato a familiarizzare il personale di ricerca presso gli istituti di biologia marina con le tecniche di genomica. È stato ulteriormente sviluppato nel progetto FP7 "Assembly of European Marine Biological Laboratories" (ASSEMBLE; 2009-2014), per creare una rete di stazioni chiave di ricerca biologica marina in tutta Europa per consentire ai biologi di studiare gli ecosistemi marini e i loro organismi utilizzando approcci avanzati nella biologia moderna. Nel 2008, EMBRC entra a far parte della Roadmap ESFRI. La Commissione Europea ha finanziata una prima preparatory phase project (ppEMBRC) dal 2011 al 2014. Il principale resultato di questa fase preparatoria è stato un Memorandum of Understanding (EMBRC MoU) tra sette Stati membri dell'UE (Belgio, Francia, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Regno Unito) e due paesi associati (Israele e Norvegia) per la creazione di una struttura legale, stabilita poi nel 2015 con sede a Parigi. Successivamente con Decisione di Esecuzione (UE) 2018/272 della Commissione del 20 febbraio 2018 (notificata con il numero C 2018 826) “To recognise EMBRC as an European Research Infrastructure Consortium (ERIC)” EMBRC viene riconosciuta come una ERIC distribuita, con sede amministrativa presso la Sorbonne Université (SU) – Paris, France, a cui aderiscono nove paesi (Belgio, Francia, Grecia, Israele, Italia, Norvegia, Portogallo, Regno Unito e Spagna). Nell fra tempo il Regno Unito si a dimesso mentre Svezia è diventato full partner. In seguito, nel 2018, ad EMBRC-ERIC viene riconosciuto lo status di ESFRI Landmark . Ad oggi i servizi sono forniti da 77 siti, tra cui diverse stazioni e istituti marini, situati in 9 Stati membri.
Descrizione delle modalità di funzionamento:
EMBRC-ERIC con Headquarter (HQ) a Parigi costituisce il centro di controllo della gestione dell’intera infrastruttura di ricerca (IR) distribuita con un direttore esecutivo ed un segretariato, rappresentante esecutivo e legale dell'EMBRC che dirige la segreteria dell'EMBRC ed è responsabile della gestione generale e dell'amministrazione dell'EMBRC. È costituito un comitato consultivo per la scienza e l'innovazione composto da esperti del mondo accademico e dell'industria, eletti dall'Assemblea generale, il cui ruolo è quello di consigliare l'Assemblea generale e la Direttiva esecutiva su questioni strategiche. Il Comitato dei nodi funge da collegamento tra EMBRC HQ e i partner nazionali, assicurando che le decisioni prese dal GA siano implementate a livello nazionale. Fornisce inoltre consulenza su questioni tecniche e di sviluppo. EMBRC ha gruppi di lavoro su diverse tematiche quali bioprospecting, e-Infrastructure, accesso e condivisione dei benefici (ABS) e comunicazioni; EMO BON Operational Committee. Questi gruppi si incontrano regolarmente e forniscono preziosi input sulla strategia e le attività di EMBRC nelle aree pertinenti. Su scala nazionale EMBRC-IT è strutturata in Joint Research Unit (JRU) con un coordinatore, liaison officer e un JRU manager che si interessano di aspetti di governance e gestionali del Nodo e le relazioni con il partenariato. EMBRC-IT si riunisce una volta all’anno in una GA ed una riunione dell’Executive Committee (EC). La governance del Nodo, a diversi livelli, si interessa del coordinamento, partecipazione e gestione delle attività su scala nazionale in interfaccia continuo con l’HQ.
EMBRC offre servizi in loco e da remoto per la ricerca marina in biologia, ecologia e biotecnologia nei paesi membri. I destinatari includono istituzioni accademiche, aziende private, decisori politici e ONG. L'accesso ai servizi può avvenire tramite: Proposte progettuali congiunte, Call di User Access, Call per Trans National Access (TNA), Richieste di accesso a servizi specialistici. Le richieste di servizio vengono valutate per idoneità, fattibilità ed etica. EMBRC-ERIC può agire su richiesta o come partner di progetto per risolvere problemi tecnici. I costi di accesso possono essere coperti dall'utente o finanziati da agenzie esterne. Al termine della valutazione positiva, viene firmato un User Access Contract (UAC) e il servizio viene erogato. L'utente mantiene la proprietà esclusiva dei risultati ottenuti.
Dopo l'invio di proposte di ricerca o richieste di servizi, il responsabile dell'accesso verifica la conformità della richiesta con la mission e la politica etica dell'EMBRC. Se approvata, i responsabili dell'accesso locali presso i siti verificano la fattibilità della richiesta e discutono i dettagli tecnici, i tempi e i costi del progetto con il richiedente. Se l'utente paga i costi dei servizi forniti, il responsabile dell'accesso locale negozia un UAC, che, previo accordo, viene firmato da entrambe le parti, l'utente visita il sito ed esegue il lavoro o il servizio richiesto . Nel caso in cui il finanziamento dell'accesso sia fornito da agenzie di finanziamento, i controlli di conformità e fattibilità delle proposte sono come sopra menzionato. Quelle che superano la valutazione (comitato di valutazione scientifica indipendente e a maggioranza esterna per il loro merito scientifico e l'impatto previsto) sono accettati in base al ranking fino all'esaurimento del finanziamento assegnato alla specifica chiamata.
Il sito web di EMBRC-ERIC indirizza i candidati verso stazioni partner o infrastrutture di ricerca in vari paesi, come l'Italia, dove il sito EMBRC-IT offre un database consultabile per categorie, con descrizioni, esempi, elenchi di servizi e contatti locali per maggiori dettagli. Le proposte vengono inviate tramite il sistema ARIA, in una procedura guidata di 7 fasi che include la selezione dei servizi, l'aggiunta di specifiche e membri del team, e l'accettazione di termini e condizioni. Una volta accettata la proposta, si firma un UAC e l'accesso viene organizzato dal responsabile locale, che fornisce supporto in loco. Eventuali collaborazioni scientifiche tra utenti e ricercatori locali possono essere concordate, se richieste, quando la proprietà intellettuale o le conoscenze locali sono essenziali. Le procedure seguono l'esperienza accumulata nei progetti ASSEMBLE e ASSEMBLE plus.
EMBRC-ERIC sottolinea l'importanza di una gestione responsabile dei dati di ricerca attraverso un solido Data Management Plan (DMP). I dati generati sono suddivisi in tre categorie: Dati di progetti pubblici: prodotti durante ricerche pubbliche condotte presso EMBRC-ERIC e finanziati operativamente dai progetti. Dati sotto l'ombrello EMBRC: derivanti da progetti con finanziamenti variabili (europei, nazionali, regionali o locali) esplicitamente connessi ad EMBRC e ai suoi partner. Dati istituzionali: dati a lungo termine raccolti dagli istituti partner e inclusi nell'offerta di servizi EMBRC. I dati di tipo 1 e 2 sono definiti come "foreground", direttamente generati dalle attività EMBRC, mentre quelli di tipo 3 sono "background", già esistenti prima dei progetti EMBRC. EMBRC-ERIC aderisce ai principi di FAIR data per garantire trasparenza e accessibilità, stabilendo responsabilità chiare nel DMP per la gestione dei dati.
Descrizione del profilo di sostenibilità:
EMBRC adotta il modello di governance ERIC, con sede centrale (HQ) presso l'Università della Sorbona a Parigi. Gli stati membri (Belgio, Francia, Grecia, Israele, Italia, Norvegia, Portogallo, Spagna e Svezia) sono rappresentati da nodi nazionali, ciascuno guidato da un team di coordinamento centrale. La governance generale è affidata all’Assemblea Generale (GA), composta da due delegati per stato membro (uno scientifico e uno istituzionale), che definisce la strategia, la governance e lo sviluppo scientifico, e nomina un Direttore Generale. Quest’ultimo guida il segretariato e si avvale del Committee of Nodes (CoN) per implementare operativamente le decisioni della GA nei nodi nazionali. In Italia, EMBRC-IT è stato avviato nel 2016 con una Joint Research Unit (JRU) che ha incluso SZN come hub centrale, oltre a CNR, OGS e CoNISMa. Dal 2021, una nuova JRU coordina 16 partner sotto la guida della SZN. La governance italiana è affidata alla GA italiana, con due delegati per partner, e a un Comitato Esecutivo di 9 membri che coordina le attività, valutando e includendo servizi nell'offerta di EMBRC-IT e dell'ERIC.
I Nodi nazionali versano una quota annuale pari a circa 73 mila euro quale adesione ad EMBRC-ERIC. A livello nazionale è stato adottato l’Articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204. Per emanazione di un Decreto di concessione annuale, il MUR ripartisce dei budget per le iniziative specifiche per attività di ricerca a valenza internazionale (ERIC). Importi che garantiscono in quota maggioritaria la sostenibilità dell’infrastruttura nazionale di EMBRC-IT. Questo permette il mantenimento del networking e del partenariato della JRU dando inoltre la possibilità mi fornire accessibilità ai servizi attraverso il finanziamento di TNA/User Access e ad accessibilità ai partner a costi di servizi ribassati. Altri importi provengo dalla partecipazione a progetti nazionali, europei e committenti esterni, in quota parte minoritaria.
Il modello di rendicontazione seguito dall’EMBRC-IT è quello suggerito dal MUR per quanto riguarda la rendicontazione delle somme annue stanziate. La rendicontazione economico-finanziaria è quella descrittiva tecnico-scientifica vengono prodotte annualmente ed inoltrate tramite apposita piattaforma ministeriale.
Le risorse impiegate nella JRU sono quelle relative il management e coordinamento del Nodo e la comunità scientifica di riferimento del partenariato attraverso i Local Access Officer (LAO) di ogni partner, membri della EC ed i ricercatori e tecnologi coinvolti delle collaborazioni scientifiche per le ricerche e gli Access di volta in volta in corso. Ulteriori collaborazioni sono in atto con i ricercatori ed i manager dei Nodi nazionali degli altri paesi membri e con l’HQ di EMBRC-ERIC.
Descrizione dei risultati e dell'impatto scientifico:
Un accesso più efficiente degli utenti a EMBRC-IT è stato facilitato tramite il sito Web di accesso, che ha consentito a un gran numero di utenti di accedere alle strutture e ai modelli marini da un'ampia varietà di ecosistemi. Ciò ha portato a un migliore accesso alle strutture di ricerca marina del consorzio, tramite lo sviluppo di procedure di domanda migliorate e una revisione tempestiva dei progetti. Per tutta la sua durata, il progetto ha fornito regolari chiamate di TransNational Access (TNA) per l'accesso che sono state promosse tramite canali di comunicazione appropriati e aumentando la visibilità complessiva dei servizi disponibili per l'accesso tramite queste chiamate TA. Lo sviluppo di sinergie e capacità complementari da parte di EMBRC-IT, fornendo così servizi armonizzati, è stato ottenuto tramite le Joint Research Activities (JRA) in ASSEMBLE Plus, ad esempio, sul miglioramento della disponibilità dei dati derivante dall'accesso all'ecosistema, sullo sviluppo di strumenti genomici funzionali e sull'adattamento delle strutture sperimentali alle esigenze degli utenti. Le JRA hanno richiesto l'apporto di competenze complementari dai partner del progetto insieme a collaboratori esterni (e progetti TNA) per implementare le attività di ricerca. Anche i progetti TNA, ad esempio, in ASSEMBLE Plus hanno migliorato il coordinamento tra i servizi di accesso all'ecosistema, fornitura di risorse biologiche, strutture sperimentali, piattaforme tecnologiche ed e-service per fornire agli utenti flussi di lavoro senza intoppi, garantendo così risultati di ricerca di alta qualità. L'impatto è stato inoltre facilitato attraverso corsi di formazione, scambi di personale e workshop. Le tecniche sviluppate in queste JRA sono attualmente disponibili per la comunità scientifica e sono state integrate nell'offerta di servizi di EMBRC-ERIC e in particolare di EMBRC-IT. Promuovere l'innovazione attraverso una partnership di organizzazioni di ricerca con l'industria: maggiore consapevolezza del settore privato delle piattaforme e delle competenze a loro disposizione all'interno dell'ERIC e, per l'Italia, nella JRU. Un messaggio da tenere a mente è che l'industria generalmente non accede direttamente ai servizi EMBRC, ma tramite utenti accademici (studenti di dottorato, ricercatori) che lavorano in partnership tra settore pubblico e privato. Inoltre, gli scienziati in visita utilizzano i risultati degli studi pilota condotti durante il loro TNA condotto presso i partner JRU, come prova sperimentale di concetto convalidata in laboratorio (Technology Readiness Level (TRL) 4) per un ulteriore sviluppo nelle collaborazioni con l'industria per spingerle ulteriormente verso l'alto nella scala TRL. Migliorata disponibilità di dati biologici marini a lungo termine: all'interno di EMBRC-ERIC ha organizzato tra le sue stazioni partner in tutta Europa l'European Marine Omics Biodiversity Observation Network (EMO BON; https://www.embrc.eu/services/emo-bon), un osservatorio omico a lungo termine della biodiversità marina. Lanciato nel 2021, migliora il contributo europeo agli sforzi di osservazione genomica globale, colma le lacune nell'osservazione biologica e offre approfondimenti sulla composizione genetica della biodiversità marina. Il suo obiettivo principale, garantire una generazione costante e continua di dati "di base" sulla biodiversità nei siti EMBRC seguendo i principi dei dati FAIR, fornisce all'Europa un mezzo per monitorare e comprendere la sua biodiversità marina facilitando lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi per la società. EMO BON prosegue l'iniziativa Ocean Sampling Day (OSD), un progetto bottom-up di citizen science, e il progetto MicroB3 depositando i dati FAIR nell'European Nucleotide Archive (ENA) e i metadati in Pangea, fornendo così una sede a lungo termine per questi progetti finanziati dall'UE. L'osservatorio a lungo termine basato sul DNA aiuta ad aumentare la qualità e la disponibilità dei dati biologici marini generati in Europa. Ciò sarà ottenuto non solo attraverso l'implementazione di protocolli rigorosi, ma anche attraverso l'uso di metadati standardizzati sia per i dati genomici che per quelli ambientali. Ulteriori informazioni sull’impatto dell’EMBRC-ERIC si trovano nell’Annual Report 2023 “Sustainable Science for a Brighter Future” https://www.embrc.eu/default/files/publications/EMBRC_annual_report_23.pdf
Descrizione dell'impatto socioeconomico:
Le attività di EMBRC-Italia hanno contribuito al miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente, promuovendo un maggiore impegno nella ricerca e nella conservazione degli ecosistemi marini. I progetti di ricerca portati avanti all’interno del Nodo e grazie al TNA calls di ASSEMBLE Plus e di JRU EMBRC-IT hanno potuto affrontare temi legati alla biodiversità, ai cambiamenti climatici e alla gestione delle risorse marine, impattando positivamente la salute ambientale. Riduzione delle disuguaglianze EMBRC-Italia, attraverso le sue attività di ricerca, ha promosso l'inclusione sociale, dando l'opportunità a ricercatori provenienti da contesti diversi di accedere alle risorse e alle competenze necessarie per condurre ricerche di alta qualità. La possibilità di beneficiare delle “Access call” ha garantito l'accesso alle strutture anche a realtà meno privilegiate o in situazioni di scarsa disponibilità di risorse, riducendo le disuguaglianze nel campo della ricerca scientifica. Nel valutare il merito scientifico dei progetti TNA proposti in ASSEMBLE Plus, la commissione scientifica ha preso in considerazione anche il genere e la fase di carriera dei proponenti; è stata data la preferenza agli scienziati all'inizio della carriera (studenti di dottorato e post-doc, ca. 25%) e alle scienziate, a parità di merito scientifico.
L'infrastruttura di EMBRC-Italia ha generato benefici economici attraverso l'utilizzo delle sue strutture e dei suoi servizi da parte di ricercatori, istituzioni coinvolte. La cessione di servizi di accesso a ecosistemi marini, piattaforme tecnologiche e strutture sperimentali ha rappresentato una fonte scambio per l'infrastruttura con il supporto economico ai ricercatori, ha rafforzato il valore delle attività di EMBRC-Italia, consolidando il suo ruolo di hub scientifico di eccellenza. Grazie al suo ruolo di hub centrale in EMBRC-IT e partner in EMBRC-ERIC, SZN è stato il partner capofila italiano nel H2020-INFRAIA-2016-2017 “ASSEMBLE Plus” che ha fornito 1.197K€, di cui 452K€ sono stati spesi per TNA a SZN e alle sue terze parti nella JRU. L'impatto economico dei progetti TNA sta nel fatto che hanno fatto ampio uso delle attrezzature acquistate da SZN con fondi del MUR. Fornire agli utenti esterni l'accesso ai vari servizi, risorse biologiche, piattaforme e strutture si traduce in un uso più intensivo e variegato, che migliora l'efficienza del suo utilizzo. La riduzione dei tempi di inattività degli strumenti (inattività) distribuisce i costi fissi dei costi operativi su più utenti. Vantaggio per gli utenti: i costi unitari di utilizzo diminuiscono; vantaggio per il fornitore di accesso, migliore recupero dei costi di investimento.
Eventuali indicatori attestanti l'impatto:
L’elevato impatto scientifico e socio-economico di EMBRC può essere confermato dalla partecipazione a diversi grandi consorzi europei che hanno sottomesso e calls europei per progetti di ricerca volti allo sviluppo di super-infrastrutture di ricerca europea, mettendo a sistema diverse Infrastrutture di Ricerca con lo scopo di ridurre la frammentazione e favorire la cooperazione tra le diverse Infrastrutture di Ricerca della Roadmap ESFRI. I progetti sono stati finanziati dalla Commissione Europea nel programma quadro Horizon Europe e permetteranno di sviluppare nuovi servizi, aumentare le capacità di training. a. Indicatori di breve periodo (1-2 A) Access Quantitativo: - 92 ricercatori in 60 progetti hanno avuto accesso ai servizi di EMBRC-Italia tramite ASSEMBLE Plus. Gli utenti provenivano da tutta Europa e oltre (Israele, Giappone, Brasile, Cile, USA). - 16 ricercatori in 16 progetti approvati e beneficiari del Grant 1°User Access Call di EMBRC-IT (Giappone, Canarie, Francia, Grecia, Italia).; - 53 Accessi per le attività in collaborazione con il TREC (Traversing European Coastlines) EMBL. Qualitativo: da tutte le scienze della vita ma prevalentemente dalle scienze biologiche marine. I progetti includevano biodiversità e funzionamento degli ecosistemi delle comunità marine, incluso l'impatto di fattori di stress ambientali. Tra i siti Italiani disponibili per l'accesso, molti sono unici per l'ERIC. EMBRC-IT fornisce accesso agli ecosistemi delle barriere coralline nell'Oceano Indiano presso MarHE alle Maldive (Bicocca Milano), agli ecosistemi intertidali nella Laguna di Venezia (ISMAR-CNR), agli ecosistemi di bassa temperatura nello Stretto di Messina (IRBIM-CNR) e alle ‘cold seeps’ vulcaniche a Ischia (SZN) come ecosistemi modello per studiare il nostro futuro oceano. Investimenti Quantitativo: volume di investimenti attratti da EMBRC-Italia • Horizon Europe: Partecipazione a progetti europei come membri individuali di EMBRC-IT e possibilità di coinvolgere facilmente gli altri membri della JRU come “Affiliated Entities”; • PON 2007-2013: Azioni sul «Potenziamento strutturale» • POR 2014-20: Azioni su «Accesso alla progettualità H2020» • PON PRIMA “Potenziamento Ricerca e Infrastrutture Marine (EMBRC–IT)”, budget 14.880.537,12 €; • EMBRC-UP “Unlocking the Potential for health and food from the seas”, PNRR M4C2I3.1, implementazione EMBRC-IT, budget 20.495.193,76 €; • H2020-INFRAIA-2016-2017 “ASSEMBLE Plus • HORIZON-INFRA-2023-DEV-01-04: EUREMAP- European Research Infrastructure for Marine Bioprospecting. SZN budget: 227.495 €¨ partner: SZN • HORIZON-INFRA-2023-SERV-01: AQUASERV -Research infrastructure services for sustainable aquaculture, fisheries and the blue economy. Budget SZN: 234.625 € partner SZN • HORIZON-INFRA-2023-SERV-01: IRISCC - Integrated Research Infrastructure Services for Climate Change risks. Budget SZN: 89.735 € partner SZN Qualitativo: Implementazione dell’IR di EMBRC-IT attraverso l’acquisizione di strumentazione scientifica da altamente performante nell’ambito della ricerca in biologia, ecologia e delle biotecnologie marine. Implementati: potenziale di risoluzione della microscopia; l’accessibilità al pubblico e alla comunica scientifica di riferimento (e.g. il sistema di posizionamento dinamico, l’apparato di stabilizzazione giroscopica, il sistema di propulsione ibrida, il Multibeam ed il ROV, batiscafo, Data Center; AUV). b. Indicatori di medio periodo (3-5 A) Pubblicazioni Quantitativo: Delle 1067 pubblicazioni che riconoscono il supporto di ASSEMBLE Plus, 171 provengono da autori che hanno svolto attività di TNA presso SZN, ISMAR-Venezia o IRBIM-Messina, e 39 appartengono al personale SZN (attività di TNA altrove, in collaborazione con visitatori dell'attività di TNA o nel contesto della JRA). 4 pubblicazioni prodotte durante le fasi progettuali di implementazione dell’IR con il PON PRIMA; 4 pubblicazioni e 2 poster provenienti dalle attività incorso di ultimazione del progetto EMBRC-UP. Qualitativo: Dei 92 utenti TNA che hanno visitato SZN, ISMAR e IRBIM, 15 sono scienziati estremamente produttivi, ognuno dei quali ha pubblicato oltre 20 articoli sottoposti a revisione paritaria nel periodo 2020-2024, molti su riviste ad alto impatto, numerosi articoli con un numero elevato di citazioni (>20) e quindi di impatto elevato di per sé. La maggior parte degli utenti erano studenti di dottorato o early-career. In fase di elaborazione dati e stesura da parte degli User e della comunità scientifica di riferimento coinvolta di abstract per conferenze ed articoli sulle attività di ricerca svolte ed in svolgimento grazie all’accessibilità dei servizi dell’IR EMBRC-IT (e.g. EMBRC-UP; 1°User Access Call). Non sono disponibili Spin-off c. Indicatori di lungo periodo (6-10 A) Capacità di auto-sostenibilità e indipendenza finanziaria Quantitativo: Quale infrastruttura di ricerca nell’ambito marino, la principale fonte di finanziamento è costituita dalla partecipazione progettualità nell’ambito di ricerca biologica, in modo efficace grazie alla membership EMBRC-ERIC, che si va sommando alla disponibilità dei budget stanziati dal MUR. Queste somme così costituiscono circa il 70% del sostentamento dell’infrastruttura. Una restante percentuale, ulteriormente da implementare, è garantita dagli accessi ai servizi. Qualitativo: Per garantire la sostenibilità dell’infrastruttura per almeno la prossima decade si sta valutando una strategia programmatica e la definizione di un business plan del JRU EMBRC-IT. Impatto occupazionale e formazione di competenze avanzate Quantitativo: Studenti PhD 34, Dottori di Ricerca 38, Tecnici, 28. Il management del Nodo EMBRC-IT ha visto la professionalizzazione di personale poi coinvolto anche altrove (e.g. LifeWatch Italia, presso l’HQ di EMBRC-ERIC, e presso l’APRE) nonché internamente ad SZN. Inoltre grazie all’implementazione dell’infrastruttura, personale tecnico è stato assunto per lo sviluppo, l’uso ed il mantenimento dei servizi prestati all’interno dall’IR. Grazie ai budget del progetto Capitale Umano e EMBRC-UP per l’implementazione di EMBRC-IT sono stati formati PhD e borsisti a supporto dell’IR e delle attività di ricerca correlate. Qualitativo: La stragrande maggioranza degli scienziati e dottorandi all'inizio della carriera che hanno usufruito di TNA (sia stranieri in visita a SZN, ISMAR e IRBIM, sia studenti italiani in visita ad altri paesi) ha espresso il proprio entusiasmo per le possibilità offerte da TNA. L'esperienza di uscire dalla propria zona di comfort, di vivere e lavorare all'estero, di interagire con ricercatori e studenti altrove, di vedere come le cose possono essere fatte in modo diverso. Molti hanno affermato di aver raccolto i propri dati durante TNA per usarli come prova di concetto per proposte di ricerca (ad esempio, MSC, EMBO). Degli scienziati all'inizio della carriera che hanno visitato SZN, ISMAR e IRBIM, uno è stato assunto in una posizione permanente presso SZN (MV Modica). Un totale di 23 visitatori dal loro TNA si sono impegnati in una collaborazione continuativa con lo staff di SZN e ISMAR, influenzando così positivamente l'internazionalizzazione degli istituti partecipanti. Nel dipartimento RIMAR alla SZN, 13 tecnologi e 26 collaboratori TER sono impiegati di fornire servizi a User EMBRC, mentre nell’amministrazione generale 13 membri del personale sono dedicati a gestire le procedure TA con grande professionalità.

Denominazione infrastruttura: Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN
Ruolo della struttura proponente: Coordinatore dell'infrastruttura
Istituti di riferimento: Laboratori Nazionali del Gran Sasso
Area scientifica: Physical Sciences and Engineering
Parole chiave: Astroparticle physics, Neutrinos, Neutrinoless Double Beta Decay, Dark Matter, Nuclear Astrophysics, Underground Physics, Low Background, Radio-purity, Cryogenics, Infrastrutture tecnologiche
Breve storia dell'infrastruttura:
I Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) sono universalmente riconosciuti come la più importante infrastruttura di ricerca sotterranea al mondo. Situati sotto il massiccio del Gran Sasso, i LNGS offrono un ambiente schermato dalla radiazione cosmica, condizione essenziale per lo studio di fenomeni rari in fisica delle particelle, cosmologia e astrofisica. L’idea di creare un laboratorio sotterraneo si deve al Prof. Antonino Zichichi, al tempo Presidente dell’INFN, che la presenta alla Commissione Lavori Pubblici del Senato nel 1979. Dopo un’intensa fase di progettazione, nel 1982 iniziano i lavori di costruzione, che si concludono nel 1987. Nel 1989 ai LNGS inizia l’attività scientifica con la presa dati del primo esperimento, MACRO, concepito per la ricerca di monopoli magnetici, si rivela importante per lo studio dei raggi cosmici e dei neutrini atmosferici, contribuendo con misure decisive alla conferma del fenomeno dell’oscillazione dei neutrini. Negli anni successivi, i laboratori attraggono collaborazioni internazionali e ospitano nuovi esperimenti innovativi, tra i quali GALLEX, che fornisce risultati fondamentali sullo studio del “problema dei neutrini solari". Negli anni ‘90, i LNGS si affermano come un punto di riferimento globale, con un’espansione delle attività di ricerca e il coinvolgimento di una comunità scientifica internazionale sempre più ampia. Un esperimento di grande rilievo avviato in questo periodo è BOREXINO, un rivelatore dedicato alla misura in tempo reale dei neutrini solari. Dopo anni di sviluppo, BOREXINO entra in funzione negli anni 2000, fornendo misure cruciali sul flusso di neutrini e confermando le previsioni del Modello Solare Standard. Parallelamente, i LNGS potenziano le loro infrastrutture e migliorano le condizioni operative per supportare esperimenti su larga scala. Inoltre si crea un primo nucleo del gruppo di fisica teorica che partecipa all'interpretazione dei dati sperimentali. Negli anni 2000 i LNGS ospitano una delle più ambiziose collaborazioni con il CERN: il progetto CNGS (CERN Neutrinos to Gran Sasso), che ha inviato un fascio di neutrini muonici dal CERN di Ginevra ai rivelatori OPERA e ICARUS nei laboratori del Gran Sasso. L’esperimento OPERA ha ottenuto un risultato storico nel 2010, osservando la prima trasformazione di un neutrino muonico in un neutrino tau, confermando il fenomeno dell’oscillazione dei neutrini. I LNGS entrano poi in una fase di consolidamento e maturità operativa. Esperimenti come GERDA, CUORE e XENON pongono il laboratorio all’avanguardia nella ricerca di fisica fondamentale. GERDA e CUORE affinano la ricerca sul decadimento doppio beta senza neutrini, mentre XENON si distingue per i suoi limiti sempre più stringenti sulla rilevazione diretta della materia oscura. Negli ultimi anni, i LNGS hanno rafforzato le infrastrutture tecnologiche con la Bellotti Ion Beam Facility (IBF), un acceleratore di ioni leggeri per studiare le reazioni nucleari di interesse astrofisico, e la Nuova Officina Assergi (NOA), una facility per la produzione di fotorivelatori ultra-puliti a servizio degli esperimenti. Tra gli sviluppi futuri più significativi figurano CUPID e LEGEND, che rappresentano l’evoluzione delle ricerche sul doppio decadimento beta senza emissione di neutrini per raggiungere sensibilità senza precedenti e DARKSIDE, un esperimento di nuova generazione che utilizza argon liquido ultra-puro per la ricerca diretta di particelle di materia oscura. Attualmente, i LNGS si trovano in una fase di piena operatività e aggiornamento tecnologico continuando a svolgere un ruolo essenziale nella fisica delle particelle, nella cosmologia e nella fisica astroparticellare. Nuove sfide scientifiche, stanno guidando l’evoluzione dei LNGS. La capacità di adattarsi a queste nuove frontiere, combinata con il continuo sviluppo di tecnologie, garantisce il ruolo strategico dei LNGS nel panorama della ricerca internazionale.
Descrizione delle modalità di funzionamento:
I LNGS si avvalgono di organi di controllo scientifico e tecnico per garantire una valutazione continua dei Progetti Scientifici durante il loro ciclo di vita. Comitato Scientifico (CS): organo di controllo scientifico con il compito di assistere il Direttore fornendo pareri e proposte riguardanti le direttive scientifiche dei laboratori, l’approvazione degli esperimenti, e la gestione delle risorse e degli spazi disponibili, in linea con le direttive del Direttore. Istituito in accordo con l'art. 24 dello Statuto dell'INFN, il Comitato è composto da eminenti figure scientifiche selezionate dalla comunità internazionale e nazionale, e viene nominato dal Presidente dell'INFN su indicazioni del Direttore. Partecipa come osservatore il Presidente della Commissione Scientifica INFN che finanzia la ricerca in Astroparticle. Il CS è eventualmente supportato da Program Advisory Committees (PAC), incaricati della valutazione delle proposte scientifiche che intendono utilizzare le facility dei LNGS, come ad esempio la Bellotti IBF. Facility Committee (FC): organo di controllo tecnico con il compito di esaminare le richieste e i requisiti tecnici dei progetti scientifici, verificandone la compatibilità e la fattibilità con l'infrastruttura tecnica dei LNGS. Il FC partecipa attivamente a tutti i processi di monitoraggio continuo delle diverse fasi degli esperimenti per identificare e risolvere eventuali discrepanze rispetto agli accordi stabiliti. Presieduto dal Direttore, il Comitato è formato dai responsabili dei seguenti dipartimenti: Divisione Ricerca, Divisione Tecnica, Servizio Ambiente e Sostenibilità, e Servizio Prevenzione e Protezione.
I LNGS hanno implementato un Sistema di Gestione Esperimenti per supportare collaborazioni e gruppi sperimentali nella realizzazione di progetti, a partire dalla sottomissione della proposta fino alla fase di decommissioning. Questo sistema dettaglia accuratamente il processo di approvazione e monitoraggio di un nuovo progetto scientifico, che varia a seconda della sua tipologia e coinvolge diverse figure chiave, tra cui il Direttore, il CS, il FC, i Program Advisory Committees (PAC) e il Servizio di Coordinamento Tecnico. Per la proposta di un nuovo esperimento le collaborazioni si avvalgono della procedura illustrata in Fig. H1: è richiesta una serie di documenti sempre più dettagliati, a partire dalla Letter of Intent, proseguendo con il Conceptual Design Report e per finire il Technical Design Report che contiene una descrizione dettagliata del progetto specificando obiettivi, design tecnico, cronoprogramma, test, impatti ambientali e di sicurezza, costi, e strategie di gestione. Un processo diverso e più snello è utilizzato per le proposte che riguardano un prototipo o una fase di R&D, come descritto in Fig. H2 Per quanto riguarda l'utilizzo di facilities specifiche, come la Bellotti IBF, vengono pubblicate annualmente sul sito web delle call for proposals. Il PAC della facility valuta le proposte basandosi sul merito scientifico e assegna il tempo di utilizzo delle risorse in base alle necessità e all'importanza dei progetti presentati.
La valutazione del merito scientifico è effettuata dal CS che esamina l'importanza, l'originalità e la rilevanza della ricerca proposta nel contesto degli obiettivi scientifici dei LNGS e della comunità scientifica internazionale. Il comitato esamina l'impatto potenziale della ricerca, le pubblicazioni, la reputazione dei ricercatori coinvolti e la coerenza con le linee strategiche dei LNGS. Viene considerata di grande rilevanza la tempestività del progetto, valutando se i temi di ricerca sono di attuale e urgente interesse scientifico. Si valuta la consistenza dei gruppi di ricerca, assicurandosi che abbiano le competenze e le risorse umane adeguate a portare a termine il progetto proposto. Inoltre, viene analizzato il supporto economico delle agenzie finanziatrici coinvolte, verificando la sostenibilità finanziaria del progetto. Il CS gestisce la valutazione dello stato di avanzamento dei progetti attraverso l'analisi di documenti e report periodici, nonché attraverso audizioni delle collaborazioni sperimentali. Queste sessioni permettono un'interazione diretta con i ricercatori, offrendo l'opportunità di approfondire lo stato degli esperimenti e di discutere aspetti tecnici e scientifici. Il CS si riunisce due volte all'anno per prendere decisioni riguardanti tali valutazioni, garantendo un monitoraggio continuo e approfondito. Il monitoraggio copre tutto il ciclo dei progetti, dalla proposta iniziale al loro smantellamento. In questo modo, il CS assicura che ogni progetto rispetti gli standard scientifici previsti durante tutte le fasi del suo sviluppo. La valutazione della fattibilità tecnica dei progetti proposti ai LNGS è affidata al FC che verifica la loro compatibilità con l'infrastruttura tecnica esistente. Questo include un'analisi dettagliata delle necessità di spazio, potenza elettrica, liquidi criogenici etc. Il FC valuta anche la necessità di condurre studi di impatto ambientale e di sicurezza, assicurando che i progetti non solo siano tecnicamente realizzabili ma anche sostenibili e sicuri nel contesto delle operazioni dei LNGS.
I ricercatori associati alle proposte di esperimento approvate possono accedere ai LNGS sia fisicamente sia virtualmente. L'accesso fisico è soggetto a un processo di identificazione e autorizzazione gestito dai servizi competenti (https://www.lngs.infn.it/it/regole-di-accesso). Il sito web dei LNGS è la principale fonte di informazioni sull'organizzazione e la gestione del laboratorio. Offre descrizioni dettagliate dei progetti, ricerche, gruppi di ricerca e risultati scientifici, sia in italiano che in inglese. Fornisce inoltre indicazioni precise su come presentare nuove proposte di ricerca scientifica. Alla fine del 2024, i LNGS contavano 650 utenti registrati, di cui 359 provenienti da istituti italiani. Gli utenti dei progetti ospitati ai LNGS beneficiano di una serie di servizi, tra cui supporto informatico, ristorazione, biblioteca e un servizio navetta per i laboratori sotterranei. La struttura dispone anche di un'ampia infrastruttura di rete che copre sia gli spazi esterni sia quelli sotterranei, fornendo tutti i servizi informatici essenziali per la produttività personale e l'accesso remoto ai servizi locali e ai dati scientifici. Inoltre, i LNGS sono dotati di un cluster di calcolo scientifico per l'analisi dei dati, accessibile sia localmente che da remoto, che garantisce ai ricercatori la possibilità di lavorare efficacemente da qualsiasi luogo.
Nell’ambito dell’implementazione del PNSA il progetto PNRR-IR LNGS-FUTURE include un’attività, ancora in corso, dedicata allo sviluppo di una piattaforma software per la gestione, conservazione, condivisione e riutilizzo dei dati di ricerca applicando i principi FAIR. La piattaforma (https://fairdata.lngs.infn.it/), basata sul software open source InvenioRDM, verrà inizialmente popolata con i dati di radiopurezza acquisiti dai servizi “Tecniche Speciali” e “Chimica” dei LNGS e con i dati di monitoraggio dei parametri ambientali dei laboratori sotterranei. La piattaforma, che sarà interoperabile con l’archivio istituzionale INFN, utilizza identificativi persistenti, metadati standard, vocabolari controllati e consente l'esportazione in vari formati. Inoltre, sono stati redatti e sono in fase di approvazione due DMP per condividere i dati della ricerca in modalità FAIR. Il primo descrive le linee guida per la gestione dei dati e relativi metadati dei LNGS: come saranno generati, raccolti, conservati, accessibili e condivisi per garantire la riproducibilità, l'interoperabilità e il riutilizzo secondo i principi FAIR e nel rispetto di eventuali restrizioni di tipo etico, legale e contrattuale. Il secondo è un modello precompilato che ciascun esperimento ospitato ai LNGS può utilizzare per descrivere come i dati generati dalla ricerca saranno gestiti durante tutto il loro ciclo di vita.
Descrizione del profilo di sostenibilità:
Il modello di governance dei LNGS è descritto con precisione nel Disciplinare Organizzativo (Allegato B). Al vertice dei laboratori si trova il Direttore che coordina le attività scientifiche, amministrative e operative, coadiuvato da un Comitato Scientifico con funzione consultiva, composto da esperti di livello internazionale, che garantisce la valutazione tecnico-scientifica delle attività e dei progetti sperimentali. Il Direttore riporta direttamente agli organi centrali dell’INFN, come il Consiglio Direttivo e la Presidenza. Il Direttore è supportato da vari servizi e divisioni che coprono aspetti tecnici, amministrativi, e di ricerca. La Divisione Ricerca si occupa delle attività di ricerca scientifica e tecnologica e della gestione dei mezzi strumentali a supporto degli esperimenti. La Divisione Tecnica provvede alla gestione e alla manutenzione delle infrastrutture tecniche, dall'elettricità alla meccanica fino agli impianti di sicurezza, assicurando che tutti gli impianti dei laboratori funzionino senza interruzioni. Altri servizi fondamentali includono l'Amministrazione, le Relazioni Esterne e Informazione Scientifica, l'Ambiente e Sostenibilità, e la Prevenzione e Protezione. Ogni servizio è diretto da un responsabile e ha specifici compiti organizzativi per supportare le operazioni e le attività di ricerca dei LNGS.
L'operatività dei LNGS è garantita dal finanziamento dall'INFN, mediante il Fondo di funzionamento ordinario (FOE) erogato annualmente dal MUR, che negli anni 2020-2024 è stato in media complessivamente pari a circa 9 milioni di euro l'anno. Questo finanziamento copre in buona parte le spese di operazione e funzionamento dell'intera infrastruttura. In aggiunta i LNGS sono oggi un ecosistema di progetti di ricerca e, come tale, naturalmente orientato al rafforzamento della capacità di ricerca e di innovazione in un contesto globale. Il flusso costante e rilevante di finanziamenti europei, nazionali e regionali consente di rispondere coerentemente al requisito dell'eccellenza, dell'accessibilità e della massimizzazione dell'utilizzo della IR. L’appropriatezza delle azioni, l’assenza di duplicazioni e di sovrapposizioni, la capacità di collaborazione con istituzioni diverse, l’elevata intensità delle relazioni generate dalle attività progettuali offrono un contributo determinante per azioni di sistema in quanto in grado di generare valore pubblico. L’operatività a lungo termine dell’infrastruttura, con un portafoglio progetti nel quinquennio considerato di quasi 76 milioni di euro e che include finanziamenti strutturali pubblici acquisiti su base progettuale competitiva nazionale ed europea, è ampiamente garantita vista la costante capacità di attrazione e gestione di finanziamenti di qualità.
L’amministrazione dei LNGS segue le regole contabili e gestionali dell’INFN, ispirate ai principi di efficienza, efficacia e trasparenza. La struttura amministrativa gestisce il bilancio attraverso strumenti di controllo di gestione, assicurando un monitoraggio costante delle risorse e dei flussi finanziari. Il sistema di contabilità economica è fondato su rilevazioni analitiche per centri di costo, centri di gestione e centri di responsabilità. Il bilancio dell’INFN è unico e la sua gestione si attua attraverso i centri di responsabilità, ai quali il Consiglio Direttivo assegna una quota delle dotazioni, commisurata alle risorse finanziarie disponibili e alle attività approvate. Ogni centro di responsabilità gestisce i mezzi finanziari nei limiti di materia e di valore definiti. Ogni attività scientifica o infrastrutturale è ricondotta a un centro di costo specifico, così da garantire la tracciabilità dei fondi assegnati e spesi. L’esercizio finanziario ha la durata di un anno. La gestione finanziaria comprende la pianificazione, la gestione e il controllo delle risorse economiche, in linea con gli obiettivi istituzionali e le disposizioni normative; si svolge in base al bilancio annuale di previsione deliberato a novembre. Il bilancio di previsione è formulato in termini di competenza e di cassa. Il bilancio pluriennale è redatto solo in termini di competenza per un periodo non inferiore a tre anni. Le risultanze della gestione delle entrate e delle uscite, la classificazione dei risultati economici conseguiti, attività e passività, beni e andamento complessivo della gestione conseguiti durante l’esercizio finanziario, sono illustrati nel rendiconto generale che viene approvato entro il mese di aprile successivo alla chiusura dell’esercizio finanziario dell'INFN.
L'operatività e l'eccellenza dei LNGS sono fondate sulle competenze e sulle capacità del suo personale, che rappresenta la spina dorsale del laboratorio. Dal 2020 al 2024, il totale dei dipendenti è cresciuto da 107 a 127, di cui 106 a tempo indeterminato nel 2024, rispetto agli 88 del 2020. Il personale, caratterizzato da un'ampia varietà di professionalità, è costituito da ricercatori, tecnologi, tecnici e personale amministrativo, tutti altamente qualificati ed essenziali per il funzionamento dell’infrastruttura e lo svolgimento degli esperimenti ospitati. Oltre ai dipendenti, vi è anche un discreto numero di borsisti e assegnisti di ricerca, passati da 12 unità nel 2020 a 24 nel 2024, che giocano un ruolo cruciale nel supporto delle attività di ricerca. Anche il personale associato ai LNGS, con incarichi di ricerca o associazioni scientifiche, provenienti dall'Università dell'Aquila e dal Gran Sasso Science Institute, ha visto un significativo aumento, passando da 104 unità nel 2020 a 154 nel 2024. Questo consistente incremento delle risorse umane riflette l’aumento delle attività e dell'attrattiva delle iniziative scientifiche svolte presso i LNGS. Il laboratorio si distingue per essere un ambiente multidisciplinare e multiculturale, dove diversità e competenza si fondono per creare un hub di ricerca di rilevanza internazionale.
Descrizione dei risultati e dell'impatto scientifico:
I traguardi scientifici conseguiti dai LNGS nel quinquennio 2020-2024 sono stati numerosi ed estremamente significativi; i più rilevanti sono: - l’osservazione dei neutrini prodotti dal ciclo CNO (carbonio-azoto-ossigeno) del Sole è stata ottenuta per la prima volta da BOREXINO. L'analisi dei dati raccolti ha permesso di isolare i segnali dei neutrini CNO da quelli di fondo con una significatività di 5 sigma. Questo risultato, frutto dell’incredibile radio-purezza raggiunta da BOREXINO è fondamentale per la comprensione delle reazioni di fusione che alimentano il Sole e le altre stelle. La collaborazione BOREXINO è stata per questo insignita di numerosi premi internazionali; - la rilevazione dei geoneutrini effettuata da BOREXINO che ha portato a stime aggiornate sul calore radiogenico della Terra, contribuendo a comprendere meglio i processi geotermici interni​ del nostro pianeta; - il miglioramento significativo nelle misurazioni della sezione d'urto della reazione D(p,γ)3He, ottenuto dall'esperimento LUNA, ha rappresentato un contributo fondamentale per i calcoli della nucleo-sintesi del Big Bang (BBN). Grazie a questi risultati, è stata possibile una determinazione più precisa della densità di barioni dell'Universo, la quale adesso si allinea meglio con i valori ottenuti dalle misurazioni delle anisotropie della radiazione cosmica di fondo (CMB); - la pubblicazione dei risultati finali dell'esperimento GERDA sulla ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini del germanio-76 ha stabilito il miglior limite mondiale per questo isotopo, dimostrando la fattibilità di un esperimento a fondo zero. Tali risultati gettano le fondamenta per future iniziative, come il progetto LEGEND; - la dimostrazione effettuata dall'esperimento CUORE della possibilità di raffreddare e mantenere un rivelatore di circa una tonnellata a pochi millesimi di grado sopra lo zero assoluto per molti anni, accompagnata dalla pubblicazione del miglior limite mondiale nella ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini del tellurio-130; - il rilascio dei primi dati dell'esperimento XENON-nT, che impiega un rivelatore a doppia fase di Xenon da 5.9 tonnellate, ha segnato un significativo avanzamento nella ricerca diretta di particelle di materia oscura. Questi dati non solo hanno migliorato i limiti di rilevazione precedentemente stabiliti dal suo predecessore, XENON-1T, ma sono tra i più stringenti al mondo in questo campo. Inoltre, l’installazione e la messa in funzione delle infrastrutture Bellotti IBF e NOA ha potenziato i servizi tecnologici avanzati dei LNGS. La Bellotti IBF, con il suo acceleratore Singletron da 3,5 MV, consente di eseguire esperimenti con fasci di ioni in un ambiente caratterizzato da un flusso di radiazioni cosmiche estremamente ridotto e apre nuove frontiere non solo nel campo dell'astrofisica nucleare e della fisica nucleare, ma anche nelle scienze applicate. La NOA, una struttura dedicata all'assemblaggio di fotosensori al silicio in una camera bianca a bassissima contaminazione, sarà il fulcro per la realizzazione di nuovi esperimenti all’avanguardia e per nuove realtà produttive. NOA sarà facility essenziale per start-up e un hub tecnologico di punta, offrendo alle imprese e ai centri di ricerca accesso a tecnologie e strumentazioni all'avanguardia. I LNGS sono una delle infrastrutture più grandi e avanzate per la ricerca sotterranea in fisica astroparticellare e astrofisica nucleare di rilevanza mondiale. Il PNR identifica 8 criteri che hanno permesso di individuare le IR prioritarie per il Paese. Si tratta, nello specifico, della seguente tassonomia di criteri: eccellenza scientifica e impatto socio-economico, analisi critica della storia e delle prospettive, completezza delle politiche di accesso, relazioni internazionali e rilevanza pan europea, impegno politico e supporto finanziario dei Paesi partecipanti, governance, management e gestione delle risorse umane, aspetti finanziari. All’interno del PNIR 2021-2027, pubblicato dal MUR come parte integrante del PNR, i LNGS sono una delle poche infrastrutture di ricerca italiane classificate a impatto “Globale” e ad “Alta priorità”, hanno caratteristiche peculiari e si basano con forte prevalenza su asset tangibili considerando l’insieme composito di strutture e facilities situate nel sito dei laboratori esterni e in quello dei laboratori sotterranei. Nella Landscape Analysis del 2021 redatta dall'ESFRI, i LNGS sono citati tra le "other major facilities of interest". Contemporaneamente, questa analisi mette in evidenza e valorizza i numerosi esperimenti scientifici ospitati dai LNGS, sottolineando il loro ruolo cruciale nel panorama della ricerca fisica a livello internazionale. Anche l'AstroParticle Physics European Consortium (APPEC), nel suo documento di strategia 2017-2026, focalizza le priorità della ricerca su numerosi esperimenti svolti o in programma ai LNGS sia per quanto riguarda lo studio dei neutrini e della loro natura che per ciò che concerne la ricerca di particelle costituenti la materia oscura. Nel periodo compreso tra il 2020 e il 2024, il numero medio di esperimenti attivi presso i LNGS è stato di circa 20. È importante considerare tre osservazioni chiave nell'analisi di questi dati: 1) gli esperimenti condotti ai LNGS sono caratterizzati da una lunga durata, tipicamente tra i 10 e i 20 anni, a causa della complessità e della scala dei fenomeni studiati. 2) durante il loro sviluppo, gli esperimenti attraversano diverse fasi: i) R&D, ii) Proposal, iii) Esperimento attivo, e iv) Esperimento concluso. La fase di R&D è quella nella quale i progetti raggiungono uno sviluppo tale da richiedere un vero e proprio prototipo presso i LNGS e il supporto di una collaborazione internazionale strutturata ma non sono abbastanza maturi per effettuare una misura di fisica. A questa segue la fase di Proposal dove l’esperimento viene discusso ed eventualmente approvato dal Comitato Scientifico. Seguono la fase vera e propria di costruzione e raccolta dei dati (Esperimento attivo) e la fase conclusiva in cui il progetto viene smantellato. 3) Le dimensioni, il numero di partecipanti e il costo degli esperimenti variano notevolmente; questo impatta anche sulla assegnazione degli spazi sotterranei e sui finanziamenti. Tali variazioni influenzano anche gli indicatori numerici, come il numero di autori, che possono fluttuare nel corso del tempo. I dati riportati sono quindi medie del periodo osservato. Tra il 2020 e il 2024, sei progetti hanno concluso il loro ciclo vitale ai LNGS: BOREXINO (110 autori), COBRA (20 autori), DAMA (15 autori), GERDA (120 autori), MOSCAB (28 autori) e NEWS (55 autori). Tre di questi (BOREXINO, DAMA e GERDA) hanno completato con successo le misure previste, mentre gli altri tre (COBRA, MOSCAB e NEWS), nonostante una intensa fase di R&D, non hanno raggiunto la maturità necessaria per evolvere in esperimenti attivi. Allo stesso tempo, COSINUS (40 autori) e LEGEND-200 (260 autori) sono stati promossi a esperimenti attivi, con LEGEND-200 già in fase di presa dati e COSINUS in costruzione. Durante lo stesso periodo, il Comitato Scientifico ha ricevuto quattro nuove proposte di esperimento. Di queste, BULLKID (40 autori) e RESNOVA (50 autori) sono avanzate alla fase di R&D, mentre DARWIN/XLZD (250 autori) è ancora in discussione. GEMINI rimane in una fase preliminare di R&D. Inoltre, a seguito dell’inaugurazione della Bellotti IBF, è stato nominato un PAC con il compito di valutare le proposte sperimentali avanzate tramite call for proposals annuali. Dalle due call lanciate nel 2023 e nel 2024 sono pervenute 6 proposte sperimentali per progetti molto differenti sia come numero di collaboratori che come richieste di tempo fascio. Il PAC ha approvato due delle sei proposte e ha richiesto revisioni e integrazioni per le altre quattro, con la possibilità di una futura approvazione nelle prossime call.
Descrizione dell'impatto socioeconomico:
Un indicatore significativo dell’impatto dei LNGS sul territorio è rappresentato dal numero di collaborazioni instaurate con aziende – sia a livello locale che nazionale e internazionale – nonché dai pagamenti ad esse destinati. I dati evidenziano un andamento in crescita: il numero di enti privati coinvolti nelle collaborazioni è aumentato, passando da 272 nel 2020 a 350 nel 2024, mentre i pagamenti annui hanno registrato un rapido incremento, passando da €8.358.762 nel 2020 a €17.410.125 nel 2024. I LNGS, oltre ad essere un centro di eccellenza per la ricerca, giocano un ruolo decisivo nell’attrarre visitatori, contribuendo alla diffusione della cultura scientifica e stimolando l’indotto economico locale. Escludendo il periodo 2020–2022, in cui le visite si sono svolte in modalità online a causa della pandemia, i dati più recenti confermano questo ruolo: nel 2023 si sono registrate 332 visite provenienti dal territorio nazionale e 231 visite internazionali (ad esempio una delegazione proveniente dal Max Planck Institute della Germania) e nel 2024 la tendenza positiva si è ulteriormente rafforzata con 450 visite nazionali e 707 internazionali. Questo andamento consolida il posizionamento del territorio in un ecosistema scientifico globale, apportando benefici significativi in termini di sviluppo economico e innovazione. Considerando anche gli eventi di divulgazione organizzati dai LNGS, si osserva un incremento nel periodo 2020–2024, con il numero di eventi triplicato nel tempo. Gli investimenti ad essi associati sono aumentati, passando da €85.500 nel 2020 a €145.050 nel 2024. Tale crescita testimonia un maggiore coinvolgimento del pubblico e il rafforzamento del ruolo dei LNGS come centro di diffusione della conoscenza scientifica. Gli eventi raggiungono un vasto pubblico che spazia dai docenti agli studenti delle scuole (principalmente secondarie di II grado) fino ad arrivare a iniziative rivolte a un pubblico generico. Ciò favorisce lo sviluppo di nuove competenze e stimola l’interesse per le discipline STEM. Inoltre, gli eventi sensibilizzano la popolazione sull’importanza della ricerca scientifica e creano opportunità di networking tra istituzioni accademiche, scuole, imprese e cittadini. Oltre all’incremento delle visite e degli eventi di divulgazione, i LNGS generano un impatto economico diretto e indiretto sul territorio. La presenza del laboratorio favorisce la nascita e il consolidamento di collaborazioni con aziende locali nei settori dell’ingegneria, della tecnologia e dei servizi, creando opportunità occupazionali altamente qualificate, come evidenziato nei punti successivi. Questo circolo virtuoso non solo riduce il divario tra ricerca e industria, ma rafforza la competitività economica locale, promuovendo una crescita sostenibile e inclusiva.
L’attrazione degli investimenti, oltre ad attestare la competitività scientifica dei LNGS, permette di misurarne la capacità di autosostenimento e l’efficienza economica e finanziaria. In questo campo, i LNGS hanno conseguito importanti risultati grazie all’attrazione di investimenti, sia nazionali che internazionali. In merito alle commissioni scientifiche – ovvero i fondi che l’INFN assegna ai ricercatori dei LNGS per lo svolgimento delle loro attività – l’impegno di spesa ha registrato un incremento significativo, raddoppiando da €859.695 nel 2020 a €1.803.503,20 nel 2024 (Figura K1). Un indicatore di efficienza è rappresentato dal rapporto tra impegno di spesa e assegnazione stanziata, che in media si attesta all’84%. Anche i fondi esterni – ovvero i finanziamenti ottenuti tramite bandi quali ERC, PNRR e PON – confermano un andamento in crescita: l’impegno di spesa per questi finanziamenti è passato da €1.602.639 nel 2020 a €28.042.559 nel 2023, mentre nel 2024 il dato risulta essere pari a €10.632.688 (Figura K2). Il ruolo dei LNGS come infrastruttura di ricerca a rilevanza globale, caratterizzato da eccellenza scientifica e da un significativo impatto economico e finanziario, è confermato dall’assegnazione di oltre 75 milioni di euro tra il 2020 e il 2024, provenienti da bandi nazionali ed europei quali PNRR-IR, RESTART, FSC e PRIN. Il successo ottenuto in questi programmi ha permesso il potenziamento delle infrastrutture e lo sviluppo di tecnologie innovative, quali la criogenia avanzata, la meccanica additiva e l’impiego di materiali all’avanguardia. Inoltre, l’integrazione in reti internazionali (ESFRI) e il contributo al rafforzamento della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente consolidano ulteriormente il ruolo dei LNGS come hub di ricerca strategico, con ricadute economiche e tecnologiche significative per il territorio e per la comunità scientifica.
Eventuali indicatori attestanti l'impatto:
Impatto scientifico: La produzione di indicatori e statistiche attestanti l’impatto scientifico e socioeconomico dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) può, in primo luogo, essere sviluppata attraverso l’ausilio di banche dati che permettano di identificare i contributi accademici delle ricercatrici e dei ricercatori ad esso affiliati. A tal fine, ci siamo avvalsi del database Web of Science Core Collection (WoSCC). Questa banca dati è un archivio digitale omnicomprensivo di risorse accademiche, contenente circa 86 milioni di record, 1,9 miliardi di riferimenti citati e oltre 21 mila riviste peer-reviewed. Per risalire ai contributi accademici firmati dai LNGS, abbiamo effettuato una ricerca con parole chiave tramite operatori booleani. Nello specifico, abbiamo svolto la seguente ricerca: OG = (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)) AND (OG=(LNGS) OR OO=(LNGS) OR AD=(LNGS) OR AD=("Assergi") OR AD=(“Assergy”) OR AD=("Lab Nazl Gran Sasso")). I dati analizzati in questa sezione sono stati raccolti attraverso la banca dati WoSCC. Nel quinquennio 2020-2024 le ricercatrici ed i ricercatori dei LNGS sono stati co-autori di 992 contributi accademici. Ciò equivale al 34% di tutti i contributi scientifici firmati dai LNGS dal 1990 in poi, a conferma dell’alto livello di produttività nei cinque anni in esame. Inoltre, il 2022 ed il 2024 si attestano al primo e al secondo posto in termini di volume di ricerca su base annua dalla nascita dei LNGS, rispettivamente con 207 e 205 pubblicazioni. La crescita del volume della produzione scientifica si accompagna a una crescente maturità dell’infrastruttura di ricerca, riscontrabile nella qualità e nell’impatto della ricerca prodotta sulla comunità scientifica (Figura L1). I prodotti scientifici firmati LNGS vedono un trend di citazioni in continua crescita. Considerando i soli anni 2020-2024, i 992 output scientifici del quinquennio in esame sono stati citati 23.349 volte – escludendo le auto-citazioni – raggiungendo un H-Index pari a 67. Uno sguardo di lungo periodo permette di apprezzare il consolidamento e riconoscimento da parte dell’intera comunità accademica dell’infrastruttura di ricerca dei LNGS. Le citazioni presentano un trend positivo di crescita nel tempo: considerando tutti gli articoli firmati LNGS dal 1990 in poi, le citazioni su base annua nel 2024 (16.129) sono cresciute del 68% rispetto a 5 anni prima (9.581 citazioni nel 2019) e del 301% rispetto a 10 anni prima (4.020 nel 2014). L’influenza dei lavori dei LNGS sulla comunità accademica è testimoniata anche da altri indicatori. Escludendo le auto-citazioni, 13.986 articoli scientifici hanno citato i 992 lavori prodotti dal 2020 al 2024: ogni contributo, in media, riceve circa 14 citazioni da altri articoli. A conferma di come i prodotti di ricerca dei LNGS contribuiscano a dibattiti all’avanguardia, 47 dei 992 articoli prodotti tra il 2020 e il 2024 hanno ottenuto un numero di citazioni tale da collocarli nell’1% più alto del loro settore accademico. Infine, per evidenziare la rilevanza del contributo dei LNGS al dibattito accademico, 249 dei 13.986 articoli che citano i loro lavori con autori dei LNGS registrano un numero di citazioni tale da collocarli nel percentile più elevato del loro settore. Collaborazioni nazionali e internazionali: attraverso l’analisi dei prodotti di ricerca è possibile apprezzare anche la rete di collaborazioni che i LNGS hanno saputo costruire nel corso del tempo (Figura L2). Anche in questo caso, un confronto di lungo periodo risulta utile per contestualizzare la sempre maggiore internazionalizzazione della nostra infrastruttura di ricerca. Se limitiamo l’analisi al periodo 1990-2010 – cioè, dal primo anno disponibile nella banca dati WoSCC fino a 10 anni prima del 2020, primo anno della valutazione della qualità della ricerca in esame – i LNGS hanno collaborato con enti di ricerca e istituzioni localizzati in 50 Paesi (escludendo le collaborazioni all’interno del territorio nazionale). Le collaborazioni più frequenti (Figura L3) per la realizzazione di prodotti di ricerca sono state con la Germania (20,5%), gli Stati Uniti (19,5%), la Russia (17,5%), la Francia (11,6%) e la Svizzera (10,8%). Il quinquennio 2020–2024, oltre a presentare un volume assoluto di ricerca maggiore rispetto all’intero ventennio 1990–2010 (992 vs. 636 prodotti di ricerca), evidenzia un grado di connessioni internazionali ben superiore. Nel quinquennio in esame, i LNGS hanno collaborato con ricercatrici e ricercatori affiliati a istituzioni situate in 75 Paesi esteri, realizzando più frequentemente collaborazioni con ricercatrici e ricercatori di enti di ricerca statunitensi (42,8% dei prodotti di ricerca hanno autori statunitensi rispetto ai 992 lavori), tedeschi (41,2%), francesi (36,6%), inglesi (28,9%) e spagnoli (26,2%). Il grado di internazionalizzazione dei lavori è nettamente aumentato: per individuare un Paese con una percentuale di lavori con co-autori LNGS nel quinquennio 2020–2024 comparabile al primo posto del ventennio 1990–2010 (Germania, 20,5%), è necessario arrivare fino all’undicesima posizione (Russia, 21%). Impatto socio-economico: l’impatto socioeconomico dell’infrastruttura di ricerca, attraverso i suoi prodotti scientifici nel quinquennio 2020–2024, è sicuramente notevole. Possiamo misurare la rilevanza sociale ed economica dei progetti scientifici sviluppati dai LNGS attraverso due canali: da un lato, la realizzazione di prodotti di ricerca in linea con indicatori afferenti ai Sustainable Development Goals (SDGs), contenuti nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile realizzata dalle Nazioni Unite; dall’altro, i finanziamenti nazionali ed internazionali assegnati per la realizzazione di attività scientifica. La banca dati WoSCC ci ha permesso di elaborare il numero di contributi scientifici associabili a uno o più SDGs, analizzando le citazioni presenti in ciascun prodotto di ricerca e nei documenti che lo citano. 122 dei 992 output di ricerca realizzati nel quinquennio 2020–2024 sono riferibili a uno o più SDGs. La maggior parte di essi contribuisce ad informare il dibattito relativo alle azioni urgenti per contrastare il cambiamento climatico (48 documenti su 122), alla promozione del benessere e della salute (47 documenti) e alla realizzazione di città e comunità sostenibili (11 documenti). Passando alla rilevanza economica dei progetti scientifici dei LNGS, integriamo quanto già evidenziato all’interno della sezione K menzionando l’elevato grado di internazionalizzazione degli enti che finanziano i prodotti scientifici che presentano autori dei LNGS. Ciò va di pari passo con la rete di collaborazioni sempre più internazionale dei LNGS. Citando i primi cinque enti internazionali per numero di lavori scientifici finanziati, il 24,5% dei lavori realizzati tra il 2020 ed il 2024 è co-finanziato dalla National Science Foundation, agenzia governativa statunitense, seguito dall’Unione Europea (22,1%); il Department of Energy statunitense (18,3%); la German Research Foundation (16,3%); la UKRI – UK Research and Innovation (15,8%). 11 enti internazionali hanno finanziato almeno il 10% dei prodotti scientifici LNGS; 46 almeno il 5%. Il profilo internazionale degli enti finanziatori conferma l’attrattività, la competitività e la rilevanza della ricerca prodotta dai LNGS, i quali rimangono anche un punto di riferimento considerando le collaborazioni di ricerca nel territorio italiano. Restringendo il campo agli enti che abbiano autori in almeno il 5% dei lavori dei LNGS nel quinquennio 2020-2024, le università e gli istituti di ricerca italiani ammontano a 31 – cioè più del 50% del numero delle università statali presenti sul territorio nazionale.
Eventuali pubblicazioni riferibili all'infrastruttura:
Si allega la seguente documentazione aggiuntiva: - Allegato B - Legge 32/1982: legge “istitutiva” dei LNGS mediante la quale il Governo italiano ha stanziato i fondi destinati alla loro costruzione. - Allegato C - Disciplinare Organizzativo dei LNGS: documento che regola la struttura e le operazioni dei LNGS, dettagliando la gestione delle divisioni, dei servizi e delle responsabilità all'interno dell'organizzazione. Stabilisce le funzioni delle diverse divisioni e specifica i compiti dei vari servizi. Il disciplinare mira a coordinare efficacemente le risorse e facilitare la collaborazione tra le varie articolazioni dei LNGS. - Allegato D - Figure: contiene tutte le figure a cui si riferisce il rapporto e in particolare cinque, relative alle Sezioni K e L, dato che in queste Sezioni non era possibile inserire figure all’interno del testo. - Allegato E - Scientific Committee Report Settembre 2020: Report della LIV riunione del Comitato Scientifico dei LNGS. - Allegato F - Scientific Committee Report Settembre 2022: Report della LVIII riunione del Comitato Scientifico dei LNGS. - Allegato G - Scientific Committee Report April 2024: Report della LXI riunione del Comitato Scientifico dei LNGS.

Denominazione infrastruttura: PNTLab: Photonic Networks & Technologies National Laboratoy
Ruolo della struttura proponente: Coordinatore dell'infrastruttura
Istituti di riferimento: Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni
Area scientifica: Physical Sciences and Engineering
Parole chiave: Photonics, optical networks, microwave photonics, integrated photonics technology, optical sensing, biophotonics, optical communications, emerging optical materials, seaport services, digital logistics
Breve storia dell'infrastruttura:
Origine Il PNTLab è stato istituito nella riunione del Consiglio Direttivo del CNIT in data 8 giugno 2000 con il nome di Laboratorio Nazionale di Reti Fotoniche ed è nato dalla collaborazione tra la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e il CNIT, con il supporto di Marconi Communications (ora Ericsson) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche, al fine di creare un centro per la fotonica che potesse rispondere alla crescente domanda di integrazione tra formazione, ricerca avanzata e sviluppo applicato nel settore delle reti ottiche e delle tecnologie fotoniche. L'accordo tra CNIT-PNTLab, la Scuola e Marconi fu ufficialmente siglato il 20 Gennaio 2001 durante una cerimonia alla Scuola, alla presenza di Lord George Simpson, CEO di Marconi Communications U.K., e di Giuliano Amato, Presidente dell’Associazione ex-Allievi. L'iniziativa, oltre alle collaborazioni tecniche, scientifiche e progettuali, prevedeva anche che il PNTLab, avrebbe beneficiato di un significativo finanziamento da parte di Marconi per un periodo di dieci anni a fronte di una continua collaborazione di tipo consultivo sui temi di interesse aziendale legati alle tecnologie e reti fotoniche. Insediamento Nel marzo 2001, svariate unità di personale del CNIT si trasferirono a Pisa per avviare le attività in stretta collaborazione con la Scuola. Nel 2004, il laboratorio trovò la sua collocazione definitiva in un edificio di 5.500 mq, costruito dalla Scuola Superiore Sant’Anna nell’Area di Ricerca San Cataldo del CNR. Evoluzione Nel 2007, Marconi Communications venne acquisita da Ericsson, che mantenne il rapporto di collaborazione con il PNTLab. Questo permise al laboratorio di continuare a crescere e consolidarsi, diventando un punto di riferimento internazionale nel settore della fotonica applicata alle telecomunicazioni e alla sensoristica nel relativo trasferimento tecnologico. Dal 2001 al 2015 il PNTLAb si è occupato di reti ottiche e sistemi fotonici basati su componentistica commerciale, mentre dal 2015, il laboratorio ha esteso i suoi interessi alla fotonica integrata istituendo un centro di progettazione di circuiti fotonici integrati. Inoltre, dal 2015 al 2020 ha utilizzato suo personale all’interno della fonderia INPHOTEC della Scuola. Con il passare degli anni, il PNTLab ha integrato le tecnologie fotoniche in modo sempre più strutturale, conferendo un valore aggiunto sia ai committenti sia al CNIT. Per riflettere questo cambiamento, nel marzo 2017 è stata deliberata una nuova denominazione per il laboratorio: Laboratorio Nazionale di Reti e Tecnologie Fotoniche. Il PNTLab ha prodotto tantissimi risultati scientifici di elevato impatto internazionale. Alcuni esempi: Field trial di trasmissione record in Australia (2013): Sviluppo del primo sistema al mondo di trasmissione a 1 Tb/s su singola portante ottica, realizzato in collaborazione con Ericsson e Scuola, e testato sulla rete dell’operatore australiano Telstra. Radar con tecnologie fotoniche (2014): prima ideazione e realizzazione di un radar avanzato basato su tecnologie che ha ottenuto una pubblicazione su Nature, e che sta attirando tuttora l'attenzione della comunità scientifica internazionale. Modulatore in grafene (2018): primo modulatore ottico costruito con silicio e grafene in grado di trasmettere segnali di 100Gb/s e pubblicato su NATURE Photonics. Il porto connesso del futuro (2017): attività innovative in ambito IoT, 5G e Cloud Presentate sulla RAI nella nota trasmissione SuperQuark. Inoltre, il laboratorio ha partecipato attivamente a diverse iniziative europei (esempio: Flagship Europea del Grafene) Oggi Il PNTLab è un centro di eccellenza italiano, riconosciuto a livello internazionale, che si dedica alla ricerca avanzata e al trasferimento di innovazione nei settori della fotonica applicata all’ICT) e alla sensoristica.
Descrizione delle modalità di funzionamento:
Il PNTlab è organizzato in quattro settori e sette aree di ricerca, come da Fig. 1, ognuno dei quali ha un suo responsabile di settore/area. Inoltre, ogni settore ha un suo centro di sperimentazione la cui descrizione è riportata in Tab. 1. Gli organi di controllo scientifico e tecnico di cui si avvale l’infrastruttura sono elencati in Fig. 1. Il Comitato di Gestione è composto dal responsabile di laboratorio, dai responsabili dei settori e delle aree, dal Responsabile Scientifico e da due membri esterni appartenenti alla Scuola Superiore Sant’Anna, e fornisce supporto strategico e si concentra su decisioni operative e gestionali in modo tempestivo. Il Responsabile Scientifico è nominato dal Responsabile del Laboratorio e coordina la strategia scientifica dei settori e inter-settoriale Il responsabile di settore è responsabile della pianificazione e dell'organizzazione delle attività del laboratorio, definendo le priorità. Il responsabile di settore è responsabile di monitorare le nuove tecnologie e le nuove attrezzature disponibili sul mercato, valutandone l'introduzione nel laboratorio per migliorare l'efficienza e l'efficacia della ricerca. Il Responsabile di area: Coordina le attività di ricerca (supervisiona i progetti di ricerca, garantendo il rispetto delle tempistiche e la qualità dei risultati), gestisce le risorse (ottimizza l’uso delle infrastrutture, delle attrezzature e dei finanziamenti), supporta il team di ricerca (facilita la collaborazione tra ricercatori, promuove la formazione e lo sviluppo delle competenze del personale), coordina la valorizzazione dei risultati. Il Responsabile tecnico dei centri di sperimentazione: Il suo ruolo è la gestione operativa dei quattro centri di sperimentazione garantendo il corretto funzionamento delle apparecchiature. Le sue principali mansioni includono: Aggiornamento dell’inventario e gestione delle risorse. Manutenzione e riparazioni. Coordinamento dell’uso e della condivisione delle attrezzature tramite un software ad hoc. Supporto tecnico e formazione. Coordinamento dell’uso e della condivisione delle attrezzature tramite un software ad hoc, supporto tecnico e formazione.
PNTLab offre la possibilità di instaurare rapidamente collaborazioni dirette con aziende ed enti esterni per l’accesso e l’utilizzo delle sue risorse. L’ente esterno può richiedere l’accesso all’Infrastruttura tramite il sito web del PNTLab (http://pntlab.cnit.it), visitando la pagina "Expression of Interest: Join Us!" dove sono disponibili informazioni dettagliate sui servizi offerti sul relativo tariffario. Per presentare la richiesta, è necessario compilare l’apposito form.
La richiesta inviata viene ricevuta dal Responsabile del laboratorio, che provvede a informare il Comitato Esecutivo. Quest’ultimo richiede una relazione di fattibilità tecnica al Responsabile dell’area di competenza che può avvalersi del supporto del suo team e, se necessario, organizzare un incontro preliminare con l’ente richiedente. Il Comitato Esecutivo, sulla base della relazione tecnica, delle considerazioni strategiche e dell'analisi di eventuali conflitti di interesse, accoglierà o meno la richiesta entro un mese dalla sua presentazione. In caso di parere favorevole, il Responsabile dell’area di competenza con il supporto del personale amministrativo avvierà la procedura istruttoria che comprende: incontro con l’ente richiedente, sottoscrizione di un NDA, richiesta formale di offerta, elaborazione e invio dell’offerta, accettazione dell’offerta, preparazione del contratto e approvazione e stipula del contratto previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione del CNIT. Il Responsabile dell’area di competenza, direttamente o tramite un delegato, coordinerà la pianificazione e l’esecuzione del servizio, definendo un team di lavoro dedicato.
L’accesso all’Infrastruttura è regolato dal regolamento interno del PNTLab, il quale prevede che tutti i ricercatori visiting siano coperti da un’assicurazione fornita dal loro ente di appartenenza. L’ingresso avviene tramite badge, abilitato esclusivamente per le ore di visita autorizzate.
La gestione dei dati e dei risultati scientifici segue le condizioni contrattuali specificate negli accordi stipulati.
Descrizione del profilo di sostenibilità:
L’organigramma del PNTlab è così caratterizzato (Fig. 1) Responsabile del laboratorio supervisiona le attività del laboratorio, approvando le strategie di ricerca e coordinando e supervisionando la gestione dei progetti di ricerca. Questo ruolo implica la gestione delle risorse umane e finanziarie, nonché la rappresentanza del laboratorio in ambito nazionale e internazionale nei consessi scientifici di riferimento. Il Responsabile assicura inoltre che le attività del PNTLab siano allineate con gli obiettivi del CNIT e rispondano alle esigenze della comunità scientifica e industriale, su scala nazionale e internazionale. Il Responsabile del laboratorio ha un incarico triennale, rinnovabile una volta. Comitato di gestione è composto dal responsabile di laboratorio, dai rappresentanti dei settori e delle aree di ricerca, e da alcuni membri esterni appartenenti alla Scuola Superiore Sant’Anna, collaboratori scientifici storici. Il comitato di gestione si riunisce 2 volte l’anno. Il ruolo del comitato di Gestione è quello di fornire supporto e consulenza per il buon funzionamento del PNTLab, contribuendo all’analisi e alla discussione di questioni strategiche e fornendo raccomandazioni e pareri utili. Il Comitato è presieduto dal Responsabile del Laboratorio. Comitato esecutivo è composto dal responsabile di laboratorio e dai rappresentanti dei settori. Questo comitato si concentra su decisioni operative e gestionali in modo tempestivo. Il comitato si riunisce ogni volta se ne crea l’esigenza. Esso ha inoltre l’incarico di effettuare periodicamente la verifica quantitativa e qualitativa degli apparati hardware e software in capo all’infrastruttura, individuando e proponendo eventuali nuove acquisizioni. Tale comitato ha inoltre il compito di valutare le proposte di nuovi progetti e iniziative, e garantire una comunicazione e cooperazione trasversale tra le aree. Responsabile amministrativo il suo ruolo è di coordinare l’amministrazione per garantire la conformità alle leggi e ai regolamenti del CNIT, per la gestione finanziaria, delle risorse umane e della sicurezza. Responsabili di settore scientifico Responsabili di area di ricerca Responsabile tecnico dei laboratori Come da descrizione in sessione G.
Dalla sua costituzione l’operatività del PNTLAB è autosostenuta interamente tramite finanziamenti ottenuti attraverso bandi competitivi su base progettuale o attraverso commesse industriali. Il PNTLab partecipa regolarmente a programmi regionali, nazionali (esempi: MIUR, MAE MISE, DIFESA, ASI), europei (HORIZON EUROPE, ESA, EDA, FRONTEX) e internazionali (NATO, USA DEFENCE). Lo storico dei progetti dal 2007 conta un totale di finanziamenti ottenuti di 33.5 Milioni di Euro, suddivisi in 8 progetti regionali, 23 progetti nazionali, 47 progetti europei, 4 progetti internazionali e 65 progetti industriali (vedi Fig. 2). Nel periodo 20-24 i finanziamenti sono stati pari a 14.624.514,55 Tutti i progetti sono soggetti a prelievi da parte del CNIT differenziati in base alla loro tipologia: 15% per i progetti di natura commerciale, 12% per quelli di ambito europeo e 10% per tutti gli altri progetti. L'autosostenibilità del PNTLab è illustrata nella Figura 3, che mostra l'andamento storico dei finanziamenti ricevuti e dei costi sostenuti a partire dal 2007. Nel periodo 2020-2024, le risorse ottenute confermano la capacità della struttura di mantenersi sostenibile nel lungo termine.
Il sistema contabile adottato dall’ente è quello finanziario di competenza, il piano dei conti adottato è quello definito dal MEF per questa tipologia di strutture ed è riportato nel “regolamento di amministrazione e contabilità” reperibile sul sito dell’ente www.cnit.it sezione “Area interna”. La rendicontazione dei progetti avviene attraverso un sistema di contabilità analitica che attiva nel piano dei conti generale un capitolo di spesa dedicato alla gestione delle spese per ciascun progetto. L’anno finanziario è annuale e il sistema adottato permette di avere dei “mastri di spesa” riepilogativi per importi e rimanenze per ciascun progetto/contratto di ricerca. Il PNTLab ha la visione diretta e reale di tutti gli acquisti e delle spese imputate a ciascuna “commessa” che viene gestita direttamente da personale del Laboratorio stesso. Per i contratti di tipo commerciale è stata attivata una contabilità separata gestita attraverso il sistema economico- patrimoniale ai fini di determinare l’utile annuale e le quote da versare all’erario per ciascun esercizio. La struttura è dotata di un sistema contabile informatizzato che consente di monitorare, controllare e allocare efficacemente le risorse finanziarie tra i vari progetti in corso. Nella fase di attivazione di una nuova commessa/progetto il Responsabile Scientifico si coordina con la segreteria amministrativa del Laboratorio per valutare la sostenibilità finanziaria della stessa considerando le ore di labour necessarie per lo svolgimento delle attività previste, la disponibilità delle attrezzature e delle risorse da acquisire. In questa fase viene effettuato un controllo sul rapporto costi/benefici e sulla fattibilità del progetto considerando anche il carico di attività del personale in servizio.
L’organico del PNTLab ad oggi è composto da (Vedi Tab 2): 20 unità di personale assunto con contratti a tempo indeterminato 10 unità di personale assunto con contratti a termine 23 unità di personale afferente universitario 5 borsisti 2 Visiting Researchers Fig. 4 riporta lo storico del personale dal 2007.
Descrizione dei risultati e dell'impatto scientifico:
SETTORE Integrated Photonics PNTLab ha avuto un ruolo centrale nella Graphene Flagship, diventando un riferimento internazionale per la fotonica integrata basata su materiali 2D come il grafene. Ha coordinato il WP10 sulla tecnologia wafer-level e, con Nokia Solutions and Networks Italia, il progetto "Metrograph" per trasmissioni coerenti su fotonica integrata in grafene su silicio. Attualmente coordina il progetto Horizon Europe GRAPH-X per la realizzazione di un chip monolitico che integra fotonica in grafene ed elettronica BiCMOS. Dalla Flagship è nata Camgraphic srl, start-up dedicata all'industrializzazione dei risultati. Nel campo delle applicazioni quantistiche, il PNTLab ha sviluppato circuiti fotonici integrati per distribuzione e generazione di chiavi quantistiche (QKD e QRNG) con attenzione alla loro spazializzazione. Inoltre, ha progettato dispositivi in niobato di litio a film sottile per comunicazioni ottiche veloci terra-spazio e satellite-satellite (progetto LINO). Le risorse di progettazione e caratterizzazione di circuiti fotonici integrati hanno consentito la partecipazione e il coordinamento di numerosi progetti nazionali ed europei, oltre a contratti di ricerca con aziende italiane del settore. Per le reti di comunicazione, la fotonica integrata ha esteso l'uso di sistemi coerenti dal lungo raggio al segmento di accesso. Con Ericsson, ha sviluppato sistemi "self-coherent" (brevettati) capaci di ridurre complessità e consumo di potenza. Ha inoltre studiato e validato nuovi formati di modulazione come il bPAM 4 o superiori (brevetto con Ericsson). Considerando l'importanza della sicurezza, ha proposto un nuovo concetto di impronta digitale per sottosistemi, complementando la sicurezza a livello di rete mediante verifiche fisiche. Questo approccio ha suscitato interesse internazionale, portando a workshop, conferenze e alla partecipazione a progetti come ALLEGRO, FLEX-SCALE, PROTEUS-6G e PERSUADER. SETTORE Photonic Systems & Subsystems Questo settore opera principalmente nel campo della microwave photonics (MWP), introducendo sottosistemi fotonici analogici in sistemi RF. Dal progetto pionieristico PHODIR (ERC, 2008), il team ha sviluppato competenze su trasporto e distribuzione di segnali RF su fibra ottica, generazione fotonica di portanti RF a basso rumore fino a >100GHz, conversione di frequenza e optical beamforming. Tali soluzioni vengono spesso realizzate sfruttando le più avanzate tecnologie di fotonica integrata e integrazione ibrida, ottimizzando le prestazioni e aumentando la compattezza dei dispositivi. Un esempio è l'installazione di una rete radar nel porto di Livorno, in collaborazione con il settore Technology Transfer. SETTORE Optical Wireless Networks Le attività di ricerca su Photonic Networks Techniques e Optical Networks and Services hanno portato a innovazioni nel campo delle reti ottiche, grazie a risorse avanzate di calcolo e reti programmabili pacchetto-ottiche. Il PNTLab ha studiato l'automazione delle reti ottiche disaggregate con OpenConfig, il deployment dinamico di funzioni serverless con edge/cloud e un sistema di machine learning per il rilevamento di cyber attacchi in reti P4 programmabili. Ha sviluppato un metodo innovativo per il rilevamento e la previsione di guasti nelle reti ottiche basato sulla stima dei parametri del modello di qualità della trasmissione. L'infrastruttura del PNTLab è interconnessa a sei Testbed Europei (5TONIC, CTTC, OLC, PCB, TUE, UPC) ed è stata utilizzata in progetti come B5G-OPEN, ALLEGRO, SEASON, BRAINE, DESIRE6G, FIDAL 5G-SDA e SMARTEDGE. Numerose aziende ed enti di ricerca, tra cui NVIDIA e DELL, hanno richiesto l'accesso all'infrastruttura, con oltre 100 credenziali OVPN attive. SETTORE Technology Transfer Dal 2015, grazie a un accordo con l'Autorità del Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e CNIT, il porto di Livorno ha sviluppato un'infrastruttura ICT orientata all'innovazione. Dal 2021, CNIT collabora con la Guardia Costiera su progetti strategici negli ambiti indicati dall'International Maritime Organization. Facendo leva su un'architettura cloud per i servizi ICT delle comunità portuali, il CNIT propone soluzioni in ambito Nave e Navigazione, Logistica e Corridoi Intermodali, Trasporto Passeggeri e Crescita Sostenibile. Le applicazioni attuali includono servizi di acquisizione ed elaborazione dati da sensoristica distribuita in porto (sensori acustici, ambientali, meteorologici, di tracciamento e monitoraggio in tempo reale) e strumenti per la navigazione assistita e autonoma. Il CNIT ha realizzato il primo testbed nazionale su rete privata 5G per la sperimentazione della Navigazione Autonoma, sotto la supervisione della Guardia Costiera. Il laboratorio è un attore chiave nei partenariati nazionali ed internazionali per la Navigazione e la Logistica Digitale, collaborando con i porti più avanzati d'Europa, come Valencia, Anversa e il Pireo, e consolidando la propria posizione nel panorama scientifico e industriale europeo. Nel corso degli ultimi anni, il CNIT ha rafforzato la propria presenza a livello internazionale, partecipando a progetti di punta per la trasformazione digitale e l'innovazione nel settore marittimo. L'integrazione delle tecnologie fotoniche nelle reti di comunicazione portuali e nei sistemi di sorveglianza marittima ha permesso di sviluppare soluzioni avanzate per la sicurezza, l'efficienza e la sostenibilità delle operazioni portuali. Inoltre, il CNIT ha avviato collaborazioni con enti regolatori e istituzioni per la definizione di nuovi standard tecnologici, contribuendo attivamente alla digitalizzazione e automazione del settore marittimo globale.
Descrizione dell'impatto socioeconomico:
SETTORE Integrated Photonics Le attività del settore hanno avuto un impatto significativo sulla connettività globale, migliorando l'accesso alla rete per le aree meno servite, sia a livello nazionale che internazionale. La continua innovazione in termini di soluzioni di trasmissione ad alta velocità ha migliorato i servizi offerti agli utenti finali, contribuendo alla digitalizzazione delle popolazioni e rendendo la connettività un bene primario. Inoltre, grazie alla fotonica integrata, è stato possibile migliorare l'affidabilità e la qualità dei servizi di telecomunicazione, sostenendo la resilienza delle infrastrutture di rete. Questo impatto si riflette in un miglioramento delle comunicazioni e nelle applicazioni critiche per la società, come sanità, educazione e trasporti. SETTORE Photonic Systems & Subsystems Le attività del settore si concentrano sul miglioramento delle prestazioni degli attuali sistemi radar in applicazioni civili, utilizzando la fotonica per migliorare la qualità delle informazioni. Inoltre, molte aziende nazionali nei settori della difesa, dello spazio e delle comunicazioni wireless stanno mostrando un interesse concreto verso le applicazioni industriali della microwave photonics, con numerosi progetti di ricerca e sviluppo in corso presso il PNTLab. Le applicazioni della fotonica nei radar e nei sistemi di difesa contribuiscono in modo significativo alla sicurezza nazionale e internazionale. Inoltre, il miglioramento delle prestazioni dei radar tramite tecnologie fotoniche ha implicazioni positive per la gestione delle risorse naturali, la sorveglianza ambientale e la risposta alle emergenze. SETTORE Optical Wireless Networks Le attività del settore hanno un impatto sociale rilevante, migliorando la sicurezza e l’efficienza delle reti di telecomunicazione, con benefici per la sanità (Progetto SMARTEDGE), le smart city (BRAINE, CLEVER), la sorveglianza ambientale (DESIRE6G) e i trasporti (FIDAL 5G-SDA). Inoltre, l’utilizzo di tecnologie avanzate per la rilevazione di attacchi informatici e la gestione autonoma delle reti ha contribuito a rafforzare la resilienza delle infrastrutture critiche. Le reti ottiche avanzate e le tecnologie wireless sviluppate contribuiscono a migliorare la qualità dei servizi offerti in ambiti critici come la sanità, la gestione delle città intelligenti e la sorveglianza ambientale. Le soluzioni innovative consentono una maggiore sicurezza e connettività, facilitando l'accesso ai servizi e migliorando la qualità della vita, in particolare nelle aree meno servite. SETTORE Technology Transfer Le attività del settore si focalizzano sull’impiego di tecnologie digitali a beneficio delle comunità portuali, come le linee di navigazione, i concessionari dei terminal, gli operatori della catena logistica e le istituzioni preposte alla sicurezza e al controllo delle attività. Il laboratorio CNIT presso il Porto di Livorno è un esempio di valorizzazione della ricerca applicata al settore logistico e portuale. Il laboratorio ha un impatto positivo sulla vita quotidiana delle comunità portuali, migliorando la qualità dei servizi offerti e la sicurezza delle infrastrutture. Le tecnologie digitali implementate hanno reso i porti più efficienti, sicuri e sostenibili, con benefici per i lavoratori del settore e per le città in cui i porti sono situati. Il miglioramento della gestione delle risorse portuali contribuisce anche alla riduzione dei costi e all’aumento della competitività del settore.
SETTORE Integrated Photonics La fotonica integrata ha portato a significativi sviluppi economici, tra cui la nascita della start-up Camgraphic srl, che è riuscita ad attrarre rilevanti investimenti nazionali e internazionali. La partnership tra Camgraphic srl e il PNTLab ha generato contratti di ricerca e sviluppo, e la partecipazione in consorzi internazionali ha contribuito ad attrarre fondi, aumentando la solidità finanziaria del gruppo. L' attività di ricerca ha consentito di sviluppare soluzioni innovative nel campo delle interconnessioni ottiche ad altissima velocità, con un potenziale impatto sulle industrie delle telecomunicazioni, favorendo la crescita del mercato e il sostentamento finanziario del gruppo. Inoltre, la ricerca ha supportato la riduzione dei costi dei servizi di connettività, generando un impatto economico positivo sul settore delle telecomunicazioni. SETTORE Photonic Systems & Subsystems Il settore ha attratto investimenti significativi, con numerose aziende nazionali e internazionali che hanno collaborato con il PNTLab per sviluppare nuove soluzioni fotoniche. I progetti di ricerca in corso nel settore della difesa e delle comunicazioni wireless stanno generando opportunità economiche per l’industria italiana e internazionale, aumentando la competitività e l’innovazione nel settore delle comunicazioni e della difesa. SETTORE Optical Wireless Networks L’infrastruttura sviluppata dal PNTLab ha attratto importanti collaborazioni con aziende come NVIDIA, che ha fornito supporto tecnico e finanziario. Il CNIT ha ricevuto oltre 2 milioni di euro in finanziamenti, contribuendo alla crescita del settore delle telecomunicazioni avanzate. L’integrazione delle tecnologie ottiche e wireless ha portato a un rafforzamento della posizione economica di imprese italiane e internazionali. SETTORE Technology Transfer Il CNIT ha attratto investimenti e collaborazioni internazionali, contribuendo allo sviluppo economico del settore portuale e logistico. I progetti legati alle soluzioni ICT avanzate hanno portato a finanziamenti significativi, con un impatto positivo sul piano economico e la competitività delle imprese coinvolte.
Eventuali indicatori attestanti l'impatto:
Gli indicatori adottati per la valutazione dell'infrastruttura PNTLAB comprendono sia elementi quantitativi che qualitativi, volti a misurare l'impatto delle attività svolte. In particolare, i principali elementi di valutazione includono: • Convenzioni di accoglienza: nel periodo di riferimento 2020-2024, il PNTLAB ha attivato convenzioni che hanno consentito l’ingresso di sei ricercatori extra UE, di cui due donne provenienti da Pakistan e Siria. Questo dato attesta la capacità dell'infrastruttura di attrarre e supportare ricercatori e partner esterni. • Partecipazione a progetti di ricerca istituzionali competitivi: nel periodo considerato, il PNTLAB ha preso parte a 5 progetti europei, di cui 3 con ruolo di coordinamento, 10 progetti nazionali, di cui 3 con ruolo di coordinamento, Questi risultati dimostrano la capacità dell’infrastruttura di acquisire finanziamenti competitivi e sviluppare nuove linee di ricerca. • Servizi verso aziende: nel periodo considerato, il PNTLAB ha svolto 30 attività commissionate da aziende leader nel settore delle telecomunicazioni. Questi risultati dimostrano la capacità dell’infrastruttura di soddisfare le richieste delle aziende nel panorama italiano e internazionale. • Sottoscrizione di Memorandum of Understanding (MoU): il PNTLAB ha avviato collaborazioni strategiche con istituzioni accademiche, enti di ricerca e partner industriali, tra cui: Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Ericsson Telecomunicazioni, Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), ETSI, IEIIT – CNR, Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera, Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Leonardo SpA. Queste partnership rafforzano il network dell’infrastruttura, favorendo sinergie e progetti innovativi. • Produzione di brevetti: nel periodo di riferimento, i dipendenti del PNTLAB detengono la titolarità di 10 brevetti, di cui uno in titolarità del CNIT, a testimonianza dell’innovatività e del trasferimento tecnologico generato dalle attività del laboratorio. • Pubblicazioni scientifiche: sono state prodotte nel periodo di riferimento 2020-2024 n. 102 pubblicazioni su riviste scientifiche indicizzate, di cui il 78.5% su riviste classificate in Q1, contribuendo significativamente alla diffusione dei risultati della ricerca. • Conferenze scientifiche: Nel periodo di riferimento 2020-2024, sono state realizzate n. 137 pubblicazioni presentate in conferenze di rilevanza internazionale. Inoltre, il PNTLAB ha organizzato tre importanti eventi internazionali a) MWP 2021, International Topical Meeting on Microwave Photonics, si è svolto a Pisa dal 15 al 17 settembre 2021 in modalità virtuale a causa dell’emergenza Covid; l’evento ha registrato 62 iscrizioni, con 75 articoli sottomessi e 53 accettati; b) Photonics in Switching 2023, svoltosi a Mantova dal 26 al 29 settembre 2023; l’evento ha registrato n. 144 iscrizioni; n. 87 articoli sottomessi n. 71 articoli accettati; c) MWP 2024 “International Topical Meeting on Microwave Photonics”, tenutasi a Pisa dal 17 al 20 settembre 2024 presso l’Opera Primaziale Pisana; l’evento ha registrato n. 130 iscrizioni; n. 82 articoli sottomessi n. 72 articoli accettati. Infine è stata organizzata una scuola estiva dal 9 al 13 Settembre 2024 presso la sede del PNTLAB a Pisa, dal titolo Training School on "Practical system applications of integrated microwave photonics on satellite-based Earth observation and SATCOM", nell’ambito del progetto MWP4SPACE MSCA Industrial Doctoral Network (Grant Agreement 101073138, www.mwp4space.com). Questi elementi forniscono una valutazione solida e articolata dell’impatto dell’infrastruttura PNTLAB nel contesto scientifico, tecnologico e industriale.

Denominazione infrastruttura: RESILIENCE - European Research Infrastructure for the Study of Religion
Ruolo della struttura proponente: Coordinatore dell'infrastruttura
Area scientifica: Social and Cultural Innovation
Parole chiave: Scienze religiose, Informatica umanistica, Interdisciplinarietà, ESFRI Roadmap, Preparatory Phase
Breve storia dell'infrastruttura:
L’infrastruttura europea per le scienze religiose nasce nel 2018 con un progetto denominato ReIReS (Research Infrastructure on Religious Studies), finanziato dalla Commissione Europea con il programma H2020 (INFRAIA) realizzato da un consorzio di 11 centri e università distribuiti in 8 paesi europei e guidato da FSCIRE. Con ReIReS, l’infrastruttura avvia la fase di Design Study. Già in fase redazionale del progetto, per dare alla comunità di ricerca una dimensione trasversale alle discipline e quanto più possibile inclusiva, FSCIRE ha lanciato e poi sostenuto insieme ad atenei nazionali ed europei, centri di ricerca, dipartimenti universitari e case editrici la European Academy of Religion, associazione di studiosi e studiose che si riunisce annualmente per discutere i temi della ricerca europea sulle religioni e che da allora raccoglie oltre un migliaio di membri. Sempre nel 2018, FSCIRE ha guidato un consorzio composto da 12 istituti in 10 paesi membri dell’Unione Europea denominato RESILIENCE (Religious Studies Infrastructures: Libraries&Experts Networking Centres in Europe) che ha presentato la richiesta di entrare nella Roadmap ESFRI 2018, ottenendo il riconoscimento dei religious studies come area di alto interesse strategico per la European Research Area. Dal 2019 al 2021, RESILIENCE ha consolidato lo studio di fattibilità con un progetto biennale, finanziato dalla Commissione Europea con il programma H2020 (INFRADEV) che ha portato l’infrastruttura alla maturità necessaria per essere inserita nella Roadmap ESFRI 2021, con una tabella di marcia di 35 anni così distribuita: PREPARATION: 2020 – 2025; IMPLEMENTATION: 2026 – 2033; OPERATION: 2034 – 2053; TERMINATION: 2054 - 2055. Dal 2022 e fino al 2026, RESILIENCE è in Preparatory Phase e riceve un finanziamento dal programma HorizonEurope (INFRADEV) volto a sostenere le attività che consentiranno la creazione del quadro giuridico e finanziario del funzionamento della infrastruttura; la predisposizione di tutta la documentazione utile per la fase di implementazione; il completamento del catalogo dei servizi e la definizione di accordi legali e quadri tecnici per il loro funzionamento.
Descrizione delle modalità di funzionamento:
RESILIENCE si costituirà in ERIC al termine della fase preparatoria. Per questo, la governance in questa fase emula il modello e il funzionamento della governance di un ERIC. Tra gli organi di governo, quelli che sono preposti al controllo scientifico e tecnico sono: - Assemblea generale, composta dai rappresentanti dei partner del consorzio. È l’organo decisionale ultimo che decide sull’indirizzo scientifico, le questioni strategiche (come le adesioni di nuovi membri) e le iniziative da intraprendere. - Direttori, il cui board è composto dal Direttore esecutivo e da due Vicedirettori. Il Direttore esecutivo assicura l’allineamento tra la strategia scientifica e lo sviluppo tecnico dell’infrastruttura, che è coordinato in particolare da uno dei due vicedirettori. Il board supervisiona l’attuazione del piano di lavoro concordato con le Unità di lavoro e può avviare gruppi di lavoro ad hoc. - Comitato consultivo, che è un organo non esecutivo composto da esperti internazionali di spicco in diversi settori e offre consulenza professionale a tutti i livelli rilevanti per l’infrastruttura di ricerca (scientifico, tecnico, finanziario, ecc.).
Essendo in fase preparatoria, RESILIENCE ha per ora un numero limitato di servizi da offrire alla comunità. Tuttavia, per favorire l'accesso all'infrastruttura anche in questa fase, oltre ad alcuni servizi liberamente accessibili online e/o da remoto (dataset, strumenti di ricerca, formazione), RESILIENCE offre un servizio di accesso trans-nazionale (TNA), che è ormai continuativo dal 2018. La procedura, in linea con le politiche di accesso dell'infrastruttura (vedi sotto) prevede che, a fronte di un bando aperto ogni sei mesi, gli utenti si candidino attraverso il sito web di RESILIENCE TNA, utilizzando un modulo di candidatura online. Una volta chiuso il bando, le candidature vengono inviate ai rispettivi host. Ogni host del TNA compila la tabella di valutazione delle proposte degli utenti, una per ogni candidato, e la invia con la sua decisione. RESILIENCE invia poi un'e-mail a tutti i candidati individualmente con le decisioni finali, mettendo in comunicazione e futuri utenti con i loro TNA Host. Con la prossima implementazione del programma TNA, che sarà finanziato, e del portale TNA, il processo di richiesta cambierà. I potenziali utenti borsisti TNA si candideranno attraverso il portale TNA utilizzando il modulo di candidatura. Tutti i moduli di candidatura saranno raccolti ogni due mesi e inviati ai rispettivi TNA Host. Ogni TNA Host compilerà la tabella di valutazione dei borsisti TNA e la invierà al coordinatore nazionale dei borsisti TNA con un rapporto esplicativo. Il coordinatore nazionale del TNA raccoglierà tutti i rapporti e li invierà al Comitato di valutazione del TNA, che ha un mese di tempo per prendere una decisione. Le decisioni vengono comunicate rispedendo la reportistica con le opportune valutazioni al Coordinatore nazionale del TNA. In questo modo, i futuri borsisti TNA dovrebbero conoscere i loro risultati entro tre mesi dalla presentazione della domanda. Access Policy. RESILIENCE offre, per quanto possibile, un accesso ampio e illimitato agli strumenti e alle risorse messi a disposizione dall'infrastruttura, tenendo conto della loro sostenibilità economica e tecnica. In linea di principio, l'accesso è liberamente disponibile per l'uso da parte della comunità scientifica e accademica. Tuttavia, ragioni di capacità, tecniche, finanziarie o di sostenibilità ambientale possono richiedere che alcuni servizi siano offerti con restrizioni, le cui condizioni vanno chiaramente specificate. Per i servizi limitati, quando l'accesso è richiesto da studiosi e studiose, l'accesso deve essere consentito sulla base del principio di eccellenza. L'eccellenza scientifica delle proposte progettuali è giudicata da revisioni paritetiche effettuate da esperti indipendenti. L'accesso di istituzioni non accademiche, di enti a fini commerciali e di altri tipi di utenti specifici non accademici può essere concesso a pagamento.
Per valutare le domande di ammissione al programma TNA sono stati sviluppati i seguenti criteri, che sono disponibili sul sito web di RESILIENCE TNA. Il/la candidato/a deve ottenere almeno il 50% dei punti assegnati per i cinque principali criteri di selezione e di classificazione. Le domande “sì” o “no” fungono da criterio aggiuntivo che può essere usato per valutazione dei candidati a parità di criteri. Principali criteri di selezione e classificazione 1. Qualità della ricerca della proposta (0-15 punti) 2. Profilo professionale del potenziale utente (0-10 punti) 3. Potenzialità del progetto di ricerca (0-10 punti) 4. Corrispondenza tra competenze/collezioni presenti presso TNA Host e progetto di ricerca (0-10 punti) 5. Rilevanza europea del progetto (0-5 punti) Criteri aggiuntivi 1. Pari opportunità: il progetto è diretto o include un/una capogruppo o un/una ricercatore/trice principale o un membro del team di sesso femminile. OPPURE l'equilibrio di genere all'interno dei membri del gruppo è soddisfatto (40/60); OPPURE include un focus specifico sulle questioni di genere (sì/no). 2. Pari opportunità: Il progetto è guidato da, o beneficia di, o include, un leader di gruppo o un/una ricercatore/trice principale o un membro del team diversamente abile. OPPURE include un focus specifico su questioni di disabilità/trauma. (sì/no) 3. Il/la borsista TNA può essere considerato uno/a studioso/a a inizio carriera (Master, PhD, post-doc) (sì/no) 4. Il progetto è proposto da un/a borsista che non ha mai ricevuto una borsa di studio RESILIENCE TNA in precedenza. (sì/no) 5. Il progetto richiede una forte integrazione tra l'accesso alle collezioni fisiche e l'uso di strumenti digitali (sì/no).
RESILIENCE comprende un'infrastruttura fisica e una digitale, per cui l'accesso può essere fisico - alle strutture distribuite - e virtuale e remoto attraverso l'infrastruttura digitale. Il flusso di accesso é gestito centralmente attraverso un unico punto di accesso.
La politica per la scienza aperta di RESILIENCE riflette i valori della sua comunità, che riconosce che l'accesso alla conoscenza scientifica è un diritto universale. In quanto tale, RESILIENCE desidera che la conoscenza prodotta attraverso le sue offerte di servizi sia il più possibile accessibile a tutti. RESILIENCE riconosce l'Open Science come uno dei suoi principi guida e si impegna a rispettarlo: - sostenendo la pratica di ricerca della Scienza Aperta e l'adozione dei principi FAIR attraverso lo sviluppo delle competenze con attività formative; - consentendo la libera divulgazione della conoscenza e l'accessibilità dei risultati relativi alla scienza aperta adottando l’uso di strumenti come ARGOS, Zenodo, EUDAT B2DROP; - incoraggiando l'accesso aperto alle pubblicazioni e ai loro metadati; - incoraggiando e facilitando la condivisione di dati e software con licenze aperte; - impegnandosi con le infrastrutture di ricerca SSH correlate per garantire un'efficace diffusione delle conoscenze esistenti e la cooperazione per far progredire la scienza aperta.
Descrizione del profilo di sostenibilità:
Assemblea generale L'Assemblea generale è composta dai rappresentanti dei partner del consorzio. È l'organo decisionale finale che decide su questioni strategiche come le adesioni di nuovi membri e il bilancio complessivo. Il ruolo è quindi simile a quello della Assemblea Generale di un ERIC. Consiglio ad interim Il Consiglio ad interim è un organo non esecutivo composto dai rappresentanti dei ministeri nazionali dei partner coinvolti in RESILIENCE. Fornisce consulenza a RESILIENCE in merito al processo di candidatura ERIC. Istituito in fase preparatoria, funge da forum in cui i ministeri possono discutere delle questioni legate alla richiesta di istituire un ERIC e dei documenti per essa necessari. Il Consiglio funge anche come modello per l'istituzione dell'Assemblea Generale dell’ERIC. Direttori RESILIENCE raccoglie in un board il direttore generale e due vicedirettori. Il board è responsabile del perfezionamento di statuti, politiche e strategie, supervisiona l'attuazione del piano di lavoro concordato con l’Assemblea generale e sviluppato con le Unità di lavoro e può avviare gruppi di lavoro ad hoc. Il ruolo dei direttori è, come nell'ERIC, quello di tradurre in attività il piano strategico stabilito dall'Assemblea generale e di assicurarne la corretta attuazione. I tre direttori dovranno avere competenze complementari (ricerca, tecnica, finanza, gestione delle risorse umane) per poter guidare con successo il consorzio e orientarlo verso l’istituzione dell’ERIC. Per la fase preparatoria, i direttori sono distaccati dalle istituzioni di loro appartenenza come contributo in natura: sono selezionati sulla base della loro disponibilità, nonché delle loro capacità, competenze e livelli di esperienza. Il Direttore generale ha sede presso la sede centrale di Bologna, in Italia, mentre i vicedirettori sono basati in due diversi Paesi dei partner del consorzio. Ufficio di supporto L'Ufficio di supporto nella fase preparatoria è situato presso la sede centrale di Bologna, Italia. L'Ufficio di supporto comprende una figura di contabile e una di segreteria. Inoltre, è assunto un responsabile delle comunicazioni per coordinare le relazioni pubbliche della IR. Unità Nella fase preparatoria, apposite Unità di lavoro sono stabilite per sviluppare i servizi e le altre componenti della IR. Le Unità sono gestite dal personale presente presso le istituzioni partner. Le unità sono avviate e terminate dai Direttori in base ai compiti definiti nel piano di lavoro concordato con l’Assemblea. Pertanto, il numero e la portata possono cambiare durante il ciclo di vita di RESILIENCE. Non da ultimo, il numero e le dimensioni delle Unità dipendono dalle decisioni strategiche e dagli impegni dei partner. Comitato di coordinamento I presidenti delle Unità costituiscono il Comitato di Coordinamento che rappresenta le Unità di lavoro e lavora per consentire un corretto allineamento tra le attività da queste svolte. Comitato consultivo Il comitato consultivo è composto da esperti internazionali in vari settori rilevanti per la IR (come ricerca, servizi, sostenibilità) nominati dai Direttori per la durata della fase preparatoria. Gli esperti sono consultati dai diversi organi della IR per identificare criticità e opportunità utili allo sviluppo dell’IR.
Durante la fase preparatoria (2022-2026) l'infrastruttura è sostenuta dai fondi elargiti dalla Commissione Europea al consorzi costituito per il progetto RESILIENCE PPP (GA n. 101079792) e da contributi in natura dei partner. Al termine della fase, RESILIENCE costituirà un ERIC, la cui sostenibilità finanziaria sarà garantita da: (a) contributi finanziari dei membri (Stati membri dell'Unione europea; Paesi associati; Paesi terzi diversi dai Paesi associati; organizzazioni intergovernative), degli osservatori (come sopra, ma con diverso status e contribuzione) e delle singole istituzioni; (b) contributi delle sedi dell'infrastruttura; (c) altre risorse nei limiti e nei termini approvati dall'Assemblea generale.
Durante la fase preparatoria (2022-2026) l'infrastruttura rendiconta alla Commissione Europea le spese sostenute per il progetto RESILIENCE PPP, secondo quanto stabilito dal GA n. 101079792. Al termine della fase, RESILIENCE costituirà un ERIC, il cui modello di gestione finanziaria e di rendicontazione sarà verosimilmente basato su: Un esercizio finanziario che inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno. Un rendiconto finanziario accompagnato da una relazione sulla gestione finanziaria e dal bilancio dell'esercizio e da un bilancio di previsione per l'esercizio successivo. .Il rispetto dei requisiti della legge del paese in cui ha la sede legale per quanto riguarda la preparazione, l'archiviazione, la revisione e la pubblicazione dei conti. RESILIENCE redige fin dal 2022 un rapporto annuale di attività, contenente in particolare gli aspetti scientifici, operativi e finanziari delle sue attività. La relazione è approvata dall'assemblea dei membri. Una volta istituito l'ERIC, tale relazione sarà trasmessa alla Commissione europea e alle autorità pubbliche competenti entro sei mesi dalla fine dell'esercizio finanziario corrispondente e sarà resa disponibile al pubblico.
Attualmente RESILIENCE non ha propri dipendenti, comandati o associati. Ciononostante, grazie al progetto RESILIENCE PPP e ai contributi in natura dei partner, può contare su circa 35 risorse di personale tecnico-scientifico, sostenuti da uffici amministativi locali.
Descrizione dei risultati e dell'impatto scientifico:
Nel periodo 2020-2024 l’impatto scientifico di RESILIENCE è riscontrabile in: - Accessi TNA. Sebbene RESILIENCE non sia ancora entrata in fase di implementazione e di operatività, fin dal 2018 offre un servizio di TNA per l’accesso alle risorse disponibili presso i propri partner. Il TNA non gestisce in modo esclusivo l’accesso alle diverse facilities, ma garantisce un insieme di benefici altrimenti non godibili dall’utente, che all’accesso a biblioteche, archivi e macchinari utili allo svolgimento della ricerca unisce la messa a disposizione di spazi dedicati e di colleghi/e con maggiore esperienza a collaborare alla ricerca durante la permanenza, la partecipazione ad attività di formazione, l’accesso a biblioteche, archivi e database facenti parte della rete del luogo di accesso e non altrimenti consultabili, l’uso di foresterie. Attualmente RESILIENCE offre accesso a 22 facilities in tutta Europa. Nel periodo Gennaio 2022- Dicembre 2024 sono stati completate le procedure per un totale di quattro bandi TNA: uno nel 2022, uno nel 2023 e due nel 2024. Altri due bandi sono previsti per il 2025. In totale abbiamo ricevuto 68 domande, di cui 56 sono state accettate (questo include le domande per le visite previste nel 2025). Di questi, un totale di 29 soggiorni di ricerca sono già stati completati e 20 saranno completati nel prossimo anno accademico. Sei utenti hanno dovuto rinviare o cancellare il loro soggiorno di ricerca: quattro hanno citato le tensioni geopolitiche tra Israele e Gaza e due la mancanza di fondi. Nel periodo 2018-2021, l’infrastruttura ha offerto accesso, grazie al progetto ReIReS (GA n. 730895), a 87 utenti di 23 Paesi, per un totale di 180 settimane di accesso. Gli utenti hanno condotto ricerche presso uno dei quattordici centri di accoglienza TNA disponibili, che in questa fase consistevano solo in biblioteche e archivi. A luglio 2021, 19 studiosi avevano pubblicato ricerche prodotte (in tutto o in parte) grazie a una borsa di studio ReIReS in riviste scientifiche, libri o come parte di tesi di laurea, altri 49 erano in preparazione (in fase di peer review o in stampa) e 10 presentazioni erano state tenute a conferenze. Le pubblicazioni in Open Access sono state raccolte fino a luglio 2021 e sono ancora accessibili qui: https://reires.eu/online-workshopmaterials/publications/. - Sostegno alla comunità: la European Academy of Religion. Il consorzio che costituisce RESILIENCE rappresenta il nucleo di soci più attivi e protagonisti nelle diverse società che raccolgono studiosi e studiose delle religioni nei livelli nazionali, europeo e internazionale, e in modo particolare nella European Academy of Religion. Fondata nel 2016 in parallelo all’avvio dell’attività infrastrutturale, l’associazione ad oggi raccoglie oltre 1000 membri da tutto il mondo, che si riuniscono annualmente nel periodo estivo in una sede universitaria europea per quattro giorni di attività convegnistica. RESILIENCE in questo quadro propone o partecipa in panel che (a) presentano l’utilizzo o l’invenzione di tecnologie finalizzare allo studio dei testi, dei riti, delle norme, dei culti, delle culture e delle dottrine religiose secondo le prospettive disciplinari tra le più diverse; (b) discutono della rilevanza delle religioni nelle culture, nelle società e nelle politiche europee e mondiali; (c) mettono al centro le esigenze della comunità scientifica. - Creazione di un consorzio nazionale per lo sviluppo del progetto ITSERR (ITalian Strangthening of the ESFRI RI RESILIENCE) finanziato con la Missione 4, “Istruzione e Ricerca” - Componente 2, “Dalla ricerca all’impresa” - Linea di investimento 3.1, “Fondo per la realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione” del PNRR (Fondi NextGenerationEU). FSCIRE ha ideato e guidato la redazione di un progetto risultato vincitore del bando promosso dal MUR nel 2022 per le infrastrutture di ricerca italiane, volto al rafforzamento di infrastrutture di ricerca europee. Il progetto ITSERR, volto al rafforzamento di RESILIENCE, per via della dimensione pan-pubblicistica del bando, è coordinato dal CNR e si avvale di un consorzio composto dalle Università di Torino, di Modena e Reggio Emilia, di Napoli “L’Orientale” e di Palermo. Il progetto, del valore di 22,2 milioni di euro, è strutturato in 12 gruppi di lavoro, di cui 8 sono dedicati a sviluppare tecnologie a partire da casi d’uso specifici. Tra i prodotti attesi e del tutto originali rispetto al panorama scientifico nazionale ed europeo, si segnalano: - Software open source e servizi cloud di collaborazione per la realizzazione di edizioni critiche di testi (religiosi) in formato cartaceo e digitale - Software per la navigazionedi testi normativi religiosi anche nella loro dimensione diacronica; - Strumento di Hand Written Recognition per i caratteri dei manoscritti copti e un software per la ricostruzione di codici copti; - Softwareper la catalogazione semi-automatica di volumi scritti in alfabeto non latino (arabo, cinese); - Due dataset sulle uccisioni nei luoghi di culto e sui santuari italiani che raccoglie fonti nuove e inedite (testi, immagini, dati, metadati); - Dataset e strumento di analisi semantica sui santuari italiani, che raccoglie fonti nuove e inedite (immagini, rilevamento dello sguardo con gli occhiali ARIA di Meta); - Sistema di collegamento automatico tra documenti archivistici e loro sommari e inventari; - Sistema di creazione del regesto e di assegnazione di elementi di indicizzazione; - Sistema di ricerca di citazioni e allusioni in grandi corpora in lingua araba, latina e greca antica (e creazione di nuovi datasets); - Dataset 3D e testuale su una collezione di tavolette curve incise con alfabeto cuneiforme. RESILIENCE è presente in: - Roadmap ESFRI 2018 con il progetto ReIReS, che ha portato al riconoscimento dei religious studies come High Strategic potential Area of Research e Roadmap ESFRI 2021 come progetto di Infrastruttura componente il landscape dell’area tematica Social and Cultural Innovation. Per questo motivo, RESILIENCE è attualmente sottoposta al monitoraggio ESFRI i cui risultati saranno pubblicati nella Roadmap 2026. - PNIR 2021-2027 in qualità di IR di categoria “europea”. L’erogazione del FOE destinato a RESILIENCE tramite il CNR riconosce a questo, nel PNIR, il ruolo di capofila, che di fatto è svolto da FSCIRE. - Nel governing board di SSHOC (Social Sciences and Humanities Open Cloud) dove siedono le infrastrutture di ricerca europee inserite in Roadmap ESFRI e nel quale contribuisce allo sviluppo del piano annuale, che includo una serie di attività coordinate volte all’arricchimento del comune marketplace e al consolidamento della posizione delle infrastrutture nel settore delle SSH nella ERA e in EOSC.
Descrizione dell'impatto socioeconomico:
Impatto sociale. RESILIENCE sta svolgendo la sua fase preparatoria, al termine della quale avrà sviluppato e testato uno strumento di misurazione dell’impatto che consentirà di offrire dati quantitativi strutturati. Pur nella complessità di valutare l’impatto di una infrastruttura così giovane, è fin da ora possibile sostenere che l’impatto sociale di RESILIENCE può essere valutato sulla base della capacità dell’IR di: Aumentare il riconoscimento dell’importanza delle informazioni scientificamente solide riguardo le religioni. A tal fine RESILIENCE direziona parte delle sue comunicazioni verso pubblici non accademici. Nel periodo 2020-2024: Aumentare la comprensione e la guida dell'UE nel processo di trasformazione globale (digitale) delle scienze umane. A tal fine RESILIENCE partecipa a iniziative condotte a livello europeo (ad esempio, il consiglio direttivo e l’assemblea del SSHOC, le iniziative di EOSC, ESFRI) e svolge ruoli consultivi per la CE. Creare sinergie a livello locale, nazionale ed europeo tra istituzioni pubbliche e private (come università, centri di ricerca, settore GLAM) che forniscono e conservano materiale del patrimonio culturale nel campo degli studi religiosi. a tal fine RESILIENCE investe nel programma TNA, con l’obiettivo di (a) mantenere la rete di host TNA e ampliare la rete di hosting TNA incorporando altri host TNA al di fuori del consorzio RESILIENCE che dispongono di collezioni, materiali ed esperti importanti per la ricerca sulla religione, arricchendo e ampliando così la rete RESILIENCE (partendo da sei host TNA, la rete è cresciuta fino a 18 host TNA, oltre ai 5 host italiani del progetto ITSERR); (b) offrire sessioni di formazione per i membri della rete di host TNA, in continua crescita, che vengono organizzate regolarmente. Mettere la tecnologia e l’innovazione negli studi religiosi al servizio della società e della cultura. A tal fine, in particolare il progetto ITSERR finanzia, tra l'altro: attrezzature e hardware per la digitalizzazione 3D che vengono messi a disposizione anche di musei italiani; un sistema di catalogazione semiautomatica per i libri in scrittura non latina, che si sta avviando verso il rilascio finale ed è già stato presentato all'autorità bibliotecaria nazionale per un'ulteriore implementazione; uno studio di fattibilità in corso su un laboratorio mobile di digitalizzazione. Aumentare la possibilità di trovare dati e risorse per lo studio e la comprensione delle religioni. A tal fine RESILIENCE sta lavorando a: - rebranding del proprio portale di ricerca ReIReSearch; - onboarding dei nuovi membri nella IR per consentire la messa a disposizione delle loro risorse; - formazione sui dati FAIR nello studio della religione; - strategia di servizi orientata all’onboarding di alcuni servizi sui marketplace EOSC e SSHOC. - implementazione dei principi dell’Open Science e del FAIR, ad esempio attraverso lo sviluppo di politiche proprie di Open Science; - creazione della comunità Zenodo RESILIENCE e conseguente sensibilizzazione dei membri della comunità a rendere disponibili risorse per la ricerca sulle religioni in questa comunità; - offerta di informazioni sulle collezioni e sui dataset disponibili attraverso il sito web di RESILIENCE. - creazione, diffusione e formazione sulla gestione dei dati, in cui includiamo ampie informazioni su come fornire i dati alle nostre diverse piattaforme in modo da aumentare la possibilità di trovare le risorse. - creazione di connessioni con partner che contribuiscono alla possibilità di trovare risorse, come ad esempio la collaborazione con la Biblioteca universitaria di Tubinga, che gestisce Index Theologicus (IxTheo), una delle principali bibliografie internazionali di teologia e studi religiosi. - sviluppare un catalogo di servizi completo e dettagliato che aiuti i ricercatori a trovare le risorse o gli strumenti necessari. Impatto economico. RESILIENCE è una infrastruttura distribuita il cui impatto economico nei diversi territori è relativamente rilevante in termini di attrazione di investimenti, sviluppo di attività industriali, economiche e commerciali. Ciononostante, contribuisce all’aumento della spesa pubblica e degli investimenti per le scienze umane e sociali in ciascuno degli stati membri nei quali si colloca, che dal 2018 a oggi si ipmegnano in modo progressivamente maggiore per la sua sostenibilità. In Italia, la presenza di RESILIENCE ha consentito che al progetto ITSERR venissero riconosciuti 22.171.470,50 milioni di euro, di cui oltre il 50% è stato allocato presso i partner con sede nelle regioni del sud. Avendo tra i propri obiettivi la promozione dello studio della diversità religiosa, linguistica e culturale nella storia e nel presente, RESILIENCE ambisce a contribuire all’incremento degli investimenti nell'utilizzo e nello sviluppo di (meta)dati multilingue. A tal fine - Offre formazione su strumenti di supporto alla ricerca multilingue (ad es. E-Scriptorium). - Tramite il progetto ITSERR finanzia, tra l'altro, la ricerca, lo sviluppo industriale e la gestione dei dati per fonti n copto, latino, greco antico, slavo ecclesiastico, arabo, ebraico, inglese, sanscrito, italiano antico.
L'impatto economico e finanziario per FSCIRE è, in questa fase preparatoria, limitato, nella misura in cui i servizi non sono offerti a fronte del pagamento di una fee. La presenza di RESILIENCE e il contributo di FSCIRE allo sviluppo dei suoi servizi ha portato a potenziare gli acquisti di strumentazione e a mettere a sistema i progetti legati alla digitalizzazione di biblioteche e archivi e i relativi output, per la loro messa a disposizione all'utenza. Lo sviluppo, tra gli altri, di un software per la catalogazione semi-automatica di testi in script arabo ha consentito, in questa fase preliminare, di risolvere alcuni problemi di funzionamento del catalogo interno e, in prospettiva, consentirà di catalogare in tempi brevi e con l'ausilio limitato delle risorse umane gli oltre 180 mila volumi donati alla Bilblioteca di FSCIRE in formato digitale e in script arabo.
Eventuali indicatori attestanti l'impatto:
La fase preparatoria di RESILIENCE prevede la predisposizione di un sistema di valutazione dell'impatto basato su KPI. Questo sistema è descritto, nella sua versione preliminare, qui: https://www.resilience-ri.eu/wp-content/uploads/2024/12/RESILIENCE_WP5_D5.1_ImpactAnalysis-_01.00_FINAL.pdf Gli indicatori che sono utilizzati in questa fase sono di natura quanti-qualitativa. Impatto scientifico - Superare la frammentazione delle discipline a) sviluppo di servizi con il supporto di gruppi interdisciplinari: 8 unità di lavoro attive b) sostegno e presenza a conferenze in cui siano rappresentate tutte le discipline (inclusa la teologia): 6/anno c) invitare studiosi di scienze sociali a partecipare a panel sponsorizzati da RESILIENCE e a interviste agli utenti: 2 panel/anno d) sostegno allo sviluppo di modelli di TNA che favoriscano la ricerca interdisciplinare: in fase di test e) Presentazione di proposte per progetti interdisciplinari nazionali e internazionali: 1/anno (2022 Finanziamento Next GenerationEU in Italia, rafforzamento RI ESFRI: 22 milioni a progetto ITSERR CUP B53C22001770006, 2023 Elinizb Project in Bulgaria https://elinizb.uni-sofia.bg/; 2024 GRAPHIA Project GA n. 3H240589 ) - Riduzione degli ostacoli all'accesso transnazionale alle risorse per lo studio delle religioni a) domande di accesso tramite il TNA Fellowship programme: 29 borsisti TNA 2022-2024 b) nuovi TNA Host: 18 (2022-2024) - Miglioramento dell'accesso in loco e online alle risorse digitalizzate a) funzionamento del TNA Fellowship programme: 3 iterazioni concluse b) Potenziamento sito e comunicazione per presentare le risorse disponibili c) Mappatura soluzioni per collezioni di difficile accesso: 1 in corso d) Miglioramento della piattaforma di ricerca di risorse ReIReSearch - Incrementare la mobilità degli studiosi a) Individuare fondi aggiuntivi per sostenere la mobilità: 1 Doctoral Network in costruzione; il progetto ITSERR in Italia finanzia la mobilità TNA in entrata e in uscita fino a 400.000 euro b) Presentare candidature all'azione COST: 1 (in attesa di valutazione) - Aumentare il ruolo della competenza sui dati della ricerca e migliorare e sviluppare le competenze e le abilità dei suoi utenti. a) Programma di training su dati e servizi : 2 webinar all'anno - Rafforzamento dell'eccellenza scientifica a) Access policy definita per supportare l'accesso guidato dall'eccellenza b) Supporto alla comunicazione per TNA fellows (Excellence-driven): RESILIENCE diffonde i loro progetti di ricerca e i risultati in articoli di cronaca e sui social media e realizza contenuti sui loro soggiorni di ricerca - Miglioramento delle condizioni di ricerca e della qualità della ricerca condotta I soggiorni di ricerca TNA organizzati da RESILIENCE consentono ai borsisti TNA di svolgere gli studi necessari per completare pubblicazioni, tesi e abilitazioni. Le ricerche richiedono solitamente molto tempo per essere pubblicate. Ad oggi, le pubblicazioni frutto di RESILIENCE TNA 2022-2024: 5 in Open Access, 3 pubblicazioni non disponibili in Open Access, 11 presentazioni, altre in preparazione. Impatto socio-economico - Aumentare il riconoscimento del valore delle informazioni sulle religioni basate sugli esiti della ricerca scientifica RESILIENCE Target Audiences: ● Academic (including members of RIs and libraries): 315.268 ● Non Academic Target Audience: 236.492 ● Media: 7.709 ● Decision Makers (Governmental institutions or organizations): 2.368 ● New Partners (GLAM, potential business investors, new partners from other countries): 787 - Aumentare la comprensione e la guida dell'UE nel processo di trasformazione globale (digitale) delle scienze umane Partecipazione a iniziative condotte a livello europeo: Consiglio direttivo e assemblea SSHOC; partecipazione a titolo individuale (direzione) e istituzionale in EOSC; iniziative ESFRI forum; ruoli consultivi per la CE; presenza nell'ERIC Forum - Creazione di sinergie a livello locale, nazionale ed europeo tra istituzioni pubbliche e private (come università, centri di ricerca, GLAM) che forniscono e conservano materiale del patrimonio culturale nel campo degli studi religiosi a) Mantenere la rete di host TNA e ampliare la rete di hosting TNA incorporando host esterni al consorzio RESILIENCE che dispongono di collezioni, materiali ed esperti importanti per la ricerca sulle religioni: 2022 6 host; 2024 18 host + 5 istituzioni del progetto ITSERR b) Offrire sessioni di formazione per i membri della rete di host TNA: 2 sessioni/anno - La tecnologia e l'innovazione negli studi religiosi sono al servizio della società e della cultura a) Il progetto ITSERR (Italian Strengthening of the ESFRI RI RESILIENCE) finanzia, tra l'altro: attrezzature e hardware per la digitalizzazione 3D messe a disposizione anche dei musei italiani; un sistema di catalogazione semiautomatica per i libri in scrittura non latina, in fase di rilascio finale e già presentato all'autorità bibliotecaria nazionale per un'ulteriore implementazione; b) realizzazione di laboratorio mobile di digitalizzazione: studio in corso - Aumentare la scopribilità delle risorse legate alla religione a) miglioramento delle tecnologie di supporto: Rebranding del portale ReIReSearch; collaborazione con D4Science per infrastruttura tecnologica stabile e sostenibile b) ampliamento della rete: Onboarding dei nuovi membri del RI; c) Formazione sui dati FAIR nello studio della religione: 1/anno d) Strategia di servizi orientata all'onboarding di alcuni servizi sul portale EOSC e sul mercato SSHOC. e) Focus sull'implementazione dei principi dell'Open Science e del FAIR: sviluppo di policy di Open Science e di accesso, loro adozione nella strategia di servizi f) Creazione della comunità Zenodo RESILIENCE e conseguente sensibilizzazione dei membri della comunità a caricare risorse rilevanti g) Offerta di informazioni sulle collezioni e sui dataset disponibili attraverso la pagina web dedicata sul sito di RESILIENCE: https://www.resilience-ri.eu/datasets/; https://www.resilience-ri.eu/transnational-access-hosts/ h) Creazione, diffusione e formazione sul Research Data Management: 1/anno i) Creazione di connessioni con partner che contribuiscono alla scopribilità delle risorse: Biblioteca universitaria di Tubinga, per l'Index Theologicus (IxTheo), una delle principali bibliografie internazionali di teologia e studi religiosi; ATLA Associazione delle biblioteche teologiche statunitensi che offre anche strumenti di ricerca per il mercato USA j) Sviluppare un catalogo di servizi completo e dettagliato che aiuti i ricercatori a trovare le risorse o gli strumenti necessari - Aumento del capitale professionale degli utenti di RESILIENCE e sostegno alla loro posizione nel mercato del lavoro accademico Dal 2024, RESILIENCE co-sponsorizza un panel alle conferenze annuali della European Academy of Religion sulle scuole di dottorato nel settore. 2024: tema programmi di scambio, 2025: tema tutoraggio e allo sviluppo della carriera. Il progetto ITSERR finanzia 40+ contratti di ricerca e dottorato per migliorare lo sviluppo della RI RESILIENCE - Aumento degli investimenti nell'utilizzo e nello sviluppo di (meta)dati multilingue a) Formazione su strumenti di supporto alla ricerca multilingue (ad es. E-Scriptorium).b) Il progetto ITSERR finanzia, tra l'altro, la ricerca e la gestione dei dati per le fonti in copto, latino, greco antico, slavo ecclesiastico, arabo, ebraico, inglese, sanscrito Aumentare il riutilizzo della ricerca e dei prototipi provenienti dalle Digital Humanities in altre aree di ricerca o industrie a) organizzazione e partecipazione a eventi con stakeholder di settore: a partire dal 2025
Eventuali pubblicazioni riferibili all'infrastruttura:
RESILIENCE presenta questi risultati anche grazie a progetti finanziati dalla Commissione Europea che hanno insistito e tutt'ora insistono sul periodo valutato da questo esercizio: ReIReS - Research Infrastructure on Religious Studies GA. 730895, 2018-2021, Grant amount: € 3,083,936.25 https://reires.eu/ RESILIENCE INFRADEV - REligious Studies Infrastructure: tooLs, Experts, conNections and Centers GA n. 871127, 2019-2021, Grant amount: € 2,179,161.25 RESILIENCE PPP - RESILIENCE Preparatory Phase Project GA n. 101079792, 2022-2026, Grant amount: € 3,981,620.75 https://www.resilience-ri.eu/ Il GA di RESILIENCE PPP è disponibile tra la documentazione comprovante il coordinamento dell'infrastruttura di FSCIRE. Di tutti si allegano delle schede riassuntive. Ai fini della valutazione della IR si allega anche il Rapporto Tecnico presentato alla Commissione Europea a chiusura del secondo periodo di progetto (fino al 30 novembre 2024), insieme alla valutazione ricevuta. Il progetto ITSERR (ITalian Strengthening of the ESFRI RI RESILIENCE), menzionato in diverse occasioni nella descrizione delle attività dell'IR, è un progetto finanziato nell’ambito del PNRR, Missione 4, “Istruzione e Ricerca” - Componente 2, “Dalla ricerca all’impresa” - Linea di investimento 3.1, “Fondo per la realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione”, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU. Il progetto ITSERR è stato ideato da FSCIRE, in collaborazione con il CNR e le Università di Torino, di Modena e Reggio Emilia, di Napoli “L’Orientale” e di Palermo. Per ragioni legate alla formulazione del bando, la compagine di progetto è stata costituita tra il CNR (capofila del progetto, ne ospita il coordinatore scientifico e il responsabile finanziario) e le Università. Le unità operative di ITSERR sono CNR, Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione "A. Faedo"; UNIMORE, Dipartimento di Educazione e Scienze Umane; UNIMORE, Dipartimento di Ingegneria "Enzo Ferrari"; UNIOR, Dipartimento Asia Africa e Mediterraneo; UNIPA, Dipartimento Culture e Società; UNIPA, Dipartimento di Matematica e Informatica; UNIPA, Dipartimento di Ingegneria; UNIPA, Dipartimento di Giurisprudenza; UNIPA, Dipartimento di Architettura; UNITO, Dipartimento di Studi Storici. ITSERR è un progetto volto a rafforzare RESILIENCE sulla base alle esigenze della comunità scientifica nazionale delle scienze religiose. Si basa sul postulato che le scienze umane possono offrire insiemi di dati superdiversi la cui complessità sfida le tecnologie e gli studi nel campo dell’ICT. RESILIENCE, insieme ad alcune delle istituzioni partner del progetto, garantirà la sostenibilità dei prodotti di ITSERR. FSCIRE, che dal 2014 è riconosciuta infrastruttura di ricerca nazionale, ha esteso grazie a ITSERR la rete infrastrutturale italiana. Le pubblicazioni riferibili all'infrastruttura che sono qui presentate sono il risultato della ricerca di membri di FSCIRE che lavorano direttamente o a stretto contatto con le sedi del progetto ITSERR. Si allega qui un estratto del progetto.

Denominazione infrastruttura: Società Internazionale per lo studio del Medioevo latino (S.I.S.M.E.L.)
Ruolo della struttura proponente: Coordinatore dell'infrastruttura
Istituti di riferimento: SISMEL
Area scientifica: Digit-data, computing, digital infrastructure
Parole chiave: Biblioteca specialistica, Collaborazioni Impresa-Università, Digital/digitalizzazione, Formazione finalizzata, Letteratura e filologia medievale, Interdisciplinarietà, Open source, Patrimonio manoscritto, Ricerca di base, Ricerca di sintesi
Breve storia dell'infrastruttura:
La S.I.S.M.E.L. è un istituto culturale con scopi di ricerca, di alta formazione e di promozione scientifica, che si configura in forma di associazione. È stata fondata da Claudio Leonardi, ispirandosi ai grandi istituti di ricerca europei (l’Institut de recherche et d'histoire des textes a Parigi, i Monumenta Germaniae Historica a Monaco, il Warburg Institut a Londra). I soci ordinari sono studiosi che si sono particolarmente distinti negli studi mediolatini in Italia e nel mondo oltre che nelle attività promosse dalla Società stessa. Operante dal 1978, si è formalmente costituitasi nel 1984 per opera di 6 soci fondatori. Ospitata inizialmente, per le sue attività, in locali privati, nel 1987 si è trasferita, grazie alla disponibilità dei Monaci Cistercensi, in alcuni locali interni alla Certosa del Galluzzo di Firenze (di proprietà del Demanio dello Stato) operandovi per oltre vent’anni. Fino a quel momento l’attività principale era ruotata intorno al grande repertorio bibliografico «Medioevo latino», che, secondo una periodicità annuale, dal 1980 dà notizia della produzione medievistica mondiale relativa soprattutto relativa ai testi scritti in lingua latina. Da subito la ricerca ha avuto il carattere di ricerca scientifica sia nei contenuti sia nelle metodologie: quanto ai primi si sono costituiti authority files su autori, testi e manoscritti (ora di riferimento nella comunità internazionale e di dominio pubblico); quanto alle seconde si sono applicate metodologie verificate (anche in accordo con la Commissione per il Catalogo Unico del Ministero dei Beni Culturali, prevedendo l’impiego di metodologie informatiche a partire dal 1990 (primi risultati effettivi nel 1992). Nel dicembre 2009 la S.I.S.M.E.L. è divenuta proprietaria di una porzione di un palazzo storico, situato nel centro di Firenze, per una superficie congrua alle sue attività, in particolare per la conservazione e fruibilità del suo patrimonio bibliografico, per l’allocazione delle strumentazioni informatiche, per l’offerta degli spazi adibiti all’alta formazione e all’editoria scientifica. Con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 maggio 2007 è stata riconosciuta dallo Stato italiano come Ente di ricerca scientifica. A questa attività di ricerca si è affiancata nel 2001 l'istituzione del Corso di perfezionamento postuniversitario in filologia e letteratura latina medievale, concepito e strutturato come un dottorato di ricerca, che opera in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca e gode del coinvolgimento di docenti di molti atenei italiani ed europei (in primo luogo i professori affiliati e i ricercatori interni). Il titolo è equipollente al dottorato di ricerca rilasciato dalle università italiane ai sensi del D.M. 3 aprile 2001 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 104 del 7 maggio 2001.
Descrizione delle modalità di funzionamento:
Assemblea dei soci Consiglio di amministrazione Comitato scientifico Collegio dei Sindaci
Partecipazione a selezioni pubbliche per borse di studio (anche dottorali), borse di ricerca, assegni di ricerca, regolate dal Piano triennale per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza vigente. Richieste ufficiali all’organo statutario preposto alla programmazione scientifica.
La valutazione scientifica è affidata al Comitato scientifico e, nei casi di bandi competitivi, a Commissioni giudicatrici appositamente nominate. La valutazione tecnica di fattibilità è assicurata dalle delibere del Consiglio di amministrazione.
I ricercatori sono ammessi alla consultazione dei dati raccolti dall'infrastruttura nello svolgimento dei casi di studio assunti secondo accordi stabiliti in relazione alle finalità di studio dei richiedenti. Tali modalità di accesso sono quindi stabilite, secondo i casi, dagli organi statutari.
La gestione in sicurezza del sistema integrato per la ricerca, in un orizzonte anche di eco-sostenibilità, con attenzione alla normativa nazionale ed europea a proposito delle problematiche di accessibilità, e con la finalità primaria di offrire un’infrastruttura di ricerca che possa migliorare le condizioni di lavoro negli studi dedicati ai testi latini del Medioevo, è affidata ad un server virtualizzato utilizzato all’interno dell’intranet come punto di storage. Il sistema integrato per la ricerca è stato realizzato con tecnologia Open Source osservando i principi della flessibilità e semplicità nell'inserimento di nuovi data base e garantendo una fruibilità dei risultati scientifici secondo sistemi di interrogazione sempre più raffinata. È assicurata l'interoperabilità con i risultati scientifici di altre infrastrutture di ricerca internazionali.
Descrizione del profilo di sostenibilità:
L'Assemblea si compone dei Soci ordinari, elegge il Presidente (su designazione del Comitato scientifico), è competente alla modifica dello Statuto ed approva il bilancio. Il Consiglio di amministrazione si compone di otto membri, oltre al Presidente (due sono eletti dall'Assemblea; due dal Comitato Scientifico; quattro sono nominati dal Presidente, di cui almeno uno dovrà essere scelto, purché sia Socio, tra i collaboratori della Società), che durano in carica tre anni dalla data della loro nomina. Al Consiglio di amministrazione sono conferiti tutti i poteri inerenti la gestione sia ordinaria sia straordinaria della Società; redige il testo del bilancio preventivo e consuntivo, da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea. Il Collegio dei Sindaci, formato da tre membri eletti dall'Assemblea dei soci, esercita il controllo su tutte le operazioni finanziarie e contabili della Società e redige un rapporto annuale che presenta al Consiglio di amministrazione in occasione della discussione dei bilanci preventivo e consuntivo.
L'infrastruttura gode di finanziamenti pubblici e privati, in parte si autosostiene con la vendita dei prodotti della ricerca nei limiti e nelle forme consentite dalla normativa. Sul sito web dell'infrastruttura, nella sezione "Amministrazione trasparente", sono regolarmente pubblicati i bilanci di previsione e i bilanci consuntivi, oltre il Piano triennale per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza.
Si tratta di un piano articolato in relazione alle diverse fonti di finanziamento delle quali l'infrastruttura gode (cfr. punto b) e corrispondente alla normativa che regola le diverse risorse. La segreteria amministrativa nel provvedere alla necessaria rendicontazione per presentarla ai Ministeri competenti per vigilanza, si avvale di consulenze esterne mirate. L'infrastruttura prevede l'organo statutario del Collegio dei Sindaci.
L'infrastruttura si avvale di 18 dipendenti e di un numero variabile (negli anni in valutazione VQR minimo 5 massimo 10) di collaboratori, ricercatori e tecnici coinvolti con varie forme contrattuali.
Descrizione dei risultati e dell'impatto scientifico:
Con l’intento di rappresentare e coordinare studiosi e ricercatori del settore, a partire dalla rappresentanza nei suoi organi statutari, la SISMEL rappresenta oggi di fatto un punto di riferimento fondamentale per i mediolatinisti. Fa parte delle istituzioni culturali che dal 1989 sono vigilate dal Ministero della cultura, a costituire quello che viene definito un riferimento strategico nazionale per il patrimonio posseduto e reso disponibile (nel caso specifico di tipo bibliografico ed archivistico). Nel promuovere attività di ricerca e programmi culturali, nonché iniziative di alta formazione e di innovazione metodologica, collabora con altre istituzioni culturali similari, italiane e straniere, e con il sistema universitario, italiano ed internazionale. Lo scambio di informazioni e studiosi ha inoltre consentito uno sviluppo ed un arricchimento reale delle sue imprese scientifiche inserendola nel circuito delle più importanti istituzioni internazionali operanti nel settore della ricerca mediolatina. I risultati della sua ricerca di base (numerosi i repertori continuamente implementati e periodicamente pubblicati) sono anche misurabili dai patrocini ricevuti, primo fra tutti quello della Union Académique Internationale, e dagli strumenti resi disponibili agli studiosi di tutte le discipline medievistiche (linguistica storica, paleografia, codicologia, storia medievale, storia religiosa, letterature in volgare, tradizione dei classici e degli scrittori patristici, storia della musica, storia dell’arte, storia della filosofia e della scienza, storia del diritto, archivistica, numismatica, storia delle biblioteche, ecc.). Oltre l’aspetto bibliografico, si dedica a numerosi ambiti di studio riguardanti il medioevo: l’esegesi biblica, l’agiografia e la storia della santità, le tradizioni filosofiche e teologiche, la storia della scienza e della natura, lo sviluppo della cultura in lingua latina, la filologia e la critica del testo, le ricerche paleografiche e codicologiche, la storia della geografia e della letteratura di viaggio. Grande attenzione è riservata al settore delle applicazioni innovative nel campo delle scienze umane, in particolare alle tecnologie di digitalizzazione per la conservazione, consultazione e fruizione del patrimonio. Oltre a pubblicare i risultati in riviste e collane scientifiche riconosciute di rilevante interesse culturale, è uno dei centri di ricerca più avanzati in Italia per la creazione di applicazioni innovative in discipline umanistiche digitali (banche dati bibliografiche e onomastiche, cataloghi di autori, testi e manoscritti, strumenti per la rilevabilità dei dati di ricerca, interoperabilità e integrazione semantica), messe poi a disposizione della comunità scientifica internazionale che si dedica allo studio delle fonti della cultura latina del medioevo, da Boezio ad Erasmo. Membro fondatore e partner della sezione italiana di DARIAH–Digital Research Infrastructure for the Arts and Humanities, la principale infrastruttura di ricerca europea nell’ambito della Social and Cultural Innovation per l’applicazione dell’informatica alle scienze sociali e alle discipline umanistiche, ha reso disponibile il collegamento delle proprie infrastrutture nella rete federata di Data Center (http://dariah.cnr.it/). Ha inoltre partecipato a programmi e progetti europei con l’obiettivo di promuovere l'eccellenza sia scientifica sia tecnologica nel campo della cultura medievale. Dispone della più importante piattaforma esistente relativa ad autori, testi e manoscritti del Medioevo latino, nonché alla relativa bibliografia scientifica, frutto delle molteplici ricerche di base promosse negli anni e aggiornate grazie a gruppi di ricercatori di livello internazionale oltre che in collaborazione con esperti di filologia digitale. Il sistema integrato (Archivio Integrato del Medioevo) mette in relazione singoli record bibliografici con informazioni di carattere onomastico, biografico e repertoriale consentendo la restituzione di un’informazione superiore rispetto alle singole componenti. La fruibilità è garantita da un archivio digitale integrato secondo un sistema aperto e in costante evoluzione sia dal punto di vista dei contenuti sia da quello tecnologico, tale da poter accogliere sempre nuovi progetti e consultato in rete dagli atenei, dalle biblioteche e dai maggiori centri di studio a livello internazionale (MIRABILE. Archivio digitale della cultura medievale: http://www.mirabileweb.it/), frutto della collaborazione con altre istituzioni (Fondazione Ezio Franceschini, Firenze; Istituto Universitario di Studi Superiori, Pavia; Provincia autonoma di Trento; Regione Lombardia; Regione Toscana; Società Internazionale di Studi Francescani, Assisi; Internet Culturale. Cataloghi e collezioni digitali delle biblioteche italiane; Comunità monastica di Camaldoli; Corpus corporum - Universität Zürich, Seminar für Griechische und Lateinische Philologie; Zeno Karl Schindler Foundation; Alma Mater. Studiorum Università di Bologna; Sapienza Università di Roma; Università della Calabria e del Salento; Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, di Cassino e del Lazio meridionale, Foggia, Milano, Salerno, Siena, Trento e Udine. La consultazione di tale knowledge management system per lo studio e la ricerca sulla cultura medievale è garantita in gran parte in forma gratuita, come frutto di collaborazioni nazionali e internazionali dettagliate nel caso di studio presentato. I dati messi a disposizione in Open Access riguardano: • l’intera sezione agiografica del portale (PRIN 2004 “Forme e caratteri della santità in Toscana nell'età dei Comuni: agiografia, iconografia, istituzioni”) • larga parte della sezione mediolatina • PRIN 1997-2005/2007/2009/2012 Medioevo latino • PRIN 1999-2003 Onomastica medievale • PRIN 2005 I Padri della Chiesa nei sermoni e nei commenti medievali • PRIN 2005/2007 Censimento degli scrittori latini del Medioevo e Rinascimento e delle loro opere (anni 500-1500) • PRIN 2009 Censimento degli scrittori latini del Medioevo e Rinascimento e delle loro opere (anni 500-1500) • PRIN 2007 Testi patristici nei sermoni e nei commenti medievali • FIRB 2008 La trasmissione testuale dei Padri latini tra mondo classico e medievale • PRIN 2012 RICERCA ITEM. Catalogi bibliothecarum Italici medii recentiorisque Aevi • PRIN 2015 Censimento degli scrittori del Medioevo e del Rinascimento (anni 500-1500). Autori, testi e manoscritti • FISR 2019 Opere perdute e opere anonime nella tradizione latina dalla tarda antichità alla prima età moderna (sec. III-XV) • l’intera sezione romanza • PRIN 2008 Formazione ed evoluzione della lingua poetica italiana delle origini: data-base ipertestuale, lemmatizzazione e analisi tematica • FIRB 2010 Repertorio ipertestuale della tradizione lirica romanza delle Origini • PRIN 2010 Canone letterario e lessico delle emozioni nel Medioevo europeo: un network di risorse on line (bibliografia, manoscritti, strumenti multimediali) • PRIN 2017 Transizione o rivoluzione? Per un nuovo paradigma della lingua e della letteratura francese tra Medioevo e Rinascimento: versi e prosa, manoscritti e stampe. Repertori, studi, edizioni critiche • la bibliografia relativa ai manoscritti per gli anni 2009-2011 oltre ad un indice di autori medievali, opere e manoscritti derivato dai data base Medioevo latino, BISLAM e CALMA • FIRB 2006 Archivio dei manoscritti medievali nella tradizione culturale europea. Bibliografia, repertori, storia dei testi, immagini) • i dati bibliografici di Medioevo latino per gli anni 2023-25 • PRIN 2020 The Latin Middle Ages. A comprehensive bibliographic repertory of writers, texts and manuscripts)
Descrizione dell'impatto socioeconomico:
• L'infrastruttura ha obiettivi specifici legati all'incremento dell'informazione nel settore delle proprie competenze e alla costruzione di nuovi panorami di conoscenza del passato umano; essa mira anche a verificare la possibilità di utilizzare sempre nuove metodologie di conoscenza per lo studio delle fonti storiche e letterarie in corrispondenza della mutata realtà che coinvolge gli attuali contesti sociali, in cui si muovono i nostri studi. • Per rispondere alle problematiche poste è fondamentale costruire un ‘corpus’ di informazioni molto ampio e rappresentativo, capace di coprire un arco temporale significativo e afferente a diverse tipologie di fonti letterarie e documentarie, che vada ad arricchire le banche dati esistenti e consenta nuovi metodi di analisi e correlazione. La creazione di una piattaforma di informazioni come quella realizzata dall'infrastuttura, con l'applicazione di metodologie avanzate nel campo delle digital humanities e dell'intelligenza artificiale, garantisce questo impatto. La disponibilità e l’accessibilità da remoto dell’informazione favorisce la riduzione dell’impatto su territorio di fattori inquinanti; la comunità internazionale a cui fa riferimento l‘istituzione (in particolare con le attività formative) favorisce il territorio in cui essa opera. Le buone pratiche che l‘infrastruttura mette in atto (documentate dalla trasparenza di tutte le informazioni che la riguardano e che riguardano le sue azioni) favorisce il miglioramento del sistema in cui essa opera (anche in termini di parità di genere, accessibilità e riduzione delle disuguaglianze, uso delle risorse pubbliche). • Come Terza missione per la diffusione di cultura e conoscenze ed il trasferimento dei risultati della ricerca al di fuori del contesto accademico, contribuendo così alla crescita sociale e all'indirizzo culturale del territorio, la S.I.S.M.E.L. collabora alla costituzione di una biblioteca generalista presso la Certosa del Galluzzo di Firenze, rivolta ai giovani delle scuole superiori di secondo grado. In accordo con la Fondazione Ezio Franceschini, (a) sono stati ceduti a titolo gratuito gli arredi della precedente sede alla Comunità di San Leolino, attuale custode del monastero, (b) sono stati catalogati 7.769 volumi giudicati adatti allo scopo, (c) è in corso la selezione di altre unità dai propri fondi bibliografici per valorizzare il proprio patrimonio librario non specialistico.
Nel periodo 2020-2024, con la vigilanza ed il controllo del Collegio dei Sindaci, si attesta l’adeguatezza della struttura organizzativa della S.I.S.M.E.L., così come anche l’andamento della gestione sociale e della sua prevedibile evoluzione attraverso scritture contabili che risultano conformi alle dimensioni dell’istituto e alla sua specificità di ente no-profit. Si rileva un incremento costante delle seguenti voci di bilancio, giudicate utili alla presentazione dell’infrastruttura: - ricavo inerente all’utilizzo da parte della comunità scientifica di riferimento del sistema integrato di dati “Archivio Integrato del Medioevo / Mirabile” (aumento del 39% nel 2024 rispetto al 2020); - costo relativo all’attività convegnistica e di formazione alla ricerca (aumento del 55% nel 2024 rispetto al 2020); - costo relativo a cofinanziamento di progetti di ricerca o di formazione superiore presso atenei italiani (aumento dell’80% nel 2024 rispetto al 2020).
Eventuali indicatori attestanti l'impatto:
Di seguito l’elenco delle istituzioni di ricerca che consultano con continuità documentabile il portale “MIRABILE. Archivio digitale della cultura medievale / Digital Archives for Medieval Culture” ATENEI ITALIANI: L’Aquila, Bari “Aldo Moro”, Basilicata, Bergamo, Bologna, Calabria, Cassino e Lazio meridionale, Catania, Chieti-Pescara G. D’Annunzio, Enna “Kore”, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Macerata, Milano, Milano (Cattolica Sacro Cuore), Napoli Federico II, Padova, Parma, Pavia, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Salerno, Sassari, Siena, Siena Stranieri, Torino, Trento, Trieste, Udine, Venezia Ca’ Foscari, Verona, Scuola Normale Superiore, Pontificia Università Gregoriana, Pontificia Università s. Tommaso d’Aquino, Scuola IMT Alti Studi Lucca, Telematica ECampus. ATENEI EUROPEI: Amsterdam (UVA e Vrije), Barcelona (Universidad e Institución Milá y Fontanals de investigación en Humanidades), Basel, Bern, Berlin (Humboldt), Bonn, Budapest (Central European University), Cambdrige (Whipple Library), Dresden, Dublin (College James Joyce), Eichstätt, Erlangen-Nuernberg, Frankfurt am Main (Universitatsbibliothek Johann Christian Senckenberg), Genève, Girona, Göttingen, Hamburg, Heidelberg, Huelva, Köln, Lausanne, Leuven (Katholieke Universiteit), Liège, Leiden, Leipzig, Lisboa, London (Kings e University College), Louvain, Lugano, Madrid (Carlos III), Malaga, Montpellier (Paul Valery), München (Ludwig-Maximilians-Universitāt), Münster, Namur (Moretus Plantin), Neuchâtel, Oxford, Paris (Campus Condorcet, Sorbonne), Praha (Karlova), Regensburg, Rostock, Salamanca, Santiago de Compostela, Stockholm, Tübingen, Utrecht, València, Valladolid, Wittenberg (Martin-Luther), Würzburg, Württemberger, Wien, Zürich (Zentralbibliothek). ATENEI EXTRA-EUROPEI: Amherst College (MA), Baltimore (Milton S. Eisenhower John Hopkins University, MD), Champaign (Illinois Urbana-Champaign, IL), Chapel Hill (Davis Library, NC), Chestnut Hill (Boston College-Thomas P. O'Neill Jr., MA), Cambridge (Harvard, MA), Clinton (Hamilton College NW), Denton (North Texas, TX), Haifa (ISR), Hillsdale (College, MI), Houston (Deherty Library, TX), Ithaca (Cornell University Library, NY), Knoxville (John C. Hodges Librart, TN), Melbourne (Monash, AUS), Montreal (McGill, CDN), New York (NY), Princeton (NJ), Rochester (NW), St. Louis (MO), St. John's (Memorial University of Newfoundland, CDN), South Bend (Notre Dame, IN), Toronto (CDN), Tucson (Arizona, AZ), Vancouver (British Columbia, CDN), Victoria (CDN). BIBLIOTECHE: Apostolica Vaticana (Città del Vaticano), Campus Catalunya (Tarragona), Bibliothèque Diderot (Lyon), Herzog August (Wolfenbüttel), Humanitas Bellaterra (Barcelona), Medicea Laurenziana (Firenze), John K. Mullen of Denver Memorial (Washington), Nationale de France (Paris), Nazionale Centrale (Firenze), Riccardiana (Firenze), Sainte-Geneviève (Paris), Sorbonne (Paris). ISTITUTI E CENTRI DI RICERCA: Kunsthistorisches Institut in Florenz, Max Weber Stiftung–Deutsche Geisteswissenschaftliche Institute im Ausland (Bonn), Monumenta Germaniae Historica (München), Museo Galileo-Istituto e Museo di Storia della Scienza (Firenze), Warburg Institute, London.
Eventuali pubblicazioni riferibili all'infrastruttura:
Per descrivere le attività della S.I.S.M.E.L. e le modalità di procedere nel campo della conservazione dei beni culturali, della ricerca scientifica e della formazione superiore, si può accedere ai seguenti indirizzi in rete: https://www.sismelfirenze.it https://www.mirabileweb.it https://www.sismel.it Si allegano anche documenti di presentazione dell’istituzione nel suo complesso (curriculum) e delle attività svolte nel corso dell’anno 2024 (relazione), e un esempio del ruolo di partenariato svolto dalla S.I.S.M.E.L. all’interno di progetti di alta formazione in ambito culturale promossi dalla Regione Toscana GIOVANISÌ e cofinanziati dall’Unione Europea (Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society), in particolare nel progetto UMAS (Università Medievali di Arezzo e Siena), promosso dall’Università di Siena finalizzato a valorizzare il patrimonio materiale e immateriale degli “Studia medievali” delle due città anche garantendo l’accesso digitale e aperto a risorse inedite o rare e la disseminazione di questi materiali.

Denominazione infrastruttura: TELESCOPIO NAZIONALE GALILEO
Ruolo della struttura proponente: Membro del consorzio di gestione
Area scientifica: Physical Sciences and Engineering
Parole chiave: cooperazione internazionale, didattica, divulgazione scientifica, infrastruttura, open data, perfezionamento, studenti, trasferimento della conoscenza, valorizzazione della ricerca, astronomia
Breve storia dell'infrastruttura:
Il Telescopio Nazionale Galileo (TNG) è installato all’Osservatorio del Roque de Los Muchachos, nell’isola di La Palma (Isole Canarie, Spagna) alla quota di circa 2400m sul livello del mare. Il TNG è il più grande telescopio astronomico totalmente Italiano. È anche il primo telescopio nato dalla collaborazione nazionale fra i 12 Osservatorii Astronomici, agli inizi degli anni '90 ancora autonomi, in una epoca nella quale non esisteva ancora INAF ma spinti dalla necessità di avere a disposizione della comunità astronomica italiana un telescopio astronomico di classe 4m. Fu inaugurato nel 1996, mentre la prima luce del TNG fu nel giugno 1998. Dall’anno 2000 è aperto alla comunità per osservazioni astronomiche selezionate con bandi competitivi da un Time Allocation Commite (TAC). In virtù degli accordi internazionali firmati nel 1993, il 20% del tempo di osservazione viene ceduto alla Spagna quale ricompensa per la installazione del TNG all’Osservatorio del Roque. Per gli stessi accordi, un ulteriore 5% di tempo viene concesso internazionalmente. Il TNG è un telescopio Altazimutale con configurazione ottica Ritchey-Chretien dotato di uno specchio principale da 3.6m di diametro e due fuochi Nasmyth dove sono installati gli strumenti scientifici. Nasce come un telescopio astronomico dedicato all’alta risoluzione angolare sia nel visibile che nell’infrarosso con delle caratteristiche che lo rendono competitivo grazie agli strumenti di osservazione sempre montati al piano focale e facilmente e rapidamente intercambiabili durante la notte con la correzione di Ottica Attiva sempre in funzione. Gli strumenti di prima generazione prevedevano: una camera ottica OIG (dismessa nel 2008); un camera e spettrografo infrarosso, NICS tutt’ora funzionante; un sistema di ottica adattiva per NICS, AdOpt@_TNG, con il primo esempio di sensore a piramide (dismesso nel 2009); uno spettrografo visibile ad altissima risoluzione SARG (dismesso nel 2011); una camera e spettrografo a bassa risoluzione Dolores, tutt’ora funzionante. Nel 2012 si sono aggiunti due spettrografi ad altissima risoluzione, uno nel visibile HARPS-N, ultrastabile ed ultrapreciso, specializzato nella caratterizzazione di esopianeti, e uno nell’infrarosso, GIANO-B. La combinazione dei due strumenti, denominata GIARPS, offre l’unico strumento al mondo capace di ottenere uno spettro simultaneo ad alta risoluzione dal visibile al vicino infrarosso, da 380 a 2500 nm. Dal 2016 è operativo anche SiFAP2, un fotometro ad altissima velocità capace di caratterizzare curve di luce delle delle pulsar al millisecondo. Al 2024 quindi sono presenti 5 strumenti che vengono offerti con cadenza semestrale e hanno una richiesta che è oltre il doppio del tempo disponibile (pressure factor 2). La produzione scientifica ottenuta con dati TNG attualmente supera il centinaio di pubblicazioni per anno, con circa il 70% di articoli dedicati alla caratterizzazione di esopianeti, evoluzione di sistemi e atmosfere planetarie. La versatilità degli strumenti installati permette inoltre al TNG di attivarsi con una risposta rapida in caso di eventi transienti (GW, SN, GRB, NEO...) Dal 2005 la gestione del TNG è affidata ad una Fondazione di diritto Spagnolo, la Fundaciòn Galileo Galilei – INAF, Fundaciòn Canaria (FGG), governata da un Patronato composto dai vertici INAF e diretta da un Direttore/Gerente locale. Oltre alla sede operativa del Telescopio Galileo sulla montagna, l’infrastruttura è composta da una sede amministrativa e logistica della FGG a livello del mare (di proprietà INAF) dotata di laboratori, uffici per il personale, centro di calcolo, caffetteria e garage per il parco auto. Dal 2019 FGG riceve attraverso INAF i fondi dal MUR dedicati alle progettualità di carattere continuativo.
Descrizione delle modalità di funzionamento:
La Fundacion Galileo Galilei è di diritto Spagnolo ma viene governata da un Patronato composto dai Vertici dell’Istituto proponente (INAF). Il Patronato è presieduto dal Presidente INAF, il Direttore Scientifico INAF diventa Vicepresidente del Patronato, il Direttore Generale dell’INAF e due esperti scientifici nominati dal Presidente completano il Patronato. Il Direttore-Gerente dalla FGG fa le veci del Segretario del Patronato. Il CdA INAF supervisiona il funzionamento della FGG e approva sia il bilancio di preventivo che il bilancio consuntivo. Il Consiglio Scientifico INAF supervisiona l’operatività del Telescopio Nazionale Galileo nel contesto nazionale e Internazionale. Un comitato di Allocazione del Tempo (TAC, formato da un segretario e 6 responsabili scientifici) coadiuvato da referee esterni, studia e giudica le proposte di osservazione per distribuire il tempo disponibile.
Due volte all’anno viene pubblicato un bando per richiedere tempo di osservazione con gli strumenti del TNG nel semestre successivo, tipicamente in novembre per il semestre aprile-settembre, e in maggio per il semestre ottobre-marzo. Il bando resta aperto per 1 mese e tutti i ricercatori Italiani possono applicare. Bandi simili vengono pubblicati in momenti leggermente diversi, ma sempre referenti allo stesso semestre, per il 20% del Tempo Spagnolo (CAT). Per il 5% di tempo internazionale esiste un bando annuale pubblicato in febbraio. Allo scadere dei bandi viene applicata una selezione competitiva, con una valutazione "excellence driven". Essendo HARPS-N uno strumento proprietario dell'Osservatorio di Ginevra, l'utilizzo dello strumento è regolato da un accordo quinquennale rinnovato già due volte che permette di utilizzare lo strumento a tutta la comunità in cambio di 80 notti/anno garantite (GTO) e riservate al costruttore. Una ulteriore frazione di tempo telescopio (al massimo 20 notti/anno) è stata resa disponibile a livello transnazionale per mezzo di accordi attivi fino al 2025 della rete Opticon/ORP (Opticon Radionet Pilot program), in cambio di supporto finanziario al funzionamento. In via eccezionale alcune proposte di osservazione particolari, urgenti e impreviste possono essere richieste direttamente al Direttore attraverso il Director Discretionary time: queste proposte vengono valutate caso per caso per la loro eccezionalità, tempestività e valore scientifico e, se accettate vengono schedulate in modo da incidere il meno possibile su altre proposte già approvate.
Le proposte di osservazione ricevute vengono valutate tecnicamente dal personale astronomo TNG e ne viene giudicata la fattibilità tecnica in termini di magnitudine limite, tempi di esposizione e overheads, visibilità, complessità delle osservazioni, etc. Allo stesso tempo la valutazione scientifica viene affidata a 5 referee esterni. Circa 1 mese dopo la chiusura del bando si riunisce il TAC INAF, composto da un chair e 6 ricercatori INAF o associati, e vengono analizzate e discusse le proposte e stilata la graduatoria con cui vengono occupate le notti di osservazione disponibili. Lo staff TNG si incarica di organizzare le schedule di osservazione distribuendo le notti assegnate nel migliore dei modi per ottimizzare il ritorno scientifico e l’utilizzo delle risorse disponibili. Una parte del tempo del telescopio è riservata a tempo tecnico per test di nuovi strumenti, software o recuperare il tempo perduto per motivi tecnici.
I Principal Investigators (PI) delle proposte selezionate vengono informati del risultato mentre il TNG organizza la schedula semestrale con il calendario delle notti assegnate. Bisogna distinguere tra le osservazioni che verranno eseguite personalmente dal ricercatore (modo di osservazione Visitatore) e quelle effettuate da un astronomo del TNG (osservazione in modalità Servizio o di "Target of Opportunity") o da altro osservatore (osservazioni in Tempo Condiviso o “Time Sharing”). Quando la schedula è pubblicata, i PI italiani che osserveranno personalmente al telescopio compilano gli appositi formulari e viene loro organizzata la missione per osservare con le spese di viaggio, vitto e alloggio coperte dai fondi del TNG. Esistono quindi per ora due modalità di accesso alla struttura. La prima fisica, con lo spostamento del ricercatore a spese dell’infrastruttura per compiere la sua ricerca e ricevere training e supporto; esiste poi l’accesso di tipo remoto per alcune osservazioni particolari e urgenti (come i transienti) favorendo questa modalità in particolar modo per motivi di sostenibilità ambientale, nel caso di osservazioni di breve durata (alcune ore o fino a metà notte). Il TNG è in procinto di entrare nel Virtual Observatory. Quindi nel futuro sarà possibile l’accesso virtuale alle osservazioni non solo tramite la consolidata struttura dell'archivio dati osservativi.
Al termine delle osservazioni i dati raccolti vengono inviati immediatamente all’Archivio Nazionale dell’INAF presso l’Osservatorio Astronomico di Trieste, IA2, da dove il ricercatore può scaricarli accedendo con le sue credenziali. Al telescopio sono disponibili i software per la riduzione, l'analisi immediata delle osservazioni, per il controllo della qualità e della bontà del segnale raccolto. I dati disponibili nell'archivio sono di tipo grezzo, ovvero come ottenuti al telescopio senza trattamento per la rimozione della firma strumentale e l'estrazione del dato corretto e calibrato. Nel solo caso di HARPS-N presso IA2 è possibile richiedere anche il dato di archivio ridotto e calibrato utilizzando la più recente versione del software di riduzione e analisi. I dati ottenuti con la strumentazione al TNG sono di proprietà del PI della proposta per il tempo standard di 1 anno, dopodiché vengono resi pubblici all'intera comunità fatta eccezione per i dati che riguardano ricerche esoplanetarie. In questo caso c’è spesso bisogno di più tempo per poter avere un set completo di dati (un’orbita completa del sistema) e quindi vengono considerati proprietari per 1 anno dopo la fine del programma di osservazione, che può essere di vari semestri. Negli ultimi anni circa il 3% di articoli che utilizza dati TNG fa completo uso di soli dati di archivio a libero accesso.
Descrizione del profilo di sostenibilità:
Questa infrastruttura è gestita da una Fundación Canaria, un’entità non-profit di diritto spagnolo, denominata Fundación Galileo Galilei (FGG). Il modello di governance è dualistico: Il Patronato della FGG funge da comitato di supervisione e di decisione sui fini istituzionali della fondazione; Il Gerente, con il Consiglio della FGG (formato dai coordinatori delle divisioni) è responsabile del funzionamento, amministrazione e gestione per raggiungere gli obiettivi prescelti.
Il Telescopio Nazionale Galileo è dal 2019 considerato una progettualità di carattere continuativo e per la gestione del TNG la FGG riceve un budget annuale approvato dal Patronato e poi dal CdA direttamente dai fondi del MUR all'interno del Fondo di Funzionamento dell'INAF. La seguente è la tabella dei fondi assegnati al TNG rispetto ai fondi dell'INAF (in milioni di euro). Anno Fondo Funzionamento Ordinario FFO + Contributi straordinari Telescopio Nazionale Galileo 2020 94.6 110.0 2.0 2021 104.1 118.1 2.9 2022 104.1 132.4 2.9 2023 110.9 149.0 3.2 2024 116.7 150.4 3.2 Il costo rispetto all'ente è inferiore al 2.8% dei fondi ordinari. Dal 2010 a marzo 2025 il TNG ha anche ricevuto finanziamenti nel progetto Opticon e poi ORP (Opticon Radionet Pilot program) a cambio di notti di osservazione inquadrate nella trans-nazionalità. Un massimo di 10 notti per semestre sono state riservate ai progetti Europei, e giudicati dal comitato di allocazione del tempo Europeo.
Per la gestione finanziaria, il Gerente presenta un bilancio preventivo con il dettaglio della distribuzione delle spese previste tra Stipendi, Previdenza sociale, Missioni e formazione, spese fisse e servizi (affitti, canoni, contratti con ditte esterne, professionisti indipendenti, investimenti, e divulgazione). Il bilancio viene discusso e approvato in sede di Patronato, e poi passa al CdA di INAF per approvazione definitiva. I fondi assegnati dal MUR vengono trasferiti in 3 tranche durante l’anno e gestiti internamente. Alla chiusura dell’anno amministrativo l’Amministrazione FGG deve presentare la rendicontazione finale nel bilancio consuntivo, che deve essere approvato dal Patronato e presentato al CdA. Il bilancio viene accompagnato da una revisione esterna da parte di un Auditor spagnolo che controlla che il bilancio della FGG sia coerente e appropriato e che la Fundacion sia in attivo. Il bilancio consuntivo, una volta approvato dai Patroni, viene trasmesso al Protettorato delle Fondazioni Canarie dove viene registrato.
La FGG è organizzata in divisioni. Oltre al Direttore Gerente che è a capo della divisione di Amministrazione (composta da altre 5 persone incaricate tra le altre cose di contabilità, sicurezza, logistica, delle missioni, import-export, etc), esistono le divisioni di: Astronomia (Coordinatore e 8 Astronomi, di cui 5 Instrument Scientists); Tecnologia (Coordinatore Tecnico e 8 tra tecnici e ingegneri per manutenzione e upgrade dei sistemi); Informatica (Coordinatore e 4 tra tecnici e ingegneri per la parte IT e l’archiviazione dati); Operatori di Telescopio (Coordinatore e 4 unità di personale che coprono tutte le 365 notti dell’anno), In totale FGG conta 32 persone assunte a tempo indeterminato con contratto spagnolo e 2 persone (astronomi ricercatori) distaccati da strutture INAF. Il personale non è inquadrato nella Pubblica Amministrazione nazionale e non esiste un contratto di lavoro specifico. È vigente il contratto del lavoro spagnolo con opportune Note di Servizio per ogni specifico tipo di incarico e funzione. Il personale della FGG si cura della manutenzione del funzionamento della installazione scientifica, con una organizzazione tale da coprire le 365 notti all’anno di osservazione con almeno un operatore di telescopio e un astronomo. I turni degli astronomi TNG garantiscono il supporto diurno e notturno agli astronomi visitatori e il perfetto funzionamento e messa a punto della strumentazione e del telescopio. La manutenzione ordinaria del telescopio include ovviamente la pulizia delle ottiche; il controllo della meccanica del telescopio; il set-up degli strumenti secondo le richieste degli osservatori; la manutenzione dell'edificio; l'aggiornamento e il perfetto funzionamento di tutti i sottosistemi hardware e software; ma prevede anche l’innovazione e il ricambio tecnologico per prevenire obsolescenze e rotture dei materiali e offrire sempre uno strumento efficiente, affidabile e senza interruzioni di servizio prolungate. I vari gruppi di tecnici e ingegneri si occupano della messa a punto di opto-meccanica, della parte software ed elettronica, dei programmi di osservazione e della riduzione dati e archiviazione.
Descrizione dei risultati e dell'impatto scientifico:
Già prima del 2020 il TNG si è caratterizzato da ricerche innovative in ambito astronomico. Nel 2001 l’ottica adattiva del TNG dimostrò per prima l’alta efficienza del sensore a Piramide per la correzione ottica, ora utilizzato in tutto il mondo. Nel 2009 lo strumento NICS permise al TNG di ottenere il record dell’esplosione di Gamma Ray Burst più lontana mai osservata. Nel 2016 lo strumento SiFAP realizzato con l’Università La Sapienza permise di osservare per la prima volta la curva di luce nello spettro visibile di pulsar transizionali. Con l’arrivo di HARPS-N nel 2012 si è riusciti a caratterizzare il 30% di tutti i pianeti simili alla terra con diametro inferiore a 2 diametri terrestri, e il 25% di quelli con diametro inferiore a 4 raggi terrestri. Il TNG ha misurato la presenza di varie molecole nelle atmosfere di pianeti extrasolari grazie alla spettroscopia di trasmissione. Nel 2018 il TNG ha partecipato con WHT e NOT all’esperimento di fisica quantica dell'Università di Vienna (coordinato dal Nobel Prof. Anton Zeilinger) per dimostrare l’entanglement quantico a livello cosmologico utilizzando quasars ai confini dell’universo come generatori casuali di fotoni. Gran parte della ricerca effettuata dal TNG è di livello internazionale, con programmi osservativi di lunga scadenza. Attualmente il network scientifico più rilevante è quello sorto attorno allo studio di sistemi eso-planetari con HARPS-N. Iniziato già nel 2012 con la realizzazione e installazione dello spettrografo al TNG, ha portato ad accordi internazionali tra INAF e l'Observatoire de Genève e altre strutture in UK e USA, la possibilità di utilizzare questo eccellente strumento quinquennali di collaborazione rinnovati recentemente nel 2023. Questa azione ha portato i ricercatori INAF ad unire le loro conoscenze con la creazione di un gruppo di ricerca, GAPS (Global Architecture of Planetary Systems), riconosciuto a livello internazionale e in continua crescita ed evoluzione, con la produzione di un centinaio di articoli scientifici nell’arco degli ultimi 10 anni. Al Consorzio HARPS-N e a GAPS si sono poi uniti gli Spagnoli per ottimizzare anch’essi la loro produzione scientifica e in particolare condividere dati di oggetti osservati in altri telescopi, fare una condivisione del tempo di osservazione per distribuire i punti di misura durante l’anno, partecipare a campagne di osservazione sia da terra che dallo spazio. Essendo il migliore strumento dell’emisfero Nord per la misura di velocità radiali HARPS-N viene adottato in tutte le collaborazioni internazionali che chiedono tempo su telescopi spaziali come Cheops e JWST per la caratterizzazione dei nuovi pianeti. Con l’arrivo della missione PLATO, TNG+HARPS-N sarà usato come strumento principale per la conferma dei nuovi sistemi. HARPS-N opera 24 ore su 24. Infatti è nata una larga collaborazione internazionale con l’introduzione di un piccolo telescopio solare che raccoglie la luce del Sole come se fosse una stella e misura gli spettri con HARPS-N, utilizzando lo spettrografo anche di giorno. Dal 2023 si è installato un secondo telescopio solare per lo studio del Sole come una stella nell’infrarosso, inviando la luce verso lo spettrografo GIANO-B (vedi sotto). Inoltre, il TNG partecipa a campagne di osservazioni simultanee nello studio di Fast Radio Burst e di millisecond pulsars, con il fotometro SiFAP2 e radiotelescopi da terra e strumenti X come XMM e Nicer nello spazio. Per i fenomeni transienti il TNG è entrato nel network di GraWIta e continua a ricevere (e approvare) proposte di osservazione in modalità di Target of Opportunity quando vengono segnalati eventi dai satelliti SWIFT, SWOM e EINSTEIN. Dal 2024 il TNG ha iniziato una collaborazione con astronomi spagnoli e altri telescopi del Roque per un programma di Interferometria di Intensità ottica, LPI (La Palma Interferometry), non monocromatica come si fa generalmente, ma con spettroscopia, quindi raccogliendo fotoni in varie bande e aumentando la sensibilità dei detector. La Spagna sta finanziando la produzione di SPAD bidimensionali ad alto filling factor, che poi verranno installati sul TNG e su altri telescopi. Per ora si sta lavorando sul progetto esplorativo dimostratore. Il TNG è dotato di ottime qualità per l’osservazione nel vicino infrarosso. L’ottica del TNG fu considerata dalla ZEISS come il miglior risultato mai ottenuto dalla lavorazione delle superfici, questo ha permesso al TNG di avere risultati eccellenti pur restando un telescopio di classe 4 metri. Grazie ad un apposito finanziamento nel 2016 HARPS-N è stato affiancato di uno spettrografo per l'infrarosso, GIANO-B interamente sviluppato e aggiornato all’INAF di Arcetri, è installato di fianco ad HARPS-N per permettere di ottenere simultaneamente uno spettro ad alta risoluzione da 380nm a 2.5 micron: il TNG è l’unico telescopio al mondo che permette questa simultaneità ottico-infrarossa fino all banda K. In ambito Europeo il TNG compete con altri telescopi della stessa classe, come WHT, CFHT, NTT, ESO3.6, Caral Alto. Non esiste una vera concorrenza dato che dotazioni strumentali differenti permettono un tipo di ricerche differenti. Invece, dove le strumentazioni sono simili (ESO3.6, Caral Alto, CFHT) esiste complementarità e i ricercatori tendono a chiedere tempo a tutti i telescopi per avere più dati e quindi più precisione nella loro ricerca, e la produzione scientifica è il risultato della collaborazione tra i gruppi che hanno accesso agli strumenti. Il TNG è stato inserito nella ESFRI Roadmap 2021 tra i telescopi ottici che permettono l’Accesso Trans-Nazionale (TNA) attraverso il programma Opticon Radio net Pilot (ORP) come nella tabella 4 del ESFRI Roadmap 2021. Per quanto riguarda il PNIR 2021-2027, il Telescopio Nazionale Galileo è incluso nel gruppo A con altre 74 Infrastrutture di Ricerca di alta priorità, e grazie all’eccellenza della produzione scientifica gode anche di un discreto supporto politico e finanziario, come si può vedere nella grafico a dispersione. Il gruppo A è composto dalle IR sopra alla linea diagonale, che separa appunto le IR ad alta priorità come il TNG dalle altre IR. Nel periodo 2020-2024 le proposte di osservazione ricevute e poi approvate, separate nei differenti panel per la concessione del tempo di osservazione, sono distribuite come segue: Tempo Ricevute Approvate TAC-ITALIA 346 275 CAT-SPAGNA 126 78 ORP-EUROPA TNA. 104 43 ITP-INTERNAZIONALE 21 14 Nella tabella successiva invece sono riportati il numero di visitatori per anno al TNG. Si nota un incremento sostanziale per la ripresa delle attività dopo il COVID; si deve aspettare il 2022 per recuperare i valori medi degli anni precedenti (circa 40 visitatori a semestre); i PI delle proposte approvate spesso portano uno studente per dare formazione e permettere l’accesso a strumentazione e dati di alto livello. Nella seconda colonna le proposte di osservazione approvate complessivamente (senza differenziare tra tempo italiano, spagnolo, internazionale o europeo) che corrispondono quindi al numero di ricercatori coinvolti. È importante notare che durante il periodo di pandemia le osservazioni del TNG non siano state sospese ma siano continuate grazie al supporto continuo degli astronomi Staff. Anno Visitors Programmi di osservazione 2020 11 56 2021 38 75 2022 88 79 2023 115 100 2024 94 97
Descrizione dell'impatto socioeconomico:
Il Telescopio Nazionale Galileo è installato nell’isola di La Palma, una piccola isola delle Canarie (Spagna) il cui PIL si basa su turismo e coltivazione di banane. L’osservatorio astronomico (quindi di tutte le infrastrutture presenti, tra le quali il TNG) contribuisce direttamente per circa il 3% al PIL di La Palma, a cui poi va aggiunto il contributo indiretto per il turismo legato all’astronomia. Per quanto riguarda il TNG, la manutenzione e il funzionamento richiedono un rapporto diretto con le ditte locali e regionali; il personale staff del TNG (32 persone) vive stabilmente con le proprie famiglie sull'isola; i ricercatori che accedono all’ infrastruttura si spostano e usufruiscono delle facilities locali. Si può quindi dire che la gran parte (circa l’ 80%) dei fondi disponibili al TNG si riversano localmente sull’isola, sia attraverso le spese generali di funzionamento (forniture, ditte esterne, trasporti), che per gli stipendi (2/3 del budget) e le missioni dei ricercatori visitatori. Inoltre la metà dello staff TNG è composta da personale locale, quindi il TNG e il resto dell’osservatorio rappresentano una possibilità di lavoro per i giovani interessati, sia alla ricerca scientifica ma anche per le competenze tecniche, informatiche, amministrative e di divulgazione. A questo si deve aggiungere che la Fondazione che gestisce il TNG organizza lezioni e conferenze, porte aperte, visite per le scuole ed esposizioni scientifiche. Il TNG collabora poi agli eventi che coinvolgono tutto l’osservatorio e organizzati dall’Istituto di Astrofisica de Canarias (IAC), in particolare lezioni e visite per scuole locali, programmi di fomento della cultura STEM, e di coinvolgimento delle ragazze nella cultura STEM, con lezioni tenute da ricercatrici. Il TNG inoltre sta procedendo su vari fronti per ridurre il proprio impatto ambientale e la carbon footprint, dalla ottimizzazione e riduzione dei consumi di risorse energetiche, con il rinnovo e la sostituzione dei macchinari obsoleti e poco efficienti e l’adeguazione alle norme di sostenibilità per altri sottosistemi, alla installazione di sistemi fotovoltaici e sostituzione delle auto termiche con auto elettriche. Si cerca di ridurre la carbon footprint anche preferendo i collegamenti in remoto per le riunioni e conferenze.
Il prodotto offerto dal TNG sono i dati scientifici di alta qualità che vengono raccolti ogni notte grazie all'altissima efficienza del telescopio, le ottiche di eccellente fattura, e l’analisi dei fotoni raccolti attraverso strumentazione di frontiera. I ricercatori accedono ai servizi offerti dal TNG sia recandosi all’osservatorio che remotamente: uno dei servizi principali è l’esecuzione delle osservazioni da parte degli astronomi staff del TNG, risparmiando su spese di viaggio e alloggio, sul tempo dei ricercatori coinvolti, e sulla produzione di CO2. Inoltre con il programma Europeo TNA di accesso Transnazionale (l’ultimo, ORP, terminato nel marzo 2025) INAF ha ceduto circa 20 notti all’anno per una decina d’anni alla Comunità Europea per mettere il TNG a disposizione di nazioni Europee prive di infrastrutture di ricerca di tale livello. L’installazione nel 2012 dello spettrografo ad alta risoluzione HARPS-N a cambio di un numero garantito di notti per i primi 10 anni ha poi permesso alla comunità astronomica Italiana l’accesso al miglior strumento nell’emisfero Nord per lo studio delle velocità radiali, oltre a creare e fomentare relazioni internazionali tra i gruppi di ricerca che sfruttano lo spettrografo. Ultrapreciso ed ultrastabile, HARPS-N si distingue per la produzione scientifica in continua crescita e il fattore di pressione superiore a 2 per la richiesta di tempo osservativo. Il 75% del tempo TNG è dedicato a spettroscopia di alta risoluzione, e l’80% del tempo di HARPS-N è dedicato alla ricerca di pianeti extrasolari. Con il rinnovo degli accordi e una fetta di almeno 150 notti, distribuite in base al merito, ma dedicate alla ricerca eso-planetaria, HARPS-N continua ad essere lo strumento più richiesto e più produttivo del TNG. Dal 2024 è iniziata anche una collaborazione con l’Observatorio de Andalucia per un progetto di Interferometri di Intensità, con la realizzazione ed installazione al TNG di fotometri bidimensionali SPAD. Questo progetto in fase di studio e dimostrazione prevede la realizzazione di accordi per l’uso del TNG a lungo termine e la possibilità di avere accesso allo stato dell’arte della strumentazione. Dal punto di vista economico il TNG pesa sul bilancio di INAF per poco meno del 3% della assegnazione annua dell’Ente come riportato nella sezione I. b). L’investimento iniziale della costruzione del telescopio è stato ampiamente amortizzato ed ora il telescopio con il suo operare in continuità permette operare con grande efficenza ed al mimimo costo. Il costo per notte si aggira attorno ai 9000 euro, in linea con i costi di analoghe strutture della stessa classe: NTT all’ESO viene offerto a circa 10000 euro/notte.
Eventuali indicatori attestanti l'impatto:
L’indicatore principale dell’impatto scientifico del TNG a livello nazionale a internazionale è rappresentato dalla produzione scientifica. Mentre strumenti di prima generazione come Dolores e NICS hanno un produzione costante di articoli, come si può vedere dalla tabella a pag.15 dell’Annual Report allegato, dopo l’installazione di HARPS-N c’è stato un incremento continuo delle pubblicazioni. Nel 2024 sono state prodotte 118 pubblicazioni su riviste referate. Un’altro indicatore significativo dell’impatto del TNG nella comunità internazionale è rappresentato dal Pressure factor, ossia il rapporto tra notti richieste rispetto alle notti offerte, che come si può vedere dalla tabella a pagina 13 dell’annual Report è sempre maggiore di 2. Arrivano quindi proposte di osservazione che chiedono il doppio del tempo disponibile e per questo è necessaria una selezione in base al merito. Nel caso del tempo dedicato ai giovani ricercatori nell’ambito degli esopianeti, il pressure factor arriva spesso ad essere 3 volte superiore al tempo offerto. La qualità del telescopio si può misurare anche in base alla sua affidabilità ed efficienza, quindi il tempo che effettivamente sta funzionando e sfruttando la qualità del sito quando il meteo lo permette. Grazie alla manutenzione preventiva continua, e agli interventi quasi in real time del personale in caso di problemi tecnici, il TNG si caratterizza per bassissimi valori di downtime tecnico, ultimamente stabilizzati attorno al 2-3% annuo. Si veda il grafico con istogrammi a pag.18 dell’Annual Report. In tale grafico si evidenzia in giallo la perdita di tempo dovuta a fenomeni meteorologici, circa il 20/25% dipendendo dagli anni, e in azzurro la perdita di tempo per motivi tecnici. I periodi colorati in viola, del 2019, 20 e 21 si riferiscono al periodo in cui si è preventivamente chiuso il telescopio rispettivamente per le operazioni di alluminatura, la pandemia e l’eruzione vulcanica. A tale proposito va evidenziata la disponibilità e dedicazione dello staff, sia diurno che notturno, per mantenere il telescopio sempre al massimo delle sue potenzialità e per sfruttare appieno le notti di osservazione; questa attitudine positiva ha permesso al TNG di avere solo un mese di non operatività durante la Pandemia del 2020, quando osservatori come ESO sono rimasti chiusi per molto più tempo. Allo stesso modo, sempre grazie agli sforzi dello staff di manutenzione e osservazione, durante l’eruzione vulcanica del 2021 il TNG è stato l’unico telescopio a continuare le osservazioni quando le condizioni meteorologiche lo permettevano, quindi in sicurezza, preventivando l’arrivo della cenere e pulendo la cupola per prepararsi alle osservazioni quando le previsioni erano migliori. Altri telescopi sulla montagna come WHT o GTC sono rimasti sempre chiusi. L’alta efficienza del TNG è rappresentata anche dalla pulizia semestrale degli specchi principali, una caratteristica che permette di ottenere una riflettività superiore all’ 86% per ogni superficie riflettente. Allo stesso modo lo studio delle temperature nella cupola e attorno al telescopio permettono di ottimizzare il sistema di raffreddamento, prevedere la temperatura notturna e minimizzare il dome seeing, l’effetto della turbolenza atmosferica in prossimità e dentro al telescopio. Le immagini delle stelle sono quindi puntiformi, con un segnale spesso superiore alle stime statistiche, e concentrate in dischi delle minori dimensioni possibili, come se il telescopio lavorasse senza cupola: questi dati sono confermati dal confronto con il misuratore esterno, DIMM. Da considerare infine la presenza del TNG nel gruppo di alta priorità delle infrastrutture di Ricerca come evidenziato dal rapporto PNIR 2021-2027 e visibile nel diagramma a dispersione allegato nel documento pdf. Il TNG si contraddistingue per la produzione scientifica di eccellenza e la qualità della gestione per cui gode anche di un discreto supporto politico finanziario. Unica struttura dell’emisfero Nord per la misura delle velocità radiali di pianeti extrasolari, sarà strumento fondamentale a supporto della futura missione PLATO per la scoperta dei nuovi sistemi planetari.
Eventuali pubblicazioni riferibili all'infrastruttura:
Rapporto Annuale per l'anno 2023 del Telescopio Nazionale Galileo
In collaborazione con Logo CINECA